Gli Atti degli Apostoli. Parte prima. Introduzione e commento ai capp. 1,1-8,40 [1] 883940175X

Oggi in maggioranza gli autori ritengono adeguata una di­visione dell'opera in tre parti, secondo i centri geografi

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Italian, Greek Pages 728/721 [721] Year 1985

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Gli Atti degli Apostoli. Parte prima. Introduzione e commento ai capp. 1,1-8,40 [1]
 883940175X

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COMl\ffiNTARIO TEOLOGICO DEL NUOVO TEST AMENTO Collana internazionale pubblicata in lingua italiana, francese, inglese, tedesca e spagnola

AcuRAni Serafin de Ausejo, Lucien Cerfaux, Josep h Fitzmeyr, Béda Rigaux, Rudolf Sc hnackenburg, Anton Vogtle Segretari per l1ltalia: G. Scarpa t e O. Soffri t ti EDITORI Paideia Editrice, Brescia Les Éditions du Cerf, Paris Herder and Herder, New York Verlag Herder, Freiburg, Basel, Wien Editoria! Herder, Barcelona

COMMENTARIO TEOLOGICO DEL NUOVO TESTAMENTO

Gli Atti degli Apostoli PARTE PRIMA

Testo greco e traduzione Introduzione e commento ai capp. I,I·8 ,4o di GERHARD ScHNEIDER Traduzione italiana di VINCENZO GATTI Edizione italiana a cura di 0MERO SoFFRITTI

PAIDEIA EDITRICE BRESCIA

Titolo originale delropera: Die Apostelgeschicbte. I. Teil Einleitung. Kommentar zu Kap. I,1-8,4o von Gerhard Schneider Traduzione italiana di Vincenzo Gatti Revisione di Omero Soffritti

L4 traduzione del testo biblico è di proprietà della Casa Paideia. Ogni riproduzione è vietata e sarà perseguita a norma di legge. © Verlag Herder, Freiburg im Breisgau 1980 © Paideia Editrice, Brescia 1985

PREMESSA

Quando, anni or sono, mi fu affidato il commento degli Atti degli Apostoli per il Theologischer Kommentar zum Neuen Testament, in corso di pubblicazione presso l'editrice Herder, stavo lavorando al vangelo di Luca per l'Okumenischer Ta­ schenbuch-Kommentar. Contemporaneamente al lavoro sul «secondo scritto)> di Luca assunsi poi anche la responsabilità dell'edizione dell'Exegetisches Worterbuch zum Neuen Testa­ ment . Sia il commento al terzo vangelo sia il lavoro come coe­ ditore del Worterbuch hanno contribuito ad influenzare la pro­ spettiva da cui ho intrapreso l'esegesi degli Atti degli Aposto­ li. Essa è determinata da un'intenzionale considerazione pre­ stata al «primo scritto)> di Luca e al vocabolario e allo stile lucano. Anche se non ritengo che la «lingua>) di Luca costitui­ sca un criterio inequivocabile per distinguere fra tradizione e redazione, essa tuttavia dev'essere considerata una chiave im­ portante per la comprensione dell'opera. Nella convinzione che i giudizi di critica delle fonti sul ma­ teriale degli Atti degli Apostoli siano di carattere ampiamente ipotetico, io seguo i due esponenti principali dell'esegesi degli Atti in lingua tedesca, Ernst Haenchen e Hans Conzelmann. Questo mio commentario si distingue dai commentatori evan­ f!.elici menzionati- che sono i miei più impor­ tanti - soprattutto, a mio parere, per la determinante atten­ z.ione prestata al macra-contesto, vale a dire a tutta l'opera lu­ cana. In questo modo è possibile cogliere con maggior chiarez­ za ciò che vuol dire l'autore degli Atti. Secondo il mio modo di vedere, il commento a uno scritto biblico non è un 'occasione per esporre anzitutto nuove teorie o tesi, ma piuttosto per fare il punto, nel modo più completo

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Premessa

possibile, sui dati dell'indagine attuale. Chi fa uso del com­ mentario deve trovarsi di fronte non solo alla presentazione delle più importanti posizioni attuali, ma anche a un giudizio su di esse. Là dove il commento s'astiene dal dare un giudizio proprio, al lettore dev'essere per lo meno offerta la possibilità di rendersi conto del problema che ha dinanzi. Non da ultimo gli ampi riferimenti bibliografici fanno del commentario uno strumento di lavoro utile all'interpretazione del libro biblico . Sulfimpostazione del commentario informa la nota che segue questa premessa (p. 9). Devo un grazie particolare al Sig. Dr. Walter Radl, libero docente, per la molteplice e fidata collaborazione, ed anche alla Sig.ra Marlies H einzel per la dattiloscrittura del mano­ scritto. Bochum, Pentecoste 1980.

GERHARD ScHNEIDER

IMPOSTAZIONE DEL COMMENTARIO

I. L'ampia bibliografia (pp. I 1-76) abbraccia soprattutto commenti ad Act. e una scelta di studi generali su Act. La bibliografia speciale sulle singole sezioni, su ciascuna pericope e sui singoli passi si trova, nella parte introduttiva, prima di ogni sezione, e nella parte di commento prima del testo delle varie pericopi. Essa è sempre disposta in ordine cronologico. 2 . La parte introduttiva (pp. 9 1 -2.54) è suddivisa in paragrafi (con sottosezioni) . Quindi quando si citano paragrafi (ad esempio: § 2 .1 ) si rimanda sempre all'introduzione. Il punto di vista sostenuto nell'intro­ duzione è quello che il commentatore ha raggiunto a conclusione del­ l'esegesi di Act. r-8 ( = vol. 1). Se nell'esegesi dei capitoli successivi sa­ rà necessario qualche mutamento di posizione, se ne renderà conto alla 6ne del vol. n. 3· Il commento delle pericopi ( numerate in serie) segue uno schema fisso. All'inizio è posta la bibliografia speciale. Si riporta quindi il te­ sto greco e la traduzione, con note di critica testuale a piè di paginar Quanto è detto prima dell'esegesi dei singoli versetti si riferisce alle questioni sulle fonti e sul genere letterario, alla struttura e alle finalità della pericope. Il riferimento alle singole pericopi è fatto con «nr.» (ad esempio: nr. 2 ). Uno sguardo d'insieme sulla serie delle pericopi si tro­ va nella parte introduttiva (pp . 9.5 s .) e per Act. r-8 anche nell'indice. 4 · Gli excursus trattano di temi e problemi che vanno al di là delle singoli pericopi. Anche qui all'inizio è posta la bibliografia. Il riferimen­ to agli excursus, anch'essi numerati in serie, è fatto con exc. e il numero relativo (ad esempio : exc. 2 ). 5. Il testo base del commentario è in genere, ma non in ogni singolo caso, la terza edizione del Greek New Testament ( GNT) o la 26• edi­ zione del «Nestle/ Aland» (NTG), che rappresenta lo stesso testo. Le varianti testuali sono menzionate e trattate nelle note a piè di pagina . 6 . Gli indici del vol. 1 presentano anzitutto una selezione di termini e di espressioni greche. Segue un indice dei passi di autori antichi . Al­ tri indici saranno contenuti nel vol. n.

TESTI

E BIBLIOGRAFIA

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A. Bibbia

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Testi e bibliografia

B. Giu daismo

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!8 2. Concordanze e

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Nel nostro commento i commentari agli Atti degli Apostoli sono ci� tati col solo nome dell'autore quando si tratta del medesimo passo. In altri casi al nome dell'autore si aggiunge Apg. (o Actes, Acts, ecc.) e il numero di pagina. Talvolta si indica anche il numero dell'edizione (o l'anno) del commentario citato. I. Antichità e chiese orientali

Gli antichi commenti agli Atti ci sono pervenuti quasi tutti in for­ ma frammentaria. In certi casi bisogna far uso delle Catene: J.A. Cra­ mer, Catena in Acta SS. Apostolorum (Catenae Graecorum Patrum in Novum Testamentum II I) (Oxford 183 8 ; rist. Hildesheim 1 967 ). I fram m enti dei singoli commentatori si possono rintracciare con l'ausi­ lio dell'Indice in Cramer.

20

Testi e bibliografia

Ammonio di Alessandria (v sec.?), Fragmenta (Scholia) in Acta Aposto­ lorum : PG 85, I.523-16o8 (estratto da Cramer, Catena). Andrea di Cesarea in Cappadocia (.563-637), scolli ad Act.; nel cod. Athos 129; cfr. Jacquier, Actes IX. Anonimo, ..54 omelie, nel cod. Vindobonensis 45; cfr. Jacquier, Actes IX. Arator (f circa .5.50), De Actibus Apostolorum (epos in esametri): PL 68, 81-246; ed. G.L. Perugi (Venezia 1908); ed. A.P. McKinlay (CSEL 72) (Wien 1951). Cassiodorus, Flavius Magnus Aurelius (circa 48;-;8o), Complexiones Actuum Apostolorum: PL 70, r 381-1406. Cyrillus Alex. (t 444), Fragmenta in Acta Apostolorum : PG 74, 757774 (da Cramer, Catena). Didimo Cieco (circa 313-398), frammenti di un commentario agli Atti, ed. J.Ch. Wolf, Anecdota Graeca IV ( Ha mburg 1724); PG 39, 16531678. Dionysios bar Salib i (t 1171), In Apocalypsim, Actus et Epistulas ca­ tholicas (commentarii), ed. I. Sedlacek (esco II ;3. 6o) (Paris I 909. 1910). Efrem Siro (circa 306-373), comm. ad Act., conservato in una Catena armena, ed. N.W. Akimian (Wien 1921); vgl. A. M erk , Der neuent­ Jeckte Komntentar des hl. E. zur Apg : ZKTh 48 (1924) 37-;8. 226260. Traduz. latina (ed. ingl ese) di F.C. Conybeare in Beginnings III (1926) 380-453· Eusebio di Emesa (circa 29.5-359), frammenti di un commentario agli Atti: PG 86, 557-562 (da Cramer, Catena). Euthalios (Diaconus) (Iv sec.), Elenchus Actuum Apostolorum : PG 85, 627-664; H. Frhr. v. Soden, Die Schriften des N. T. I/1 (Gottin­ gen 2191r} 667-672; vedi inoltre PG 10, 1549-r;;8 («Ekthesis» sotto Panfilo di Cesarea; cfr. B. Kraft in LThK III 1206 s.). Gregorios ibn al-�Ibri (Barhebraeus) (1226-1286), scolii comm. a tutta la Bibbia (basato su Dionysios bar Salibi). In Actus Apostolorum et Epistulas Catholicas Adnotationes Syriace e recognitione Martini Klamroth, Diss. inauguralis (Gottingen 1878). Hesychios di Gerusalemme (t dopo il 450?), Fragmenta in Acta Apo­ stolorum : PG 93, 1387-1390. Ibn Katib Qaf�ar ( XIII sec.), spiegazione di Act. (in lingua araba); cfr. J. Assfalg in LThK III 1283. Isch'dad von Merw (Ix sec.), comm. ad Act . , in M.D. Gibson, Tbe Com­ mentaries of Ishoedad of Merv, 2 voll. (Cambridge 1911. 1913). Ioannes Chrysostomos (344/;4-407), Homiliae LV in Acta Apostolo­ rum, in loannis Chrysostomi opera omnia, ed. B. de Montfaucon, IX (Paris 1731 ), rist.: PG 6o, 13-384. Le 55 omelie agli Atti risalgono al 4or. Quattro precedenti omelie (antiochene): PG 51, 65-112.

Testi e bibliografia

Niceta di Naupatto (XIII sec. ? ) Sul presunto commentario agli Atti, ve­ di H.-G. Beck in LThK III 1 282 ; cfr. J acquier, Actes IX. Pseud.-Oecumenius (fine del sec. VI II ), Commentaria in Acta Apostolo­ rum : PG II8 , 43-308 (ristampa dell'edizione di Donato da Verona [ I 5 32 ] , che attribuì il commentario ad Ecumenio [sec. VI] ). Si trat­ ta della Catena di un ignoto, non anteriore alla fine del sec. VIII ) . Il vescovo Ecumenio di Tricca non ha niente che fare con questo com­ mentario; cfr. J. Schmid in LThK VII I I2 2 s. .

Origenes (circa I85-2 5 3 /4 ) , in Actus Apostolorum homiliae XVII (cfr. Hieronymus, Epist. 3 3 ,4 ). Di queste omelie si è salvato solo un fram mento : Ex homiliis in Acta Apostolorum : PG I4, 829-83 2 . Panfilo di Cesarea (t 309/Io), frammenti di un commentario agli Atti : PG Io, I 549-I558 . Teodoro di Mopsuestia (circa 350-428 ), com mentario agli Atti (quasi com plet amente perduto ) ; frammenti: PG 66, 785 s. Il prologo fu pubblicato da E. v. Dobschiitz in AJTh 2 ( I 8 98 ) 353-38 7; cfr. G . Bardy in DBSuppl II 9 9· Teodoto di Ancira (dopo il 38 1 ?-438/ 446 ), frammenti di commento agli Atti: PG 77, I 43 I s. Teofilatto di Acrida (t circa IIo8), Expositiones in Acta Apostolorum� in Opera omnia, ed. P B. Finetti, vol. III (Venezia I758); PG 1 25 , ­

­

.

483-II32.

2. Medioevo

I nomi degli esegeti sono indicati nella forma latina adottata da F. Stegmiiller, Repertorium Biblicum medii aevi, 7 voll., Madrid 1 9401 96 I ; Supplementum (voli. VIII -Ix ) , Madrid 1 976. 1 977. L'elenco com­ prende non soltanto autori di commentari completi agli Atti, ma anche altri che ne hanno trattato in altra forma ( prologhi, omelie ecc. ) . I nu­ meri aggiunti in parentesi rimandano alla numerazione dello Stegmii l ler, il quale indica, di volta in volta, il luo go in cui è conservato il ms. della rispettiva opera. Per gli anonimi questa indicazione precede il nu­ mero dello Stegmiille r . ­

Adamus de Cortlandon, t 1 232 (863 ) Albertus (de Si egburg ?), sec.x n ( 1 077 ) Alexander de Hales, t 1 245 ( I 144) Alexander Neckam, t I 2 I 7 ( I 162,1) Alulfus de Tornaco, t 1 1 4 1 ( I207 ) Antonius Rampegolus, t dopo il I4 2 3 ( 14 19 )

Augustinus de Ancona, t I 3 28 ( I 5 I 3 ) Bartolomaeu s de Bregantiis, t I 2 70 ( I '76) Beda Venerabilis, t 73' ( I 6 I 5· I 6 I8 ); M.L.W. Laistner, Bedae Ve-

22

nerabilis Expositio Actuum Apostolo rum

Mass., 1 939)

Testi e bibliografia

et Retractatio

(Cambridge,

Bertrandus Parayte, sec . x rv (I762) Bindus de Siena, t 1390 (1765. 1766) Claudius Taurinensis, t circa 827 ( 1 958) Clemens de Llanthony (1984) Dionysius Carthusianus, t 1471 (2126) Ericus Olavi, t 1 486 (2249,3) Fulbertus Carnotensis, t 1028 ( 2340) Galterus de Castro Theodorici, t 1 249 (2 357) Garnerus de Langres, t dopo il 1 200 ( 2 3 64) Gerardus de Hoio ( 2464) Glossa ordinaria et interlinearis (Acta apostolorum: Magister Albe­ ricus) (2584) Guerricus de s. Quentino, t 1 245 ( 2 699) Guilelmus Brito, t intorno al 1275 {2869) (J1Guilelmus Messelechus, intorno al 1 295 (298,-299 1 ) Ps.-Haimo de Halberstadt (3roo) Hugo de s. Caro, t 1263 ( 3626. 372 5 . 3726 ) Johannes Baconthorp, t 1348 ? (4206) Johannes Capgrave, t 1464 (4301) Johannes Clivot, intorno al 1395 (4410) Johannes de Indagine (Hagen), t 1475 (4699 . 4700 ) Johannes Marchesinus (de Burgundia), intorno al 1 300 (4776 ) Johannes Michaelis (Michael Gallu s ), intorno al 1490 (4806) Johannes de Waldeby, t 1 393 ( .5047) Johannes Wiclif, t 1384 ( .509.5· 5 0 9 6) Isidorus Hispalensis, t 63 3 ( .5 2 2 5 ) ; PL 8 3 , 178 Nicolaus de Gorran, t 1 29.5 ( .5 784) Nicolaus de Lyra, t 1 349 ( .590 1 . 5973 ) Nicolaus de Tornaco, inizi del sec. XIII ( 603 I) Odo de Castro Radulfì, t 1237 ( 6093 ) Onofrius Stecchetti de' Visdomini, t 1403 ( 6 168) Ps.-Paterius A, sec. XII ( 6297) Ps.-Paterius B, intorno al IIOO (6319,2) Paulus Perusinus, t I 344 (6346) Petrus Cantar, t 1 1 97 (6446. 6.508) (Ps.-)Petrus Comestor (Petrus Pictaviensis), fine del sec. XII ( 656.5 ) Petri Damian.i Disdpulus, dopo il 1072 (6603,4) Petrus Lombardus, t II6o ( 665 I) Petrus (Johannis) Olivi, t 1298 (671 .5 ) Petrus de Palude, t 1342 ( 677 0 ) ·Petrus Pictaviensis, t I 2 05 ( 6785 )

Testi e bibliografia

23

Petrus de Riga, t I 209 ( 6824) Petrus de Rosenheim, t I433 (6836) Petrus Wilhymleyd ( 694 3. 6944 ) Pontius Carbonelli, sec. XIV ( 698 5,5 I) Rabanus Maurus, t 856 (7063 ) Remigius Altissiodorensis, t 908 (7230) Ricardus de sancto Vietare, t I I 73 ( 7340,2) Robertus de Sorbonio, t I 274 ( 7486) Stephanus Langton, t I 228 ( 7905 . 7906? ) Stephanus Marquardi de Stockarn, t dopo il I427 ( 7943 ) Stephanus de Villaribus, fine del sec. xv ( 7960 ) Thomas Agni de Lentino, t I277 (801 7 ) Thomas Netter Waldensis, t 1430 (81 64) Thomas Theobaldus, fine dd sec. XIV ( 8 1 92) Werner Rolevinck, t 1 502 (83.54) Wicbodus, sec. VIII (8377 ) Anonimi Arras 8430. 843 5 . Basel 8664. 8670. 87o6. 8730. Carcassonne 90I 7. Durham 9075 . Einsiedeln 9 140. Karlsruhe 9406. Leiden 955 1 . Luxem­ burg 975 1 . Milano 9803 . Miinchen 9876. 9929 . Napoli 10018. Paris 10240. 10344. 104 1 1 . I0727 . 10765. Pisa I o86 x . Pommersfelden 10884 . Salzburg I I O I 6. Torino I I 147· Troyes I I 344· Biblioteca va ticana I 1 546. Glossa ordinaria, Actus Apostolorum ( I I 8 3 I ) ..

3 · Età moderna Diamo una scelta di questi commentari. Altri sono indicati in Mattill / Mattill , Bibliography 6-96 (sotto il titolo General Studies). a) Secoli XVI-XVIII

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,

,

-

,

2. Peraltro nella letteratura antica si trovano esempi della mancanza della «secon­ da metà» di un proemio : Flav. los., ant. 8 ,1 s . ; 13,1 ; cfr. Conzelmann, Apg.1 2 1 . 3 · Cosl Kiimme1 , Urchristentum 1 7 ( 1948/ 49) 9 n . 1 e gli studiosi da lui menzio­ nati (E. Meyer, M. Goguel, H.W. Beyer, E. Hirsch); inoltre Clark, The Acts oJ lhe Apostles 407 s. 4· Kiimmel, Einleitung 126 .

lntrodu1.ione

1 08

dizione diversa» .' Act. I ,I-5 mostra inoltre alcuni tratti ca­ ratteristici dello stile lucano, non appariscenti , ma che non possono essere attribuiti a un interpolatore o imitatore.6 Altri studiosi pensarono ad un 'inserzione secondaria , che avrebbe diviso in due libri distinti un'opera in due parti origi­ nariamente unitaria .7 In questo caso Le. 2 4 ,5 0-5 3 sarebbe sta­ to inserito successivamente come conclusione della prima par­ te ; e Act. I ,1-5 sarebbe stato introdotto come inizio di quello che diventava il secondo volume . Ma se proprio si fosse trat­ tato di un interpolatore, nel comporre i due brani egli avrebbe cercato di far coincidere i dati .8 Anche Act. I ,6- 1 2 non s'accor­ da senza difficoltà con Le. 24 ,49 .9 La tensione tra la pericope conclusiva del terzo vangelo e l 'i­ nizio di Act. si spiega solo in parte tenendo presente che l'a­ scensione di Gesù rappresenta nel vangelo la conclusione del­ la vita di Gesù e negli Atti l'inizio del «tempo della chiesa» .10 Sembra per lo meno dubbio che sia possibile interpretare le differenze come «una di quelle trascuratezze dell 'autore che si ,. lbid. 6. Vedi Haenchen, Apg.5

IO,·I I I .I I 3 . Con questa constatazione si può considera· re liquidata anche quell'ipotesi che vedeva almeno in Act. I·5 un'introduzione in· terpolata o secondariamente rielaborata: Hamack, Die Apostelgeschichte 1 8 2 ; Nor­ den, Agnostos Theos 3 1 1-3 1 3 ; Bauernfeind, Apg. 18-2 r .



Ad es. K . Lake, Tb e Preface to Acts and the Composition of Acts, in Beginnings v ( 1 933 ) 1-r r ; Wilder, Variant Traditions 3 1 1 ; Sahlin, Messias r r-1 8 ; Ph.-H. Me­ noud, Remarques sur le textes de l'ascension dans Luc-Actes, in Neutestamentli­ che Studien fur Rudolf Bultmann , Berlin 1 954, 148-156 ; Trocmé, Livre des Actes 3 1-35 . Conzelmann, Mitte der Zeit 86 . 1 89 n. 4 ritiene evidente che solo Le. 24,,o­ '3 sia un aggiunta tardiva. '

8.

Vedi Kiimmel, Einleitung 1 26, che porta altri motivi. Cadbury, Book o/ Acts 1 3 8 s. fa osservare che un'opera unitaria delle dimensioni di Le./ Act. sarebbe ri­ sultata, dal punto di vista della tecnica libraria, troppo lunga, mentre Le. e Act., presi ciascuno per sé hanno la dimensione di un libro normale. 9 · Secondo Le. 24,33 .36-49 i discepoli si trovano in una casa a Gerusalemme, quan­ do Gesù si presenta . Secondo Act. r , I o- 1 2 l ascensione ha luogo all'ape rto , senza un precedente cambiamento di ambiente. Secondo Le. 24,33 gli Undici sono «ra· dunati», mentre secondo Act. 1 ,6 «si raccolgono insieme», cfr. Haenchen, Apg.s '

107

n.



lo. Cfr. Barrett, Luke the 107 ; Lohfink,

Testament

Historian ' 6 s . ; Haenchen, Apg.5 1 14 ; Vogtle Das Neue Himmelfahrt ]esu 1 6o s.25 1·262; Kiimmel Einl. 1 26 s. ,

.

S

2.

Act. come parte della duplice opera lucana

109

possono riscontrare anche altrove» se si tiene presente l'im­ portanza delle pericopi conclusiva e introduttiva . Forse è suf­ ficiente far risalire le differenze riguardanti la datazione e la collocazione a una distanza temporale tra la composizione dei due libri . 12 Va comunque notato che le due scene dell'ascensio­ ne rimandano a Luca come autore non solo a motivo dello sti­ le: esse mostrano anche un'ampia analogia di struttura nella loro composizione. 13 Qui possiamo solo accennare ai diversi punti di convergen­ za tra il terzo vangelo e gli Atti degli Apostoli e alla concezio­ ne «storico-salvifìca» comune ai due scritti .14 Da Le. 9 ,5 I in poi il cammino di Gesù porta linearmente verso Gerusalem­ me, il luogo della passione e dell'ascensione .�' Ad esso cor­ risponde, in senso inverso , il cammino della testimonianza a Cristo nel tempo della chiesa. Esso parte di Gerusalemme per arrivare «fino ai confini della terra» (Act. x ,8 ) .Z6 Come l'attivi­ tà di Gesù s'era iniziata , dopo il suo battesimo nello Spirito (Le. 3 ,2 I s . ; 4 , 1 4 ) , come Etcroooç (Act. 1 3 ,24; cfr. Le. 4 , I 6) , così il tempo della testimonianza resa a Cristo s 'inizia col dono dello Spirito a pentecoste dopo la morte di Gesù (Le. 24,4 749 ; Act. 1 ,8) , dopo la sua l;ooo� nell'ascensione (Le. 9 ,3 I ) .17 ,n

I I . Cosi Vielhauer, Geschichte der urchristlichen Literatur 384. 12. Vedi sopra, § 1 .2 n. 25. 13. Vedi l'analisi della forma e dei motivi in Lohfink, Himmelfahrt ]esu 147-210. 14. � molto incerto se la ripartizione geografica, ipotizzata da Morgenthaler, Ge­ I 163, della doppia opera lucana corrisponda all'intenzione del­ l'evangelista : Le. I ,,5-4,I 3 1. Scena a Gerusalemme 4,14-19,44 1° Resoconto di viaggio 19,4.5-24,53 II. Scena a Gerusalemme III. Scena a Gerusalemme Act. I ,4-7 ,6o 2° Resoconto di viaggio 8,I-2 1,I7 IV. Scena a Gerusalemme 21 ,I8-26,32 3° Resoconto di viaggio 27,1-28,3 1 . I , . Le. 9,.5 I caratterizza l'&.vciÀ.tU.J.�tc; di Gesù a Gerusalemme come un evento di compimento al quale Gesù va coerentemente incontro.

schichtsschreibung

x6. Vedi Schneider, Verleugnung 196-203 . 17. Cfr. Lohfink, Himmelfahrt ]esu 2,56.

I lO

I11troduzione

Altre corrispondenze o motivi parallelP8 sottolineano il rap­ porto tra i due seri tti lucani e testimoniano la loro unità . Con ogni probabilità i punti di convergenza tra Le. e Act. non sono stati pensati all'atto della composizione del terzo vangelo, come risulta già dal fatto che il proemio della «pri­ ma» parte (Le. I , I -4) non manifesta l'intenzione di informare su eventi che vanno al di là della storia di Gesù (vedi sotto, § 2 . 2 ) . Ma va tenuta presente anche la tesi - sorprendente, se si considera l'annotazione di Act. I , I secondo cui Luca a­ vrebbe composto gli Atti degli Apostoli prima del suo scritto evangelico.19 In parte questa concezione viene messa in rap­ porto con I 'ipotesi del Proto-Luca (cfr. sotto, § 3 ) . 20 Non è possibile sostenere che gli Atti siano stati scritti pri­ ma di Le. portando come motivazione il fatto che Luca non in­ forma sul processo romano contro Paolo/1 poiché una data­ zione di Act. prima della metà degli anni sessanta è insosteni­ bile (vedi § 4.4), così come sembra accertato che la composi-

18. Sulle rispondenze nella doppia opera lucana, che peraltro sono significative so­ lo se la redazione lucana mostra una composizione intenzionale, dr. Radi, Paulus und ]esus 39-67. 1 9 . Di recente soprattutto Bouwman, Evangelium. Egli afferma che Luca «nel suo secondo libro raramente o mai» si rifà «al suo vangelo» (62). Act. r ,r viene consi­ derato secondario, con Menoud, Remarques (vedi sopra, n. 7). Il Bouwman si ri­ chiama a torto a van Unnik, Books of Acts, il quale dice: «Non posso accettare la soluzione che Menoud propone al seguito di Lake e Sahlin, cioè che questa intro­ duzione sia un'intrusione tardiva, avvenuta quando gli Atti furono accolti nel ca­ none, e che Lc.-Act. abbiano costituito un tempo un'opera unica senza interruzio­ ne e non un'opera in due volumi» ( 343 s.). Va tenuto presente che Ph.-H. Menoud ha revocato nel 1962 quanto aveva detto nel 1 954, vedi «Pendant quarante iours» (Actes I 3) , in Neotestamentica et Patristica (Festschrift f. O. Cu11mann), Leiden 1962, I48-1'6; cfr. Lohfink, Himmelfahrt ]esu 27.

20. Cosl Parker, Former Treatise, il quale nel «primo l6yoc;» (Act. r,r ) vorrebbe vedere non il nostro Le. , bensl una trattazione protolucana, la quale non sarebbe stata ancora influenzata - come pure Act. dal vangelo più antico (Mc.) ( op. cit. 56); similmente, prima di Parker , Koh, Writings of St. Luke 3 1-35, che volle da­ tare la composizione del Proto-Luca nel 58-6o, quella di Act. nel 63 e quella del­ l'attuale Le. nel 7 1-75 d.C. Anche Cottle, Occasion and Purpose ritiene che il 1tpW­ -toc; )..6yoc; sia il Proto-Luca e non il terzo vangelo. Questo sarebbe stato composto dopo Act. Gli Atti dovrebbero essere stati scritti nel 62 d.C., a difesa di Paolo carcerato. -

2r. Contro Bouwman, Evangelium 64 s.; similmente, prima di lui, Russell , Which Was Written First I68-172.

S

2.

Act. come parte della duplice opera lucana

III

zione del terzo vangelo va posta dopo quella del vangelo di Marco.22 Il fatto che Luca nel vangelo non accenni ancora al successivo racconto di Act. può al massimo far pensare che la continuazione dello scritto evangelico in un secondo «libro» non fosse stata programmata sin dall'inizio, ma non dimostra in alcun modo che gli Atti siano stati scritti prima di Le. Del resto neanche gli Atti - se si prescinde da Act. I , I s. - fanno esplicito riferimento ad eventi riportati nel vangelo .23 Essi piuttosto orientano chiaramente i lettori verso dati di fatto di cui dovrebbero già essere a conoscenza in base ad una prece­ dente lettura dello scritto evangelico lucano .24 2.

La dedica a Teofilo della duplice opera

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:1 12

Introduzione

mann), Tiibingen 1 964, 1 93-2 1 6 ; Flender, Heil und Geschichte, 1 965 , 6 1 -64 ; Haenchen, Apg.' 1 04-1 1 5 (7142- 1 54); Schiirmann, Lk I I-I] ; A. Vogtle, Was batte die Widmung des lukanischen Doppelwerks an Theophilos zu bedeuten ? (pubblicato la prima volta nel 1 969 ), in : Id., Das Evangelium und die Evangelien, Di.isseldorf 1 9 7 1 , 3 1 -42 ; Higgins, The Preface to Luke, 1 970; Schulz, Stunde der Botschaft, 1 970, 2422.50; D.J. Sneen, An Exegesis of Luke I) I-4 with Special Regard to Lu­ ke }s Purpose as a Historian : ET 83 ( 1 97 1 /72) 40-43 ; Kiimmel, Einlei­ tung, 1 973 , 97-1 00. 1 46 ; M. Volkel, Exegetische Erwiigungen zum VerstCindnis des Begriffs xai}E;i)

Dibelius, Historiker 1 10; sull'appropriata espressione «senso della direzio­ dr. anche 1 13 .1 18.

Introduzione

:I j O

allo stile episodico servirono a questo scopo soprattutto deter­ minati discorsi dell'opera. Si tratta in modo particolare di quei discorsi la cui presenza nel testo non è necessariamente detta­ ta dalla situazione.30 Essi non hanno importanza decisiva per il corso degli avvenimenti, mentre dànno al lettore la possi­ bilità di conoscere, in determinati momenti significativi della storia , il senso degli avvenimenti e l'importanza di essi. Uno dei discorsi di Pietro difende davanti a giudei, in Gerusalem­ me, l'ammissione del primo pagano Cornelio nella comunità cristiana ( I I ,.5- 1 7 ) . Il più ampio discorso missionario ai paga­ r,i ( I 7 ,22-3 I ) è collocato significativamente ad Atene, cen­ tro del mondo culturale greco, dove del resto il successo di Paolo nel convertire è molto inferiore a quello conseguito a Fi­ lippi, a Corinto e ad Efeso . Il discorso d'addio a Mileto (2o,I 83.5) è il testamento che Paolo lascia alla chiesa . Per chi fa par­ lare l'Apostolo in questi termini, ponendogli sulla bocca l'am­ monimento a guardarsi da maestri di falsa dottrina destinati a comparire dopo la sua dipartita (20,28-3 I ) , evidentemente la morte di Paolo è già un fatto avvenuto, a cui egli guarda retro­ spettivamente, consapevole della discussione riguardante la sua eredità ecclesiastica. Il discorso di Paolo davanti al popolo eccitato {2 2 ,I -2 I ) è «estraneo alla situazione» concreta, in quanto non considera il motivo dell'assembramento popolare . Il discorso di Stefano (7 ,2-.5 3 ) , se pur tocca la situazione con­ creta, lo fa senza alcun riferimento diretto all'accusa. Infine Luca applica la tecnica dei riferimenti all'indietro e in avanti,31 come aveva già fatto nel suo vangelo. Le menzio­ ni di Paolo durante il martirio di Stefano ( 7,5 8 ; 8 , I . 3 ) prepa­ rano la storia della sua conversione (9, I -30) . Act. 8 ,4 non sol­ tanto introduce il racconto di Filippo {8 ,_5-40) , ma prepara an30. Dibelius,

Die Reden 1 31-142.

3 1 . Cfr. Le. 4,13 come rinvio in avanti a 22,3 , e 23 ,55 come rinvio all'indietro a 8, 2 s. Non si può presupporre che i rimandi all'indietro siano derivati soltanto dal fatto che, nel corso della storia della composizione, i passi di rinvio (ad es. Act. 1 5 ,7-1 1 ; 2 r ,8; 22,20) esistevano già quando la narrazione a cui si rinvia (ad es . Act. IO,I-1 1 ,1 8 ; 6,x-6; 7,54-60) fu inserita nel quadro narrativo; contro U. Borse ,

Der Rahmentext im Umkreis der Stephanusgeschichte (Apg. 6,I-II,26) : BuL

( 1973) 1 87-204.

14

f 4· Autore, tempo e luogo di composizione

15 I

che la narrazione della missione degli ellenisti dispersi ( I I , I 9-2 I ) . Pure il viaggio di Paolo a Gerusalemme viene annun­ ciato in anticipo ( I 9 ,2 I ) , cosl come quello verso Roma (dr. 20,I J-I 6 ; 27, I -2 8 , I 6) . Riferimenti all'indietro legano tra lo­ ro in maniera analoga dati ed eventi anche molto distanti l'uno dall'altro : I 5 ,7-9 ricorda la conversione di Cornelio; 2 I ,2 5 si rifà al decreto apostolico e 2 2 ,20 al martirio di Stefano. 2 . L'identità dell'autore BIBLIOGRAFIA : Zeller, Die Apostelgeschichte, I 8.54, 387-489 ; Nosgen, Apg. 34-42 ; Harnack, Lukas der Arzt, I 9 o6 ; Deissmann, Lukios - Lu­ kas, I 92 I ; Cadbury /Emmet/Windisch, Th e Identity of the Editor o/ Luke and Acts, in Beginnings n, I 92 2 , 2 09 34 8 ; H.J. Cadbury, Lucius of Cyrene, in Beginnings v, I 9 3 3 , 489-495 ; Meyer, Ursprung III, 1 92 3 , 2 3-3 6 ; Jacquier, Actes LVI-XCII ; Cadbury, Making of Luke-Acts, I 9 2 7 , 2 1 3-296 ; Wikenhauser, Die altkirchliche Oberlieferung, I 9 3 5 / 3 6 ; Bauernfeind, Apg. I I s . ; Dibelius, Text der Apostelgeschichte, 1 94 1 , 79-B I ; Dibelius, Die Reden, 1 949, 1 2 6- r 2 8 ; Dupont, Les problèmes, 1 950, I 7-2o ; Kiirzinger, Apg. ( EB ) 6 s.; Nock, recensione a M. Dibe­ lius, Aufsiitze, I 95 3 , 502 s . ; Bauernfeind, Entscheidung zwischen Paulus und Lukas, I 9 5 4 ; Strobel, Lukas der Antiochener, I 9 5 8 ; Eltester, Lukas und Paulus, 1 96 1 ; J. Schmid, Lukas, in LThK VI ( 1 96 1 } I 203 s. ; Wikenhauser, Apg. 8-r o; Lampe, Acts 882 s.; Stahlin, Apg. I -3 ; Wil­ liams, Acts 1 -7 ; Glover, Luke the Antiochene, 1 964/65 ); Borgen, Von Paulus zu Lukas, 1 966 ; Munck, Acts XXIX-XXXV ; Schulz, Stunde der Botschaft, 1 970, 23 5-2 54 ; Enslin, Literary Physician, 1 972 ; Kiimmel, Einleitung, 1 97 3 , 1 r 6- 1 I 9 . I46- 1 5 3 ; Schmid, Einleitung, 197 3 , 25 22 5 6 3 7 6 3 7 9 ; R. Pesch, Die Zuschreibung der Evangelien an apostoli­ sche Verfasser: ZKTh 97 ( 1 975 ) 5 6-7 1 ; Vielhauer, Geschichte der ur.. -

.

-

christlichen Literatur, 1 975 , 406 s . ; George, Luc, 1 976, I I 03·1 I06.

La più antica tradizione ecclesiastica che crede di sapere il nome del terzo evangelista e dell'autore di Act. , lo chiama Lu­ ca. Le prime testimonianze di questa identificazione risalgono alla seconda metà del sec. I I . Il cosiddetto prologo «antimar� cionita» (da collocare in data meno antica32 ) al terzo vangelo 32. J. Regul, Die antimarcionitischen Evangelienprologe, Freiburg 1969 , dubita che il prologo «antimarcionita» sia anteriore ad Ireneo. Il prologo a Le. farebbe par­ te, con i suoi dati sulla vita di Luca, dello stadio di sviluppo proprio dell'inizio del sec. IV (197-26'). H. Merkel, Widerspriiche zwischen den Evangelien. lhre pole-

Introduzione

dice che l'autore di questo vangelo avrebbe seguito l'apostolo Paolo fino al martirio .33 Se con ciò si presuppone che Luca ab­ bia composto il suo vangelo in Acaia per etnico-cristiani (e lo si pone quindi dopo la morte di Paolo) , la composizione di Act. va collocata ancor più tardi . 34 Ireneo presuppone che Luca sia stato accompagnatore di Paolo (haer. 3 , 1 , 1 ) evidentemente per deduzione dai racconti col «noi» degli Atti (haer. 3 , 1 4 , 1 ) ." Sembra anche che egli collochi la composizione di Act. do­ po la morte di Paolo .36 Una testimonianza dello stesso periodo si trova nel «canone» del frammento muratoriano. La sua in­ terpretazione non è del tutto sicura . Qui si dice che Luca a­ vrebbe composto (le notizie singole de) gli Atti degli Aposto­ li sub praesentia eius («alla sua presenza» ) .37 Ci si chiede se ciò si riferisca alla testimonianza oculare dell'autore presente agli eventi, o alla presenza di Teofilo (menzionato prima) .38 Proba­ bilmente anche qui si allude alla testimonianza oculare dell'aumische und apologetische Behandlung in der Alten Kirche bis zu Augustin (WUNT 1 3) , Tiibingen 1 97 1 , 57 s. colloca il Canone di Muratori dopo Ireneo. Le no tizie della più antica tradizione sugli autori dei vangeli sono riportate nell'appendice della Synopsis Quattuor Evangeliorum, ed. K. Aland, Stuttgart 91976, 531-548. 3 3 · Est quidem Lucas Antiochensis Syrus, arte medicus, discipulus apostolorum; postea vero Paulum secutus est usque ad confessionem eius (Synopsis [dr. n. 3 2 ] '33 ; ivi anche la più antica versione greca del prologo di Le.) . 34· . . . in Achaiae partibus hoc descripsit evangelium... Graecis fidelibus ( "t'oi> : TrThZ 68 ( 1 959) 237-245 ; Id., Friihkatholizismus: LThK VI ( I 96 I ) 89 s.; H. Kiing, Der Friihkatholizismus im Neuen Te­ stament als kontroverstheologisches Prablem : ThQ 142 ( I 962) 3 85424 ; H. Schiirmann, Das Testament des Paulus fiir die Kirche. Apg. 20,I8-35 ( I 962 ), in Id., Untersuchungen 3 I 0-340, specialm . 3 3 7-340; E. Kasemann, Paulus und der Fruhkatholizismus ( I 963 ), in Id ., Exe­ getische Versuche und Besinnungen 11 239 -2 5 3 ; K .H. Schelkle, Spata­ postolische Briefe und Fruhkatholizismus ( 1 96 3 ) , in Id., Wort und Schrift, Diisseldorf 1 9 66 , 1 1 7-I 25 ; Haenchen, Apg.5 8 1-88 (7Io2- 1 09 ) ; Conzelmann, Der geschichtliche O rt , I 966 ; J .H. Elliot, A Catholic Gos­ pel. Reflections on «Early Catholicism» in the Ne w Testament : CBQ 3 I ( I 969) 2 I 3-22 3 ; Kiimmel, Lukas in der Anklage der heutigen Theo­ logie, I 970 ; Barrett, New Testament Essays, 1 972, specialm. 99 s . I O I · I I 5 ; K.H. Neufeld, LÀ.E (Le. I , J ) , non vuoi dire che nel frattempo il destinatario della dedica sia diventato cristia­ no e abbia stabilito un rapporto più stretto con l'autore.26 Il contenuto del primo libro è indicato mediante un costrutto con 'JtEPL («tutto quello che Gesù ha fatto e insegnato»), men­ tre il punto finale del resoconto evangelico è menzionato nel v. 3 (fino al giorno dell'ascensione) . Meno chiaramente è con­ trassegnato l'inizio di ciò che è sintetizzato su Gesù; ma se ne accenna con -fipça"to, che non è affatto pleonastico .27 Si fa rife­ rimento all'inizio del «fare e insegnare» di Gesù e alla sua at­ tività a partire dal battesimo nel Giordano (cfr. 1 ,2 2 ) .28 L'at­ tività di Gesù - il v. 2 menziona la scelta degli apostoli - è an­ data oltre la sua passione e morte. Il Risorto «si mostrò vivo (agli apostoli) » (v. 3 ) e impartl loro le sue direttive (E'J"tELÀ.ci20. Cfr. Balz, op. cit. 1 39 : cUn particolare typos veterotestamentario di questo pe­ riodo non è riconoscibile». Il Balz porta come esempio M. Goguel, che rimandava ai 40 giorni della tentazione di Gesù; altri (per es. Foakes-Jackson) videro un riferimento a Ex. 24,18 (Mosè sul monte per ricevere istruzioni divine). 21. Pesch, op. cit. 14. Conzelmann, Apg. 25 fa notare: cln Le. l'indicazione del tempo significa la distinzione fondamentale del periodo di durata delle apparizioni dal successivo tempo della chiesa (il che, ad esempio, è importante per giudicare la visione di Paolo sulla via di Damasco),.. 22. Pesch, op. cit. 20. 23. Cfr. Bauer, Wh., s.v. I�, che rinvia a Hdt. , ,36; Plat., Parm. 2,127d; Philo, omn. prob. lib. 1 . 24. Secondo l'uso ellenistico; cfr. Zerwick, Graecitas Biblica nr. 1 14 . Nel greco classico 1tpW-toc; farebbe pensare ad altri libri (programmati) dell'autore. 25 . Zahn, Apg. 1-6 sostenne che Luca non avrebbe mai usato Io stile volgare e con· eluse per un «terzo libro» dell'autore; vedi anche Id., Das dritte Buch (nr. I B). Cfr. Act. 7,1 2 ; 1 2 ,10. 26 Contro Zahn, Apg. 9 s. 27. Contro Haenchen, Apg. 1 14 n. 3· 28. Cfr. Samain, op. cit. 3 1 ,. .

2 64

Act. I1I.2

IJ.EVO�, v. 2 ) , parlando con essi (ÀÉywv, v. 3) del regno di Dio.

Luca sottolinea che il suo vangelo contiene tutto ciò che Gesù ha fatto e insegnato . Questa pretesa di aver presentato inte­ gralmente le azioni e la dottrina di Gesù corrisponde al 1tacrt'J di Le. I ,3 . Luca vuoi dire chiaramente che il suo vangelo non presenta alcuna tradizione «apocrifa>> su Gesù che possa esse� re di qualche importanza.29 Che la tradizione su Gesù del suo vangelo risalga in definitiva agli apostoli in quanto testimoni oculari era già stato detto in Le. I ,2 . La stessa cosa è ribadita in Act. I , 2 2 : l' «inizio» è costituito dal battesimo di Giovan­ p.i., il punto finale dall'ascensione ( I , 2 . 2 2 ) . Di conseguenza Le. 1-2 non fa parte del materiale evangelico tramandato median­ te una testimonianza «apostolica>> . 2 . I l v . 2 indica i l punto finale del periodo preso i n considera­ zione dal racconto evangelico : «fino al giorno in cui fu assun­ to (in cielo)» . à.va.À.a.IJ.aavo(..La.t. indica qui l' «ascensione» , co­ me nei vv . I I . 2 2 (cfr. Le. 9 ,.5 I : ckvaÀ.i}IJ.�t.c;) . 30 L'indicazione si riferisce retrospettivamente a Le. 24,5 I ( OtÉCT'tT} ci.1t' au'tW'J xa t clVE> e nel porli alla fine della lista, vedi l'ese· gesi specifica. Anche le persone del v. 14 sono note da Le. (capp. 1-2 ; 8 ,2 s . ; 8,19· .

21 ;

23A9·55 ; 24,22.24).

Acl. IA

2 7,

durante i 40 giorni . cruvcx.À.t,�OIJ.E'VO� non va riferito ad un pa­ sto di Gesù con i discepoli (cfr. Le. 2 4 ,4 1 -43 ) . Si riferisce in­ vece, secondo il contesto immediato, a quell 'incontro (ulti­ mo)14 con gli apostoli in cui viene dato l'incarico concreto di restare a Gerusalemme (v. 4) . Mentre Le. 24 ,49b riporta l'in­ carico in discorso diretto, facendolo precedere dalla promessa dello Spirito (v. 49a) , qui si parla di ambedue le cose in forma indiretta. Si rimanda alla «promessa del Padre» ,1' di cui Gesù ha già parlato in precedenza/6 e l'incarico è posto in primo pia­ no.17 Mentre in Le. 24,47 .52 si ha la forma «biblica» '1Epov­ crcx.À1}1J. (come in Act. 1 ,8 . 1 2 ) , qui - come all'inizio del vange­ lo ( 2 ,2 2 ) - si ha la forma piuttosto «profana» del nome : (IEpo­ O'OÀVIJ.CX., che in complesso Luca usa meno di frequente . 18 Sem­ bra quindi che Luca significativamente preferisca menzionare la città, importante per la continuità storico-salvifica, usando il suo nome «biblico » , e che qui, invece, all'inizio del suo scrit­ to, s 'avvalga del nome, corrente nell'ambiente, di c le:pocr6Àv­ J.lCX. per riguardo ai lettori profani.19 Gerusalemme è il punto 14. Vedi sopra, nota a. 15. La btctyyEÀ.� �ou 1tct"tp6� è, come in Le. 24,49, lo Spirito santo promesso dal Padre, non la �promessa» (alla lettera) citata nel v . .5, di cui si doveva attendere il compimento. x6. Cfr. Le. 24,49, a cui si riferisce �" i)xoucra."ti p.ov.

17. 1tctpayyÉÀ.À.w è verbo che Luca preferisce. Delle 32 volte in cui ricorre nel N. T. 4 si trovano in Le. e II in Act. Gesù è soggetto di questo verbo in Le .5,14 ; 8� 29 ..56; 9, 2 I ; Act. I A; 10,42 . L'incarico di Gesù è espresso in forma negativa (come­ proibizione) e poi positiva (come comando) anche in Le .5,14. 18 . Dati statistici : 'IEpocr6À.v�a ricorre in Le. 4 volte, in Act. 22 volte; 'IEpovaa.­ li}� in Le. 27 volte , in Act. 37 volte. 19. Sul problema delle due forme del nome in Luca vedi Hamack, Die Apostel­ geschichte 73 ; R. Schiitz, IEpovaaÀ.T]J..L und IEpoaoÀ.vJ..La. im N.T. : ZNW I I ( I910) I69-187; W. Schmauch, Orte der Offenbarung und der Offebarungsort im N.T.� GOttingen 19.56, 82-93 ; Hastings, Propbet und Witness 103-106; Schneider, Ver­ leugnung 196-198 ; Jeremias, IEPOYIAAHM ; Schneider, Ev. nach Lukas 389-39 1� Non regge il tentativo dello Schiitz di dimostrare che Luca pone 'IEpovaaÀ.i}J..L solo sulla bocca di persone che egli vorrebbe presentare come parlanti in aramaico, né è .

.

possibile chiarire il problema in maniera soddisfacente supponendo la presenza di fonti diverse (dr. Jeremias). Poiché in Le. e Act. r-6 domina la forma sacrale-teo­ logica 'IEpovaaÀ.TtJ..L , sembra che - secondo Luca - la funzione storico-salvifica della città (come luogo di compimento) risalti proprio «nella storia di Gesù e nel tempo della prima chiesa» ( Schneider 1 98) ; per Luca «il sorgere della comunità primitiva>, fa ancora parte del «tempo della rivelazione» (Jeremias 276).

2�

�. ��

finale della «vita» di Gesù e il luogo del suo rapimento (Le. 24 ,.50-5 3 ; Act. I ,I 2) ; essa è anche l'elemento di continuità, in quanto qui avviene l'invio dello Spirito (v. 4) e la testimo­ nianza a Cristo intraprende di qui (v. 8) il suo cammino nel mondo (Le. 2 4 ,4 7 ) . , . Questo C't't. introduttivo non è recitativo, ma spiega perché i discepoli devono restare a Gerusalemme: «infatti» fra pochi giorni saranno battezzati «con Spirito santo» . Il detto di Ge­ sù, sul battesimo d'acqua di Giovanni e il battesimo di Spirito, era già stato riportato in Le. 3 , I 6 par. Mt. 3 , I I come espres­ sione di Giovanni . Nella sua formulazione come parola di Ge­ sù (così anche in I I , I 6) esso ha come testo più prossimo Mc. I ,8 ( è�cin't�aa ed È�a1t'ttO"E'V ) : !yw l�&:rc'tLO"a ù�J.tic; uoa"tr., lrw {Jl:v uoa."n �a.1t'tLsw ùlJ,ac; 'IwavvT)c; J.1È'V Éf1a7t"rt.crEv uoa."n, I 1 ,1 6 : 'Iwavv1}c; (.Ù:'V Éf1a7t"rt.O"E'V uoa·n, a.Ò'tÒc; OÈ B a1t 't i C1E t. ÙlJ,éic; É'V 1t'VEUIJ.!l."rt. ayi�. a.Ù'tÒc; ÙJlric; Ba.1t'ttC1Et. É'V 7t'VEUlJ.Cl'tL aytC!l xctt 7tUpt U(U!c; OÈ É� 1t'VEU{lQ."rt. �Cl7t"rt.crih)CTECTDE ayt� ... Ùp.t� O È �Cl.1t'tW"th)CTEai}E Év 1t'VEUIJ.Cl.'t1, ayL� .

Mc. 1 ,8 : Le. 3 , 1 6 : Act. 1 ,, :

Act.

• ...

A motivo dell'indicazione temporale che segue (ou IJ.E'tci.) Luca ha mutato la posizione delle parole della seconda parte rispetto a Mc. (e ad Act. I I , I 6 ) .20 Per sé il detto di Gesù sul battesimo d'acqua e di Spirito non è necessario per il prosegui­ mento del racconto . Infatti il v. 4b aveva già rimandato alla promessa dello Spirito fatta da Gesù e riportata da Le. 24 . Se tuttavia Luca ripropone il logion, lo fa perché qui gli interessa la periodizzazione della storia della salvezza. Con Giovanni e il suo battesimo aveva avuto inizio il tempo di Gesù,2I col bat­ tesimo di Spirito viene introdotto il tempo della chiesa (cfr. I I , I 5 s.) . Il nuovo tempo sarà caratterizzato dal possesso del­ lo Spirito da parte di tutti ( 2 , 1 7 ) , mentre sinora solo Gesù lo possedeva (Le. 3 ,2 2 ; 4 , 1 8 ; Act. 1 0 ,3 8 ) . È sorprendente che il 20. L'indicazione

temporale va riferita quindi direttamente a �t11t"t"t.aihicrEcrl}E; ve2 1 . Cfr. Act. 1 ,22; IO,J7 i Le. 3,23 .

di Pesch, op. cit. 2.5 s.

Act.

I,J.6

277

detto del Battista, riconiato come parola di Gesù, non indichi Gesù stesso come datore del «battesimo di Spirito» ; cfr. an­ che il modo in cui si esprime il v . 8 . In ambedue i casi risulta chiaro che sarà il «Padre» a inviare lo Spirito.22 L'indicazione temporale, secondo cui il battesimo È'J 1t'JEVP,tl.�L 2-' avverrà fra pochi giorni,24 lascia il lettore nell'attesa dell'evento di cui ver­ rà a conoscenza in 2 , I -4 . 6 . Con o t p,È'J OV'J au'JEÀDo'J't'E� riprende nuovamente il raccon­ to, ma in modo da riagganciarsi ai vv . 4-5 . La cerchia delle per­ ,sone resta indeterminata , ma chiaramente va oltre gli «aposto­ li» di cui s'è parlato nei vv. 2-5 , probabilmente a motivo di I ,2 I s . , dove si presuppone una più ampia cerchia di testimo­ ni oculari dell'ascensione .2' Il che tuttavia non toglie nulla a] fatto che gli apostoli sono considerati i destinatari veri e pro­ pri delle ultime parole di Gesù (vv. 7 s .) , come sottolinea an­ cora una volta I , I 2 s . elencando per nome gli undici apostoli. La domanda che i discepoli radunati rivolgono a Gesù è pro­ vocata dalla promessa del v. 5 · L'indicazione temporale del v. 5 («fra pochi giorni» ) suscita l 'interrogativo se Gesù « in que­ sto tempo» instaurerà il regno per Israele. Si fa qui riferimen­ to al tempo dell 'invio dello Spirito, nel quale dovrà realizzarsi l 'instaurazione escatologica del regno.26 Secondo l'uso d'e­ sporre lucano, la frase è formulata in modo da offrire l'occasio­ ne per la comunicazione di un'importante notizia teologica, e­ ·spressa come parola di GesÙ.27 La domanda contiene ambedue 22. Tuttavia, è mediante Gesù che il Padre battezza i discepoli con lo Spirito; ve­ di Le. 2449 ; Act. 2,33. 23. fr.J strumentale ( «con Spirito santo») è usato in tutte e quattro le forme in cui è citata l'espressione, mentre «con acqua» è espresso mediante il dativo strumentale. 24. La litote ha questo senso: «tra pochi giorni (a partire da adesso)». 25 . Haenchen. 26. ci1toxcd}lu·nu.J.r. è termine escatologico (dr. soprattutto Mal. 2,23 LXX), indi­ cante l'instaurazione finale dell'ordine voluto da Dio; vedi A. Oepke, ci-noxaa!O"'t1)­ p.r. X't'À.., in ThWNT I 386-392. Il passo più vicino al nostro è Dan 4,36 LXX : tv lXEt'V4l 't(il X«Lp(il ci-nOX«'t'EO''t'ciDT} T) �· 20. Con Hahn, op. cit. 423 s.; contro Lohfink, op. cit. 1 15-1 18; 121-125. 21. Cfr. Hahn, op. cit. 424 : « . .. riconoscibile con ancor maggiore precisione soprat­ tutto in Act. 1,9-1 1»; cfr. ibid. 425. Pesch, op. cit. (nr. I A) 15 pensa invece a un brano tradizionale, che si troverebbe dietro a Le. 24,50 s. e che � e:l.criili}e:v •

x a� E.çi] Àile:v Eq>'l}JJ.iic; ò xu pt. oç 'I1] UOU t;, 22 tipçciiJ,EV Oç &.1tò "t OU f3t:x.1t"t'l­ ClJ..CX"t' Oc; 'I wcivvou [wc; "tfjc; TtiJ.É pa.ç ilç avEÀ 1}1J.cpi}1] tiq> 'TtlJ.WV , IJ.ap'tvp tt "t"iic; avau't'acre:wc; ttU"t'OV uùv TtiJ.�'V ye:vÉuilar. E'Vtt "t'OU'tWV . 23 Kttt EO"'t'T}O"a.v ouo, 'Iw0"1Ìq> "t'ÒV xa.Àou(.l.Evov Bapartf3f3iiv 8c; È1te:xlT)D'T) 'loUO"'t'oc;, xat Mai}i)!av . l4 xocL 1tp OO'E U �tXJJ.E'V Ot. e:t"Jtocv · uv xupt.E xocp­ .Stoyvwcr"trt "Jta:v"t'wv , civaoEr.çov ov Èç,EÀÉçw Éx -rou-twv "twv ouo Eva 2' Àa.�e:�v 'tÒ'V 't01tO'V -ri)c; Otrtxov!aç 'tttU"tT}ç xat rt1tOO"'tOÀiic; aq> 'Tj c; 1tct­ {)É�1] 'Iou o aç 1tope:vi}i)va.t e:l.ç -rò'V -t61tov -tòv totov. 2 6 xa.t Eowxav xli)­ pove; a.u-ro!ç xa.t E1tEUE'V o xÀ.i}poc; E"Jtt Ma.i)Dta.v xa.t avyxa."tEo/r}cp!uih) tJ.E"t'à. "tWV EV O Exa à"Jtou-r6)..wv .

1' E in questi giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratellia e disse (era 11.

Invece di ciSEÀ.cpW'V P74 legge tX1tOO''t6À.wv ; koinè D pm

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hanno (.U'Lih}'tW'V. Am-

Act. I,IJ-26

293 16

gruppo di circab centoventi persone) : «Fratelli, era necessarioc che si adempisse la parola della Scritturad che lo Spirito santo aveva predet­ to per bocca di David riguardo a Giuda, il quale si fece guida di colo­ ro che catturarono Gesù .e 17 Egli infatti era stato annoverato tra noi el aveva avuto parte a questo (nostro) ministero. 1 8 Costui dunque acquistò un campo col prezzo dell'ingiustiziag e precipitò a capofitto (al suolo)h e si squarciò nel mezzo e fuoriuscirono tutte le sue viscere . 19 E; di ciò vennero a conoscenza tutti gli abitanti di Gerusalemme, cosl che quel campo nella loro linguak fu detto Hakeldamach,Z vale a dire «cam­ po del sangue>> . 20 Sta scritto infatti nel libro dei salmi : «La sua111 casa rimanga deserta e nessuno vi abiti» ( Ps. 29,26) ; e: 21

«Il suo ufficio di sovrintendente lo prenda un altro» ( Ps. 1 09,8 ) . È necessario dunque che un uomo fra quelli che sono stati con noi

bedue le varianti vogliono escludere un'identificazione degli ciSEÀ.cpo! di Gesù (v. 14) coi fratelli di fede (v. I 5). b. Invece di wcrEi B D E e altri (contro S A C c altri) leggono Wc;. Ma Wo'Et rispon­ de all'uso linguistico prevalente di Luca; cfr. Metzger, TC 285. c. gsEL va preferito a ÒE� (cosl D* gig vg Ir1•1 ). L'imperfetto si riferisce in maniera dd tutto corretta all'espressione del Salmo, che si è adempiuta (v. 2ob), mentre OEi: ovv (v. 21 ) si collega alla parola di Ps. 69,26 (v. 2oc), che deve ancora compiersi . d. "tTJV ypttq>'Ì)v "t'CLV'tT)V, «questa parola della Scrittura» : cosl leggono koinè, D pm it Ir'•t, il che potrebbe essere lectio facilior; ma cfr. Dupont, �tudes 310, che ritiene spiegabile una tardiva omissione del pronome, perché la citazione viene so­ lo più avanti. e. Koinè D pl pongono l'articolo davanti a �Gesù», il che andrà considerato se­ condario rispetto a 'IT)crouv senz'articolo; vedi sopra a 1 ,1 nota a. f. D* Aug leggono o� prima di xa! e iniziano cosl una proposizione autonoma. g. D t syh sa leggono (cioLx!a�) av-rov. Non hanno inteso il genitivo ebraicizzante (qui : «ricompensa ingiusta)> ; dr. Le. 16,8.9 ; 1 8,6) e precisano : «Ricompensa per la sua ingiustizia». h. Invece di 1tPT}vi}� yEv6J,Uvo�, «cadendo a testa in avanti» (Bauer, Wb., s.v. 1tpt)­ vi)c;, con bibl.), varie traduzioni intendono diversamente (ad es . : «colpito da gon­ fiore»), ma a torto; vedi Metzger, TC 286 s.; cfr. Tabachovitz, op. cit. 45-47. i. S* D syP aggiungono il v. 19 mediante il relativo: 8 xCLl. le. tS� (cfr. anche 2,6.8) è omesso come superfluo (probabilmente a motivo del­ I'clv-twv che segue Sr.CLMx-r�) da B* S D latt. Va considerata anche un'aplografia (l.diUIAAEKTfl); Metzger, TC 287. l. La lezione AxEÀ.S� di C koinè pl (contro 1J4X nei più antichi P74 S A B D) corrisponde meglio alla forma aramaica demil, tuttavia la finale in -X è stata una tra­ scrizione usuale della finale in alef (dr. l:ET.pax ) ; dr. Riiger (vedi sotto, n. 40). h. m . Invece di av-tou 8 1 .326 pc lat sy ... leggono aÙ"tW'V, per assimi lazione a Ps. 68, 26 LXX .

per tutto il tempo in cui il Signore Gesù" entrò e uscl tra noi, 22 dal bat· tesimo di Giovanni fino0 al giorno in cui fu assunto di mezzo a noi, di.

venga testimone con noi della sua risurrezione». EP ne presentaronof due : Giuseppe, chiamato Barsabba,' il quale era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 Poi pregarono dicendo : «Sign(}o re, tu che conosci il cuore di tutti gli uomini, mostra quale dei due hai scelto 2' a prendere il posto1 di questo servizio e apostolato, dal quale traviò Giuda per andare al suo posto». 26 E posero sorti per loro1 e la sorte cadde su Mattia, ed egli fu aggregato agli undici apostoli." 23

La pericope dell'elezione di Mattia si trova in un punto di sutura di Act. L'unità narrativa ha il suo posto appropriato tra il congedo di Gesù e l'inizio della missione nel giorno del­ la prima Pentecoste cristiana.1 «Il completamento della cer­ chia dei Dodici e quindi la constatazione esplicita della sua in­ tegrità come nesso determinante tra il tempo trascorso di Ge­ sù e l'attuale chiesa missionaria dovevano apparire al lettare estremamente significativi, posti come sono proprio in questo punto di sutura» .2 Certo, si sarebbe potuto collocare il com11. «(Signore Gesù) Cristo)) in D pc syh copG67 è un ampliamento secondario del «te­ sto occidentale» ; vedi Metzger, TC 262 s .288. o . Invece di �� S A al. leggono axpr.. In rispondenza ad L�ot-ta.t. col più frequente O"Vt-L�q>L�w e scrive - intendendo t.LE'tét nel senso di «tra» - t.W ( = 12) invece di I\IOEXtX (contro tutti i testimoni greci); dr. Metzger, TC 289 . .x. Vedi Nellessen, Tradition und Schri/t 205 ; dr. Schneider, Die zwolf Apostel 47 : «Il fatto che la scena sia posta tra l'ascensione e l'invio dello Spirito concorda con 1 ,8. Solo la 'potenza' dello Spirito rende possibile la testimonianza». 2 . Grasser, op. cit. 6, contro Rengstorf, op. cit. 40, secondo il quale «il brano è iso­ lato all'interno di tutto il libro».

!Jet. I,IJ·�6

2 9.5

pletamento del gruppo degli apostoli anche nei 40 giorni suc­ cessivi alla Pasqua . Ma in questo caso Gesù stesso avrebbe do­ vuto prendere l'iniziativa.' Poiché secondo I ,24 è Dio stesso a indicare chi ha scelto come dodicesimo apostolo, tutta la cer­ chia dei Dodici viene ad avere una convalida divina .4 La struttura formale dei dodici versetti è caratterizzata dal fatto che al centro (v. 20) vengono citati due versetti di salmi. Essi si riferiscono alla prima (v. 2 oa .b) e alla seconda parte (v. 2oc) della pericope . La prima parte (vv . I 6- I 9 ) tratta in sostanza del destino (trascorso) di Giuda ; la seconda ( vv . 2 I2 6 ) della sostituzione del traditore . L'iniziativa del completa.. mento della cerchia dei Dodici è presa da Pietro. Il suo discor­ so al gruppo dei I 2 0 «fratelli » (il gruppo è una creazione del­ l'autore di Act. ) costituisce il nucleo della pericope ( vv . I 62 2 ) . Solo i vv. I ) .2 3 .24a.26 narrano l'azione della comunità primitiva. Oltre al discorso di Pietro, anche la preghiera della comunità (vv. 24h . 2 .5 ) è in discorso diretto . Dal complesso narrativo è relativamente facile staccare i vv . 1 7- 1 9 (apostola.. to e morte di Giuda) , e anche i vv. 24h.2.5 (la preghiera) . Ma a un più attento esame, anche questi brani risultano parti inte­ granti dell'unità, di cui non si potrebbe fare a meno .' A motivo del notevole intervento della «redazione»6 luca­ na, è difficile dire se questa narrazione quanto mai unitaria si basi su una fonte della tradizione . Secondo E. Haenchen, nei dati su Giuda si sentirebbe l'influenza di una più antica tradi­ zione palestinese,7 mentre l'applicazione di entrambi ( ! ) i ver3 · Cfr. Gràsser, op. cit. 7· 4· Che Gesù «scelse» i Dodici in concordanza co n Dio (Act. 1,2 : «mediante lo Spi­ rito santo») si deduce dalla preghiera che precede l' «elezione» degli apostoli (Le. 6,12 s.). Dio è colui che sceglie anche in Le. 9,35 (Gesù, l'eletto figlio di Dio); Act. 13,17 ( «i nostri padri»); 15,7 (cixouo-cx.t. 't'à. fihrr} ) . 5· u notizie sull'apostolato d i Giuda (v. 17) sono riprese nel v. 25 . I l destino di morte con l'indicazione del «campo di sangue» (vv. x8 s.) dev'essere menzionato in considerazione del v. 2ob (compimento delle parole del salmo). La preghiera (vv . 24b-25 ) è necessaria a motivo dell'elezione e del sostituto di Giuda. 6. Cosl , a ragione, Renié, op. cit. ; Menoud, op. cit. ; Dupont, Études 309-320; Zehn­ le, op. cit. xo6; Wilson, Gentiles 1 08 s.; Grasser, op. cit. 7 s.; Weiser, op. cit. 1 0 1 . 7 Haenchen, Apg. 167.

296

lict. I,I)-26

setti di salmi al destino del traditore di Gesù sarebbe da ascri· vere al cristianesimo ellenistico.8 L'elezione di Mattia risalireb­ be anch 'essa a una tradizione .9 Per T. Holtz, invece , solo per le notizie su Giuda si può pensare ad «una unità trovata già com­ posta da Luca, non concepita da lui . . . , già in circolazione, sulla fine del discepolo traditore>> /0 della quale avrebbe fatto parte chiaramente anche la citazione di Ps. 69 ,2 6 .n La seconda cita­ zione invece (Ps. 1 09 ,8 ) proverrebbe dall'autore di Act. e co­ stituirebbe un « nesso tra le due vicende» .12 Resta incerto se l'elezione di Mattia fosse collegata con Ps. 1 09 ,8 già prima di Luca.13 Ma l'elezione di Mattia in fase prelucana non veniva raccontata in connessione con la fine di Giuda. 14 Che esistesse un'antica tradizione sul triste destino di mor­ te di Giuda risulta da altri due brani tradizionali, diversi e in­ dipendenti da Act. 1 .1' È possibile che col brano che sta alla base del nostro passo si trovasse già connesso il riferimento a Ps. 69,26 .16 Invece il legame con l' «elezione di Mattia» (un dato che - già a motivo dei dettagli su Barsabba - va attribui­ to , almeno come notizia, alla tradizione) risale probabilmente a Luca . Ciò è confermato non solo dalla citazione di Ps. 1 0 9 , 8 /7 fatta secondo l'usuale modo di citare di Luca, ma anche dal tipo d'argomentazione che questi predilige : 18 il compimen­ to di un annuncio della Seri ttura porta alla necessità (e alla cer­ tezza) del compimento di un altro passo della Scrittura. Cosl perde verosimiglianza la tesi di E . Nellessen, secondo cui «le due tradizioni erano unite a una citazione scritturistica già nel­ lo stadio aramaico (cioè la tradizione della morte di Giuda e del campo di sangue con Ps. 2 9 ,26 e la tradizione dell'elezio8. Haenchen, Tradition und Komposition 208 s.; cfr. Haenchen, Apg. 167. Apg. 167: «la notizia che Mattia e non Barsabba è diventato apostolo mediante sorteggio». 10. Holtz, Untersuchungen 44· I I . lbid. 45· 1 2 . Ibid. 46. IJ. Ibid. 46 s . 14· Ibid. 46. 15. Mt. 27,3-10 e Papia (in Apollinare di Laodicea , riportato in Synopsis 470); cfr. Lake, op. cit. e Schweizer, op. cit. ; inoltre Holtz, op. cit. 45 s.; Haenchen, Apg. 164 n. ,. 16. Nellessen, op. cit. 2 1 1 . 17. Cfr. Holtz, op. cit. 4 7 s . Luca .28 Non si può dire che il di­ scorso e l'iniziativa di Pietro lo mostrano già come « testimone della risurrezione in funzione» .29 Qui si pensa piuttosto al fat­ to che Pietro, in questa come in altre occasioni, si rende conto del suo compito di «rafforzare i fratelli» (Le. 2 2 ,3 2 ) . 1 6 . Il discorso ha inizio con l'allocutivo (caratteristico di Lu­

ca) avOpEc; cioEÀ.q>OL/ 0 che qui, come nel v. I j , qualifica la co­

munità primitiva come fraternità. L'oratore constata che il pas­ so scritturistico31 che si riferiva a Giuda si è compiuto. Nel pas­ so (citato nel v. 2ob) di Ps. 69 lo Spirito santo32 aveva fatto una al popolo delle 12 tribù (dr. 26,7): il numero 120 accenna «(oltre che ai 12 at» stoli) alla correlazione della comunità prepasquale dei discepoli con Israele».

27 . Conzelmann, Apg. 28 osserva «120 uomini sono richiesti perché possa essere costituito un sinedrio locale (Sanh. 1 ,6); ma Luca non pensa a questa norma; in­ fatti vi sono incluse anche delle donne». Cfr. invece Reicke, Verfassung der Ur­ gemeinde 98 : «Dunque è evidente che Luca in Act. ha menzionato in maniera spe­

ciale il numero delle persone presenti all 'elezione dell'apostolo perché voleva pre­ sentare come giuridicamente valida l'elezione del nuovo apostolO>>. Sulle tesi di Stauffer, op. cit. vedi Haenchen, Apg. 163 n. 1 . 28. Zerwick/Grosvenor , Analysis, ad l. ; El'Va.t. È1t� -rò a.u""t6 anche in Le. 17,35 ; Act. 2,1 44· Cfr. test. N. 6,6. 29 . Contro Grasser, op. cit. 7· 30. Cosl anche in 2,29.37; 7,2 ; 1 3,15 .26.38; 15,7.13 ; 22,1 ; 23,1 .6; 28,17; dr. lJ.v­ SpEç congiunto con un altro plurale in Act. x,1 r ; 2,14.22 ; 3,1 2 ; ',35 ; 13,16; 17,

22 ; 19,35; 21,28. 3 1 . T} ypa.qni è il singolo passo biblico, come in 4 Mach. 18r4; Mc. 12,10; Le. 4,21 ; Io. 13,18; 1 9,24.J6.37 ; Act. 8,35; Rom. 1 1 ,2 ; Iac. 2,8.23. � controverso quale sia il passo inteso da Luca. Non possono entrare in questione i due passi di salmi citati al v. 20 (cosi Haenchen al v. 17), perché dal punto di vista dell'oratore solo il pri­ mo trova compimento; dr. Dupont, Études 312 s . ; neanche la sola seconda cita­ zione entra in questione (cfr. Bauernfeind, Apg. 25-27 ; Trocmé, op. cit. 2 oo), poi­ ché i vv. x8 s. sul piano della critica letteraria non possono essere eliminati; vedi Conzelmann, che si rifà a Dupont, op. cit. 3 14 s. ,32. Qui, come in 28,25, l'accento è posto su ciò che segue: la predizione biblica in quanto predizione dello Spirito santo, doveva compiersi. Con «per bocca di Da­ vid» si fa riferimento alla concezione tradizionale secondo cui David è l'autore dei ,$almi; dr. Le. 20,.42 ; Act. 2,25; 4,25 .

Act.

I,I6.J]. I8·I9

299

predizione su Giuda. Nel cristianesimo delle origini Ps. 69 era stato riferito in diversi modi alla passione di Gesù;33 risultava quindi ovvio vedere nei dati di 6 9 ,2 9 un'affermazione sul de­ stino del traditore di Gesù.34 Qui, con riferimento a Le. 2 2 ,4 7 , Giuda è visto come guida'' della pattuglia che arrestò Gesù.36 1 7 . Questo versetto si collega, con un O"tt. di motivazione, al­ l'asserzione che l'annuncio del v. 2ob ( = Ps. 6 9 ,2 6 ) ,'7 cioè che l'abitazione di Giuda sarebbe rimasta deserta, si è compiuto . Il giudizio di punizione, che va al di là della sua morte e della sua persona (vv . 1 8 s . ) lo ha colpito perché egli era stato «uno dei Dodici» .38 Il v. 1 7 presenta questo concetto in una formu­ lazione più circostanziata, preparando cosl non solo l'idea del­ l'elezione suppletiva, ma anche l'associazione che il lettore de­ ve creare tra l'espressione xÀi)poç "ti) c; St.a.xo'Vtaç "t'aV"t'1}ç (v. 1 7 ) , E1tt.O"X01t'Ì} aÙ"tou (v. 2oc) e "t'67toç "t'ii c; ot.axo'Vl.ac; "ta.U"tT}ç xat CÌ7tOO""toÀiic; (v. 2 5 ) .39

1 8- 1 9 . Questi versetti si limitano a riportare una tradizione sulla morte di Giuda . Si tratta della versione, «alquanto varia­ ta e da Luca riplasmata, di un motivo ben noto : quello della 33·

I seguenti passi si riferiscono a Ps. 69( 68 ) : al v. 5 si riferisce Io. 15,25 ; al v. 10 1 , , 3 ; al v. 22 si riferiscono Mt. 27,34-48 ; Mc. 1,,36; Le. 23 ,36 ; Io.

Io. 2,17; Rom. 19,29.

34· Ps. 69(68 ),26 suona : YEVT}M)'tW n l1taVÀ.t.c; aÒ'tWV TtPTI�JJ.ÉVT), xaL l:v 'toi:c; crx'T}vW(..uz.cn.v a.v-twv p:i) !cr-tw 6 xa."t'or.xwv . Le più importanti variazioni del testo di Act. (adattamenti al destino di Giuda) sono: av"t'ov ( invece di tX.V"tW'V) e tv aò­ 't"fi (invece di �nelle loro tende»). Il vocabolo determinante E1tt%UÀ.� è riferito al «podere» di Giuda, che sarebbe diventato «il campo di sangue»» (vv. 1 8 s.). 35· Le. 22,47 div. Mc. : 'IovS� TCpoiJPXE"t'o a.v"t'ov.;. 36. Cfr. Le. 22 ,.54 div. Mc. : crvÀ.À.a.�6v"tEt; òl av-t6v. 37· Vedi Dupont, Études 31 .5-320; cfr. sopra, n. 3 1 . 38. ( 6 ) El; 'tWv owoExa di Mc. I4,10.20.43 (Mt. 26,r4.7) è stato ripreso da Luca so­ lo in 22A7· Le. 22 ,3 parafrasa con �V"t'a. lx "tOV apr.D}.lou "tW'V ÒWÒEXti. In Act. 1 ,17 si tratta del gruppo dei Dodici nettamente delimitato, come sottolinea anche 1 ,26. Altre interpretazioni della frase introdotta da �S"tt. si trovano in Haenchen, Apg. 164 con n. I . 39· A À4yx«tvew "tÒ'V xÀ.1]pov corrisponde in 26 ,18 À.a�Ei:v xÀ.T}pov iv ; cfr. anche 8,2 1 ; vedi inoltre ÒLa.xo-vLav À.ap.�«.vew ( «dal Signore Gesù» ) in �0,24. •••

3 00

Act. 1,18-19

morte del nemico di Dio, qui come eziologia che spiega come mai quel podere era chiamato 'campo del sangue '» .40 I dati tramandati sono introdotti dall'espressione redazionale oÙ"to� pl-v oÙ\1 .41 Come mostra il v. 1 9 , non si tratta del testo lettera­ le di un discorso tenuto da Pietro a questo punto , ma di infor­ mazioni che l 'autore di Act. dà ai suoi lettori.42 Col denaro ri­ cavato ingiustamente43 Giuda44 aveva comprato un xwp�ov . Con questo termine si indica - a differenza di Mt. 2 7 ,7 s . r o, dove si parla di un àyp6� , che fu comprato col «denaro di san­ gue» da Giuda restituito - non soltanto un pezzo di terreno ma, forse in riferimento ad E'7taUÀ.L� (fattoria , tenuta)41 del v . 2 ob, (anche) una tenuta .46 I l v . r 8b informa che Giuda (su­ bito dopo) cadde e scoppiò,47 di modo che tutte le sue viscere fuoriuscirono.48 Di questa fine tutti erano al corrente in Geru4c.

Conzelmann, Apg. 29. Vedi ad es. la punizione di Dio su Antioco Epifane in Mach. 9,5-10 ( dr . I Mach. 6,8-16), un testo che forse ha fatto da modello anche ad Act. 12,2o-23 ; vedi altri testi con questo motivo in Wikenhauser, Die Apostel­ 'eschichte und ihr Geschichtswert 398-401. Su 'AxtÀ.Sa.1..uix vedi H.P. Riiger, Zum Problem der Sprache ]esu : ZNW 59 ( r968) I I 3-122, qui 1 16-1 r 8 ; Id., in TRE III ( 1 978) 6o3 ; dr. inolt re i lavori, menzionati nella nota bibliografica, di Sickenber­ ger, Haugg, Lake, Benoit, Liithi, Schweizer, Dupont, Holtz, Brown, Tabachovitz, Gordon, Wilcox e Nellessen. 41 . J,L!v ow è un'espressione prderita da Act. , dove ricorre, oltre che in r ,6 . r 8 , al­ tre 25 volte, soprattutto per introdurre una storia nuova , vedi Haenchen, Apg. 149 n. 4· Si trova anche in Le. 3 , 1 8 (redazionale) . Lo schema : o� (oppure 6 o un pro­ nome) p!v ouv + panicipio + verbo finito si ha nei seguenti passi: Act. r ,6; 2,41 ; 8 ,4.25 ; 1 1 ,19 ; 1 3 ,4; 15, 3 · 30; 2 3 , 18.31 ; 28,5 ; dr. 5,41 . 4 2 . I l venerdl santo è passato da neanche du e mesi e gi à si h a l'indicazione di una località detta «campo del sangue» in riferimento alla morte di Gi uda ! Il nome a­ ramaico usato dalla comunità primitiva (eli lingua a ramaica) viene tradotto in gre­ co; e con l'espressione «nella loro lingua» si fa riferimento agli abi tan ti di Gerusa­ lemme. � questo un aspetto della tecnica e arte letteraria di Luca; dr. Act. 2,9-r r ; 15,14-17 (LXX ) ; dr. Haenchen, Tradition und Komposition 208·2 r r . 2

43· Sull'espressione vedi sopra, nota g.

44· Il dato presuppone Le. 22,3-6. 45· Bauer , Wb. , s.v. : fattoria, casa di campagna, podere. Nel N.T. solo in Act. r ,. 20 (Ps. 68,26 LXX ) . 46. Cfr. Mc. 14,32 ; Mt. 26,36 ; Io. 4,.5 (fondo rustico); cfr. Bauer, Wb. , r.v. I . 47· Àaxaw ( v . 18) è hapaxlegomenon nel N.T. 48. Cfr. i dati sul suicidio di Catone (Appian., bell. civ. 2,99 S 410): 1tpo1tEtr6v-tW'\I' a.ò-;at.) che questo [ Gesù] è il giudice dei vivi e dei morti stabi­ lito da Dio» (10,42). La testimonianza dei Dodici (dr. v. 41) non si limita dunque alla predicazione davanti al popolo (giu­ daico) , ma dev'essere portata anche ai pagani.24 Pietro mette 24· Secondo Cerfaux:, Témoins du Christ, Act. 13,31 s. dimostrerebbe che con «te­ stimonianza (testimone, testimoniare)» si indica solo la predicazione d egli apostoli ai Giudei in Gerusalemme; mentre il messaggio eli Paolo (a non palestinesi) sareb­ be indicato con XT)pvcrcrw e Eva.yyEÀ.(�OIJ.OO.. Questa tesi - in parte ripresa da Hastings, Prophet and Witness 28 - è confutata da 5,42 (cfr. Brox, Zeuge und Mar­ tyrer 47-49) e anche da IOA2 e 20,24 s.: «annunciare» e . L 1interprétation du Ps. I I01 I dans le Nouveau Testa­ meni, in Resurrexil, ed. E. Dhanis, Roma 1 974, 340-422 ; Schneider, Evangelium nach Lukas, 1 9 77, 503 s . ; Bovon, Luc le théologien , 1 97 8 , 8 5 - 1 1 7 ; Kilpatrick, Quotations, 1 979 ; Rese, Funktion, 1 979. Cfr . la

bibliografia al nr. 5 .

L'autore degli Atti ha usato la Bibbia nella versione dei LXX.1 L'uso dell'Antico Testamento si ebbe a diversi livelli. I. Vedi Holtz, Untersuchungen x66, il quale accerta che le citazioni da Isaia e dai profeti minori sono affini alla forma testuale del Codice Alessaodrino e che il te-

322

Excursus J

Nell'ambito di questo excursus diamo rilie,ro alle citazioni e­ splicite della Bibbia da parte di Luca. Non consideriamo i rife­ rimenti a testi biblici/ le imitazioni dello stile dei LXX? e i «septuagintismi» (minori) .4 Presteremo pure minor attenzio­ ne a testi biblici che Luca ha ripreso implicitamente dalle fon­ ti e anche a quelle citazioni che Luca non ha riconosciuto come tali.' Per l'intenzione teologica dell'autore sono importanti an­ zitutto quelle citazioni scritturistiche che s'adattavano per se stesse al contesto, e quelle della sue fonti che egli stesso rico­ nobbe come tali e valorizzò . Ovviamente, trattando la proble­ matica nel suo insieme, bisognerà prendere in considerazione anche il vangelo di Luca. Uno sguardo alle citazioni bibliche vere e proprie della du­ plice opera lucana,6 secondo l'ordine dei libri biblici usati qua­ si esclusivamente - Salmi , Isaia e i dodici Profeti minorF -, può far da punto di partenza. Nel prospetto seguente, sotto A si indicano i passi di Lc.-Act. ,8 sotto B i relativi passi dei LXX,9 sto dei LXX citato da Luca mostra alcune particolarità «che nella tradizione ma· noscritta dei LXX non sono documentate».

2. La distinzione tra «citazioni» veterotestamentarie da un lato e «allusioni e im­ magini» dall'altro , com'è fatta da Rese, Motive 45-104 e 105·12o, ovviamente è pos­ sibile solo a certe condizioni. Le «citazioni» riportate nel seguente prospetto (per la scelta vedi n. 6 ) in molti casi sono soltanto «allusioni» ; ad es. I. Le. 1 3 ,3.5 ; 19, 38; 22,69; 23,46 ; Act. 2 3 0 ; 4,1 1 ; 2. Le. 8, 1 0 ; 3· Le. 23,30; 4· Le. 2 1 ,27; Act. 3 ,13 . ,

3 · Cfr. sopra,

§ 1 . 2 Vedi in modo particolare Pliimacher, Lukas 38-72, ma anche le osservazioni critiche in Holtz, op. cit. 172. .

4 · Vanno distinti da aramaismi ed ebraismi, che possano risalire a fonti anteriori; dr. ad es. (Moulton/ )Tumer, Grammar o/ New Testament Greek IV 4.5-63. ,. Si possono individuare specialmente là dove è nota la fonte ripresa (ad es. Mc. ). Esempi che si discostano dai LXX sono riportati da Holtz, op. cit. 166. 6 . Il seguente elenco di «citazioni» si basa su The Greek New Testament, 3197,, 901 , della cui raccolta di citazioni è responsabile il Translations Department o/ the American Bible Society, in collaborazione con I'Institut fur neutestamentliche Textforschung in Miinster ( vedi ibid. IX) . Nella sezione 4 del prospetto non viene presa in considerazione la parte principale del discorso di Stefano (Act. 7 ,2-41). Le citazioni sicure di questo discorso (7 A2 s-49 s.) sono annotate sotto 3 e 2 . 7· Vedi Holtz, op. cit. 1 69 s. 8. Tra .t:arentesi viene notata la fonte diretta, quando è il caso (Mc. o Q). 9· Nel caso di numerazione divergente viene aggiunta tra parentesi l'indicazione del passo nel T .M.

Citfl%ioni dell'Antico Testamento

sotto C il soggetto della citazione e sotto la D l'eventuale rin­ vio alla Scrittura citata . Le formule d'introduzione alle citazio­ ni vengono indicate con y. quando usano yÉypcx.1t'ta.t., con E negli altri casi : 10

1.

Citazioni dai Salmi B

A

90(9 I ) ,I I S . Le. 4,10 S . (Q) 1 3 ,3 5 (Q) 1 1 7 ( 1 1 8) ,26 1 9 ,3 8 (Mc. ) I I 7 ( I 1 8) ,26 20, 1 7 (Mc. ) I I 7( I I 8 ) ,2 2 20,42 S . (Mc. ) 1 09 ( I I O) ,I 22 ,69 (Afe. ) 23 ,46

Act. 1 ,2oa

diavolo Gesù discepoli Gesù Gesù

D

y. yàp �'t" t. , xat �'t" t. (fw� . . . EL1tT}'t"E) (ÀÉ'"(O'V'tEc;) E David nel libro dei Salmi E ( tX1tÒ 't"OV 'VVV fCT't'et.t.) (EÌ1tEV) •••

1 09( 1 r o ) , r 30( 3 1 ) ,6

Gesù Gesù

68{69) ,2 6

y. yàp È'V �!�À.� �et.À.IJ.WV ( . .. xal) Pietro David E Pietro Pietro (o't"t.) Pietro David E Pietro David E Pietro (où--r6� ta'--rt.v ) (comunità) Dio disse mediante David E Dio in riferimento Paolo a David E iv 't"> (v. 3 6) . In precedenza si ha una argomentazione con citazioni scritturistiche, secondo lo sche­ ma di «promessa e compimento» . La prova però non si ferma alle predizioni già avveratesi,27 ma dalla certezza del loro avve2oa; 2,16-21 .2,-28 .30 s.34 s . ; 3 ,22 s.2, ; 4,1 1 .2' s . ; 7,42 s . ; 8,32 s . ; I 3,33-3, .4o s. 47( ? ); 1,,r,-r7; 28,26 s. Rese, Motive 1 34 contesta per Act. 2,r6-21 ; 3 ,22 s.; 8,32 s. che queste citazioni «siano inserite nello schema di promessa e compimento». Es­ se furono piuttosto usate «nel quadro di una utilizzazione ermeneutica della Scrit­ tura» . «In essa quanto è raccontato e quanto è citato vengono identificati, e cosl quanto è raccontato è interpretato come azione salvifica di Dio, senza che si rifletta in qualche maniera sulla distanza temporale tra la parola pronunciata e l'evento at­ tuale, o che si argomenti dimostrativamente al di là della semplice identificazione» (ibid. 209 ); dr. anche 69 s. Ma nei passi menzionati si va oltre una siffatta applica­ zione «ermeneutica» della Scrittura. Nel complesso il Rese dà troppo poca impor­ tanza all'idea di compimento ( dr . ibid. 210). Cfr. invece Delling, Terminologie der Auslegung 81 ad Act. 2,16. 24. Vedi Le. 4,2 1 ; 22,37; Act. r ,r 6 ; 3,18.

2,. Vedi Act. 1 ,16 {lo Spirito santo ha predetto); 2,31 (David ha parlato preveden­ do profeticamente); 3 ,1 8 (Dio ha annunciato anticipatamente; dr. 7 ,52). 26. Vedi Le. 24,44: «Deve compiersi tutto ciò che è scritto nella legge di Mosè, nei salmi e nei profeti su di me» ; Act. 3 ,18 : «Dio ha portato a compimento in questo modo ciò che aveva predetto per bocca di tutti i profeti, vale a dire che il suo Cri­ sto avrebbe patito»; 1 3 ,27 : «gli abitanti di Gerusalemme ... hanno compiuto ... le voci dei profeti». Mentre in questi tre passi ricorre 1tÀ.T)pOw, in Le. x8,2 1 ; 22,37 viene utilizzato , corrispondentemente al contesto, -tEì..tw. 27. Act. 2,16-20.24-32 · 33-3 '·

Citazioni dell'Antico Testamento

nuto compimento conclude che anche il resto della promessa18 indubbiamente si compirà . Verso la fine del discorso tenuto da Pietro al tempio, in Act. 3 , 24 riepilogando si dice : «In effetti tutti i profeti, a comin­ ciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunzia­ rono questi giorni» . Anche qui si tratta della conclusione di un'argomentazione condotta con promesse scritturistiche.19 I profeti hanno annunciato soprattutto la passione del Messia, che nel frattempo risulta compiuta (v. I 8 ) . Con questo com­ pimento effettivo l'ignoranza di coloro che procedettero con­ tro Gesù (v. I 7) è stata eliminata. La serie30 delle predizioni profetiche nell'insieme non è ancora compiuta. Tuttavia i com­ pimenti avvenuti sinora accertano che anche quelli futuri si effettueranno, il che vale soprattutto per la parusia (vv. 20 s .) . I n analogia con questa argomentazione, che menziona una se­ rie di profezie che si sono attuate l'una dopo l'altra e secondo l'ordine previsto da Dio, Act. I I ,4 usa anche il vocabolo xa­ DE�fiç .31 Questo modo di presentare le cose (destinato ad assi­ curare il lettore) , nel quale le promesse si compiono a tappe successive - non solo quelle della Scrittura, ma anche e so­ prattutto quelle di GesÙ32 -, corrisponde al programma fissa­ to dall'autore in Le. I , 1 -4 . 33 28. Act. 2 ,38 s. va letto guardando alla fine del passo di Gioele citata in 2 ,21 . 29. Act. J ,I8-2J.

30. Cfr. 3,24 : "tWV xaitE�i)�.

3 1 . Vedi Schneider, Bedeutung von xaDEt;i)c; 1 30. 32. Vedi Schneider, Evangelium nach Lukas 503 s. 33· Vedi Schneider, Bedeutung von xa&t;ijc; 1 29-1 3 1 ; Id., Evangelium nach Lu­ kas 37-41 .

PARTE PRIMA LA TESTIMONIANZA RESA A CRISTO DAGLI APOSTOLI DI GERUSALE� (2 ,I-,5 ,42)

A. Ricezione dello Spirito e inizio della missione ( 2 , I -4 7)

La prima parte principale degli Atti degli Apostoli s'inizia con l'evento di Pentecoste, del quale si dà notizia non solo nel­ la scena del miracolo di Pentecoste ( 2 , I- I 3 ) , ma anche nella successiva predica missionaria di Pietro, composta in modo tipicamente lucano ( 2 , I 4-4 I ) , nonché in un sommario ( 2 ,424 7 ) . I primi due brani sono strettamente legati dalla datazio­ ne nel giorno di Pentecoste. Ma anche il sommario sulla vita della comunità delle origini è connesso con quanto precede, poiché il v. 4 2 , privo di ulteriore indicazione del soggetto, si ricollega al v. 4 I .1 Benché il v. 4 I costituisca una «conclusione -della scena»2 con funzione completiva, che porta a conclusio­ ne la storia di Pentecoste, il sommario che segue viene, ad es . .da Conzelmann ,' collegato senza intervallo con 2 , 37-4 I . Il bra­ no di sommario ha funzione di trapasso e di connessione. La notizia della quotidiana presenza nel tempio (v. 46a) introdu­ -ce il racconto che segue ( 3 , I - I I ) , che s'inizia con un'andata di Pietro e Giovanni al tempio. Tuttavia 2 , 42 -47 è la conclusione del racconto di Pentecoste e presenta la comunità primitiva «ideale» composta di più di « tremila anime>> (v. 4 r ) come « ri­ sultato» del mirabile giorno di Pentecoste .4 Come la predica pentecostale tenuta da Pietro, che costituisce il primo «discor1. Haenchen dice che il v. 42 è un «versetto di passaggio» e fa in izi are il sommario vero e proprio solo col v. 43· Il Greek New Testament allaccia anche il v. 42 al di­ scorso di Pietro; dr. Bauernfeind, Apg. 52, che pone 2,37-42 sotto il titolo: «Il ri­ sultato». 2. Conzelman n , Apg. 30. 3· Conzelmann , Apg . 36 ( traduzione) . 4· Cfr. Bauernfeind, Apg. 5 7 s.: «Poiché questa descrizione (in 2A3-47) è il passo in cui sfocia la vicenda di Pentecoste, si può pensare che Luca considerasse e vo­ lesse che si considerasse ciò che è detto qui come effetto dello Spirito santo . .. » .

332

so missionario>> , conquistò «circa tremila anime» , cosl la co­ munità primitiva opera missionariamente, in forma indiretta attraverso la sua vita sotto ogni aspetto ). Il verbo in Luca signi�

Act. :J,J.4

cordanza logica col singolare Éxaih,ctE\f : le singole lingue si po­ sano su ciascun presente.'4 wq>Dl)aa.v è qui termine tecnico per esprimere un'apparizione celeste." L'espressione waEt '7tUp6>) . Così ciò che lo Spiri­ to dà è il dono di annunciare in maniera comprensibile anche ad altri popoli le mirabili gesta di Dio . Luca subordina la «glos­ solalia» all'annuncio missionario. Essa abilita a quella testi­ monianza universale che in I ,8 è promessa e affidata agli apo­ stoli . Perciò d'ora in avanti Pietro ( 2 , 1 4 ss .) può svolgere un tale servizio di testimonianza, il che prima di Pentecoste non era ancora possibile (Le. 24,4 8 s. ; Act. I ,8 ) . ' . Prima di continuare a informare sugli avvenimenti di Pen­ tecoste, il testo menziona, con un nuovo inizio narrativo ,6' un'altra cerchia di persone, che dal v. 6 in poi è coinvolta nelvìante; dr. Dautzenberg in EWNT, s.v. y)..wr;r;a. 6. La formulazione 4-ripa.t.� ylWcrcra.r.ç è molto vicina alla forma del passo di Is. 28,1 1 s. citato in I Cor. 14, 2 1, e l'interpretazione della glossolalia coincide con la tradizione ivi citata anche

nel fatto che essa vede in tale fenomeno un segno per Israele; cosl Dautzenberg, op. cit. nr. 7· Di un effetto del dono dello Spirito analogo a quello di 2,4 si parla anche in Act. 10,46 , dove il parlare in lingue viene menzionato accanto a un IJ.EYct­ À.u'JELV "t'Òv DE6v ( dr. 2 ,x xb) . In 19,6 accanto al «parlare in lingue» si trova il par­ lare profetico (1tpOitÉyyo(J.a.l. significa un parlare solenne o entusiasta, m a non estatico ; cfr. Haenchen (vedi però J. Behhm , in ThWNT 1 448 : eccitazione estatica ); vedi 2, 14 ( riferito al discorso d i Pietro) ; 26,25 ( Paolo davanti a Festo). Anche i l v. 1 1 b corrisponde al senso lucano del verbo.

61 . -ljaav òi , spesso per introdurre un'osservazione parentetica retrospettiva, anche in Le. 1 ,6 ; 1 5 ,1 ; 24 , 1 0 ; Act. 2,42 ; 1 1 ,20 ; 12,3 ; 1 3 ,1 ; 19,7.14; 20,8 ; 23,1 3 ; analo­ gamente -ljv Si in Le. 8 ,32; 1 3 ,10; r, ,25 ; 2 1 ,37 ; 23 ,28 ; Acl. 7,12; 8,28 ; 9,1 0 ; 1 2 ,20.

Act. 2,5.6

l'evento . A62 Gerusalemme abitavano63 giudei da tutti i popoli « sotto il cielo» .64 L'elenco dei popoli inserito nei vv. 9- 1 1 con­ tiene dunque, secondo il modo di vedere del narratore, tutti i popoli. Non si tratta di pellegrini venuti dalla diaspora per la festa di Pentecoste, ma di giudei della diaspora che spesso , per motivi religiosi , rimpatriavano per vivere nella città del tem­ pio, come testimoniano anche fonti extrabibliche.6' avOpEç E.u­ Àa�E.�ç significa «uomini pii» ,66 e questa espressione apposizio­ nale corrisponde alla testimonianza storica dei motivi religio­ si che animavano i giudei della diaspora rimpatriati. Nell'am­ bito del nostro racconto questi giudei della diaspora vanno considerati in certo senso come rappresentanti dei popoli del mondo, i quali sono presenti in essi, almeno potenzialmente.67 6 . Il v. 6 si riallaccia a 2 , 1-4 e con yEvop.,Év1')� OÈ �li� cpwvfi� 'taV�'J}ç si rifà al fragore di cui s 'è detto nel v. 2 , evidentemen62. E� 'IEpova-(XÀTU.J. ellenisticamente, per Èv 'IEpovtTa.ÀTUJ.; vedi Blass/Debr. § 205 : �� per Èv in senso locale > (2,22 s.); «il risuscitamento di Gesù con la prova scritturistica» (2 ,24-32 ) : «l'innalzamento di Gesù (e l'effusione dello Spirito) con la prova scritturistica» (2,33-35 ) ; «tesi riassuntiva» ( 2,36). 3· Secondo 2,36 il Risorto è il xvpt.O�. 4· Cfr. Act. 22,21 : Et� �ihn') J,J.a.xpa:v . Haenchen (che connette, ma a torto, «tutti coloro che sono lontani» con «i vostri figli») dubita che 2,39 vada inteso in riferi­ mento alla m issione ai pagani. Ma tale «velato» riferimento è chiaramente adegua­ to alla situazione.

Act.

2,I4-4I

la Pentecoste.' Forse dunque 2 , r 4h-2 r .3 8-4o, cosl come 2 , I ­ I 3 , sono da considerare composizioni lucane. Ci si chiede se la base tradizionale delle due parti «interne» del discorso (2 ,2228 .29-3 6) vada giudicata diversamente. A prescindere dai vv . 3 2b .3 3 , riferiti alla situazione, è possibile che la prova scrit­ turistica delle due parti «cristologiche» sia tradizionale. La storia della tradizione del discorso può essere adeguata­ mente considerata soltanto se inquadrata nell'ambito dei di­ scorsi missionari di Act. La ricerca è giunta attualmente (v. so­ pra, § 3 . 3 ) alla convinzione che Luca in questi discorsi non ab­ bia riprodotto prediche missionarie preesistenti , né si sia limi­ tato a riprendere singoli motivi più antichi per inserirli in u­ no schema da lui stesso composto. Lo schema, per molti aspet­ ti identico,6 dei discorsi missionari ai Giudei fa pensare piutto­ sto che l'autore di Act. segua un modello di predica già adot­ tato. U. Wilckens, che ancora nella seconda edizione della sua ricerca fondamentale ha voluto far risalire alla concezione teologica di Luca la cornice di questi discorsi/ di recente è giunto a un altro risultato : > sarà salvo (vv. 20 s.) . L'argomentazione della parte cristo· logica principale ( 2 ,22-3 6) serve a mostrare che Gesù di Na­ zaret è «S ignore e Messia>> (v. 3 6) , nel cui «nome» gli uditori devono farsi battezzare (v. 3 8 ) per essere «salvati» (v. 4ob) . 1 1 La serie d'argomentazioni che conduce da «Gesù il Nazo­ reo» (v. 2 2 ) al suo essere Signore e Cristo (v. 3 6 ) 1 1 può risalire alla tradizione in quanto dimostra la messianità di Gesù sulla base della sua risurrezione . Ma la dimostrazione in particolare indica che tale ipotesi non è necessaria, poiché non ricorrono asserzioni «eccedenti» . Come si svolge l'argomentazione ? Partendo soprattutto da Ps. I 6 ,8- 1 I si mostra che Dio non ab­ bandonò il crocifisso GesÙ1 3 alla corruzione (v. 3 1 ) . Testimo­ ni della risurrezione però sono (soltanto) gli apostoli (v. 3 2 ) . Essi potevano interpretare il loro incontro pasquale con Gesù alla luce dei Salmix4 e riconoscere Gesù come il Risorto , men­ tre ciò non era possibile agli abitanti di Gerusalemme, i quali tuttavia ora , in veste di testimoni diretti/' hanno fatto espe­ rienza del miracolo di Pentecoste e alla luce di Ps. r r o , r (vv. 34 s. ; cfr. v. 30) devono riconoscere che Gesù è innalzato (e quindi risorto) . Infatti solo in quanto innalzato egli avrebbe potuto «effondere» lo Spirito (v. 3 3 ) . Una linea secondaria del­ l'argomentazione denuncia la colpa degli abitanti di Gerusa­ lemme nella morte di Gesù ( vv . 2 3 .36b) . Questa linea porta alla richiesta di metanoia e alla promessa che col battesimo si ottiene il perdono dei peccati (v. 3 8 ) . Sorprende che all'annuncio del dono dello Spirito per chi ri­ ceve il battesimo (v. 3 8 ) non corrisponda nessuna notizia sul� la ricezione dello Spirito dopo quella del battesimo dei tremiII.

Cfr. Act.

I7,30

s.

12. Il versetto è sintesi «lucana• del procedimento dimostrativo e non rappresenta

una primitiva cristologia adozianistica; dr. Conzelmann, Apg. 36; Wilckens, Mis­ sionsredew' 237-240. Haenchen, Apg. 1 89 ritiene che l'enunciato sia «tradizione più antica,. e ciò a motivo di supposte contraddizioni con la cristologia lucana. 13. A motivo della forma in prima persona ( «lo») in cui David s'esprime in Ps. 16, mediante 2,29-3 1 si vuole mostrare che il salmo tratta del Messia e della sua ri14. Vedi anche Le. 24,44- 46-48. surrezione. 15. Il v. 33 ribadisce: «come voi (stessi) vedete e udite».

Act. 2,I4fl.b

37 r

la (v. 4 1 ) .16 Da ciò si deduce che il discorso di Pietro è chiara­ mente ordinato al battesimo e quindi ha il carattere di una pre­ dica di missione o di conversione. Il tono programmatico del­ la prima predica di un testimone apostolico di Cristo è sottoli­ neato dal fatto che nel v. 39 la promessa 1 7 di Gioele è riferita anche alle generazioni future e a coloro (i pagani) «che sono lontani» .18

1 4a. Il v. 1 4a introduce il discorso.19 Pietro si presenta insie­ me20 con gli Undici, cioè come portavoce della cerchia dei dodici apostoli.11 L'importanza del discorso che segue viene sottolineata sia mediante l'espressione «ad alta voce» /2 sia con à.1tEcpi}Éyç,a."to au,;ol:� .23 14b. Il v. 1 4h contiene la (doppia) apostrofe agli abitanti di Gerusalemme presenti24 (vv . 5 s.) , oltre che il riferimento al­ l'importante comunicazione2' e l'invito all'attenzione.%(; 16. Forse la rispondenza si ha in 4,3 1 . 1 7 . Probabilmente con i) i1tcx.yyEÀ.W. ( nel v. 3 9 ) s'intende solo il dono dello Spi­ rito (v. 38); cfr. I I ,I7 s.: col dono dello Spirito viene donata �la conversione alla vita». 18. Vedi Act. 1 1 ,17 s.; 22,2 1 . 19. CT"t'Cl&EI. nel N.T . ricorre ancora solo in I Petr. 1 ,2. La consegna e l'abbandono di Gesù ebbero luogo secondo il piano ben preciso di Dio, cfr. Le. 22,22 (òp!t;w anche in Act. 2,23 ; 10,42; 17,26.3 1 su decisioni di Dio ri­ guardanti il futuro) .

,

70. I pagan i sono vi st i come longa manus o strumenti di Dio. Es si vengono defi· niti, in prospettiva giudaica, come ifvoiJ.OL; cfr. anche 4,26-28.

71. Cfr. anche Le. 9,22; 1 7,25 ; 22,37; 24,26.44 ; Act. 17,3, ogni volta con OEt. 72 . Le. 23 ,25 e Act. 1 3 ,28 s. mostrano che Pilato cedette alla volontà dei Giudei,

.

consegnando loro Gesù perché fosse crocifi sso Conzelmann: «Il fatto che qui si compie il piano salvifico non riduce la colpa dei Giudei» .

73 · Conzelmann, che rimanda a 3,15; 4,xo; 5 ,30; 10,38 s.; 13,3 1 . 74· ; cosl anche O. BOcher, 4.ol)t;, in EWNT 1 72 s. Luca vede nell'Ade un luogo (Le. 10,15; 1 6,23 ) e non lo «demitizza ». Peraltro, Act. 2,27 non può esse­ re utilizzato, come nota anche il Conzelmann, per l'idea di un viaggio nell'Ade. 92 . «Vie della vita>> nel T .M. significa la vita che piace a Dio, che è destinata a preservare il pio da una morte prematura. I LXX hanno già in prospettiva una �w1} imperitura; dr. G. Bertram, in ThWNT II 855 s . ...

Act. 2,25-28.29

(dr. v . 25b) , che diede a Dio motivo di risuscitarlot' ma an­ che alle vie alla vita che Gesù, &.px"t)yÒ� �il� �wil� ( 3 , 1 5), ha aperto ai suoi da parte di Dio .94 Con un rinnovato appello (li-vopE� «oEÀcpot) ,9' che indica anche la fine della citazione,96 l'oratore passa all'argomentazio­ ne basata sul passo citato ( vv . 29b-3 6 ) . Pietro si permette97 di parlare con franchezza98 del patriarca99 David. Gli uditori san­ no , in quanto abitanti di Gerusalemme, che la tomba di David si trova «in mezzo a noi» (a Gerusalemme) fino ad oggP00 e che David quindi - contro la speranza espressa nel salmo citato è mort0 .101 Per questo il passo del salmo - benché riporti paro­ le di David in prima persona - non si può riferire a lui. Esso era stato enunciato in riferimento al Cristo e alla sua risurre­ zione, come interpretano positivamente i vv . 30 s. (dr. v. 2 5 ) . 29.

93 · Haenchen pensa solo a questo, rimandando a Wendt, Apg., 1 9 1 3 , 93 · 94· Sull'importanza del motivo della «via» in Luca cfr. Miiller, XPil:TO:E 249-333 : «Gesù è stato condotto per primo sulla 'via della vita' (Act. 2,28); egli è il 'primo a risorgere dai morti' (Act. 26,23 ); egli è la grande offerta 'della vita eterna' a Giu­ dei e a pagani (Act. 1 3 46.48)» (ibid. 2.57). 95· Questo allocutivo ricorre 13 volte in Act. (vedi sopra, n. 24) ; mai altrove nel N.T. Esso è rivolto da cristiani a cristiani (Act. 1 ,r6; 15,7·13) o da giudei a giu­ dei (Act. 2,29.37; 7 ,2 ; 13,15.26.38 ; 22,1 ; 23,1 .6 ; 28,1 7); cfr. Beutler, ti8Elcp6�, in EWNT I 67-72; 70 s. 96. Cfr. sopra, n. 61 . 97· L'assoluto H;6'V (nel senso di l;Ecr-rw ) nel resto del N.T. ricorre solo in 2 Cor. 124; con Ti'V in Mt. 124. Vedi Blass/Debr. § 353,4- n. 1 2 . 98 �J,E-rà 1tC1pP1}aia� nel resto del N.T. s i trova solo i n Act. 4,29.3 1 ; 28,3 1 ; Hebr. 4,16. Cfr. 1tC1PP110\a�op.tlt., vocabolo preferito da Act. (9,27 .28 ; 13,46; 14,3 ; 18, 26 ; 19,8 ; 26,26). Vedi sotto, nr. 10 n. 52. 99· Altrove nel N.T. soltanto i dodici figli di Giacobbe (Act. 7,8.9 ) ed Abramo (Hebr. 7 ,4) sono qualificati col termine 1ta-rpt.apxT)�. Si tratta di un'espressione dei LXX, che rende diversi equivalenti ebraici : I Par. 24,3 1 ; 27,22 ; 2 Par 19,8 ; 23, 20; 26,1 2; 4 Mach. 7,19; 16,25 (sempre al plurale) ; vedi anche test. Abr. A 20; apoc Esdr. 30,25 . In Act. 2,29 David è detto «patriarca� evidentemente perché da lui discende il Messia (v. 30). 100. «Fino al giorno d'oggi» anche in Act. 23,1 ; 26,22 ; dr. 2 Cor. 3 ,14. Notizie sulla tomba di David in Flav. los., ant. 7,392-394 ( 393 : 1-1-viiiJ.a) ; 13,249 ; bell. 1 , 61 ; vedi J. Jeremias, Heiligengriiber in ]esu Umwelt, Gottingen 1958, 56-60 .129. IOI . E'tEÀ.EV'tT)UE'V, «trovò la sua fine, morl», anche in 7,1, , con l'aggiunta menzio­ ne della sepoltura in un IJ.vii(..La (7,16). Anche altrove nel N.T. il verbo si riferisce alla morte di una persona, ad es . Le. 7,2 ; dr. Blass/Debr. § 480,2 . .

.

.

3 0 . David nella sua preveggenza di profeta/02 avendo ricevu­ to una promessa, aveva parlato « sapendo» .10' La frase intro­ dotta da O"t"t. riporta in sintesi la profezia di Natan ; dr. Ps. I 3 I , I I LXX104 (2 Sam. 7 , 1 2 s.) . Per questi motivi il patriarca David poté pronunciare le parole profetico-messianiche del salmo. 3 1 . Più precisamente egli parlò «della10' risurrezione del Mes­ sia», poiché non a Davi d ma a questi si riferiscono le espressio­ ni decisive del salmo, che ora vengono riprese nella forma del­ l'aoristo (dr. v. 2 7 ) .1o6

3 2 . Gli apostoli stessi, tutti insieme , possono testimoniare che Gesù non fu abbandonato all'ade e non cadde preda della cor­ ruzione, ma fu risuscitato da Dio.107 ou in questo contesto si ri­ ferisce alla risurrezione ( 1 ,2 2 ) , e non (in rispondenza a 1 ,8 I ) a GesÙ.1o8 3 3 . Il seguente ovv serve a introdurre all'affermazione dell'e­ saltazione. Secondo il modo di presentare le cose di Lc.-Act. , risuscitamento ed esaltazione/ ascensione sono chiaramente di­ stinti . La subordinazione di Cristo è sottolineata da ù�wDELc;, forse anche da "t"TI OEçt� .,;ov itEOV .109 Ma l'ultimo dativo va in102. \nt«9xwv nel senso di CJv. Il participio di int«pxw ha funzione analoga in Le. 9,4 8 ; r r ,rJ ; r 6,14 ; 23 ,50; Act. 3 ,2 ; 7, 55 ; r 6,20.37 ; 1 7,24 .27.29 ; 22, 3 ; Rom. 4, 19 ; I Cor. 1 1 ,7 ; 2 Cor. 8,1 7 ; Gal. 1 ,14; 2, 14; Phil. 2,6; 2 Petr. 2,19. 103 . EtS� si trova in Le. 9,47; 1 1,1 7 (dr. 6,8) riferito alla conoscenza profetica di

Gesù. 104. lvi però si legge: &i)O'OIJ.CZ.t. bd. 'tÒ'V itp6vov . Con xa.Mcr«t. si prelude forse al­ l'asserzione del v. 34 · Con «il suo trono» si fa riferimento non più al trono di Da­ vid, ma a quello di Dio ; cfr. Haenchen. Sull'espressione «dal frutto dei suoi 'lom­ bi» vedi sopra, nota q. Vedi inoltre Schweizer, Davidic «Son of God>>. 105 . Àa.À.Éw 1tEp( anche in Le. 2,33.38; 9,1 1 ; dr. Act. 18,25; 28,2 1 . 106 . Scostandosi d a Ps. 1 5 ,10 LXX, i l testo spiega : T) t1àp� a.Ù'tov ; vedi Ps. 15,9b LXX ( = Act. 2,26b ) ; cfr. Le. 24, 39 . 107. La «tesi» del v. 24 viene presentata come dimostrata . 108. Zerwick/Grosvenor, Analysis, ad l. ; indeciso invece è il Conzelmann. 109. Cfr. Haenchen; Conzelmann ; dr. 5, 3 1 : v�WCTEV T[i SE;t.q. «Ù-tov. La subor­ dinazione risulta anche dal fatto che Gesù «ricevette» lo Spirito dal Padre (v. 33).

teso nel senso di una indicazione di luogo/10 piuttosto che in senso strumentaleni (cfr. v. 34) . Come Kyrios «innalzato alla destra di Dio» e intronizzato in cielo (v. 34), Gesù ha ricevuto dal Padren2 lo Spirito santo113 promesso e lo ha «effuso» .u4 È queston' che gli uditori hanno potuto «vedere e udire» .116 3 4-3 .5 . Ora l'esaltazione di Gesù viene dimostrata in base alla

Scrittura,u7 con una argomentazione negativa che s 'avvale di Ps. 1 0 9 , 1 LXX. Il versetto del salmo, che David ha pronuncia­ tona ma che non può riferirsi a lui, mostra che egli parlava in­ vece dell'intronizzazione celeste (e della conseguente esalta­ zione) del «Signore» messianico. L'argomentazione è possibile solo sulla base del testo dei LXX. n9 Poiché non è stato David a « salire al cielo» ,120 come dimostra l'esistenza della sua tomba 1 10. Dativo di luogo; vedi Blass/Debr. S 199: «piuttosto locale che strumentale»; anche Conzelmann. I I I . Cosl Voss, Christologie 1 33 ; Id., Durch die Rechte Gottes. 1 1 2 . Anche in Le. 24,49 ; Act. 1 ,4 Dio viene detto 6 'RtX'tllP in connessione con la promessa dello Spirito. 1 1 3 . 1] È1ta.yyEÀ.La. -tov 1tVEvp.a:toc; è il bene della promessa, che consiste nello Spirito (genitivo epesegetico). 1 14. Il verbo «effondere» corrisponde alla profezia di Gioele (vv. 17,18), caratte­ rizza quindi l'esperienza fatta come evento di compimento. Che l'Innalzato rice· vette lo Spirito è detto anche in Rom. 1,3 ; Tim. 3,16. Luca vede nello Spirito un dono che Cristo ritrasmette; dr. Haenchen. I I 5. --cov-ro 8 si riferisce a 1tVEVIJ4, ma come oggetto del «vedere e ascoltare» resta indeterminato: «ciò che voi...»; vedi anche sopra, nota r. 1 16 . Con «vedere e udire» si caratterizza la testimonianza oculare; cfr. Le. 7,22 ; 10,23 s . ; Act. 8,6 ; 28,26 s. Non si vuole dire che gli uditori percepiscano ancora �dJ parlare estatico in lingue» ( Haenchen); vedi Conzelmann. 1 17. Cfr. il yci.p motivante. II8. À.ÉyEt. SÈ a.ù-t6 c; pone in risalto che David aveva parlato della celeste introniz­ zazione non di se stesso ma di un altro, vale a dire del «suo Signore». 1 19 . Solo i LXX ((fendono possibile la distinzione tra xvpt.oc; = Dio e xvpt.oc; = Cristo» (Conzelmann). Sulruso di Ps. I09(I ro),I vedi anche Holtz, Untersuchun­ gen 51·5 3 ; Rese, Motive 58-66; Gourgues, o «il discorso» di Pietro, ma il suo messaggio (con le rispettive esigenze), che si può accettare o respingere; dr. il singolare assoluto À.oyoc; in Le. 1,2 ; Act. 44; 6,4; 8,.4; IOA4; 1 I ,1 9 ; 14,25 ; 1 6,6; 17,1 1 ; 18,5 . 147. �XaL con indicazione numerica come nei LXX: «persone»; cosl anche in Act. 7,14; 27,37. Come d'abitudine, Luca aggiunge WO"El a sottolineare la precisio­ ne della sua notizia (Le. 3 ,23 ; 9,14.28 ; 22,59 ; 23,44; Act. 1 ,1 5 ; 241 ; 1 0,3 ; 1 9,7). 148 . �pocr't�J.U., senza che si dica a chi o a che cosa (complemento in dativo) un numero di persone fu «aggiunto», ricorre anche in 2A7· Cfr. inoltre 5,14 e 1 1 ,24, dove 't'� xvp� non può essere complemento di termine : vedi sotto, nr. 13 n. 18. 149 . Nel v. 42 ('iiCTa.v) il soggetto resta quello d el v . 41 (oL. a,;ooE;tip.Evot.). 1,0. Ma vedi Haenchen, Apg. 1 90. x, x . Ibid. 1 9 1 . Il verbo

EXCURSUS '

PIETRO NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI BIBLIOGRAFIA : Kahler, Reden des Petrus, 1 873 ; Cullmann, Petrus ( 1 9.52) 2 196o ; cfr. la recensione di A . Vogtle: MiiThZ .5 ( 1 9.54) 1-47 ; Sanders, Peter and Paul, 1 95 6 ; G. Schulze-Kadelbach, Die Stellung des Petrus in der Urchristenheit: ThLZ 8 1 ( 1 9.5 6) 1 - 1 4 ; Crehan, Peter ac­ cording to the D-Text, 1 95 7 ; Dupont , Pierre et Paul dans les Actes, 1 9.5 7 ; Id., Pierre et Paul à Antioche, 1 9 .5 7 ; Gaechter, Petrus und seine Zeit, 1 95 8 ; O. Cullmann, IIÉ'tpo;, K1)q>&c;, in ThWNT VI ( 1 9.59) 991 1 2 ; E. Dinkler, Petrus, Apostel, in RGG v ( 1 96 1 ) 247-249 ; G. Klein, Die Verleugnung des Petrus: ZThK .5 8 ( 1 96 1 ) 28.5-3 2 8 ; Ridderbos, Speeches, 1 9 62 ; A. Vogtle, Petrus} Apostel, in LThK VIII ( 1 963) 334340 ; E. Haenchen, Petrus-Probleme, in Gott und Mensch, Tiibingen 1 96 5 , .5.5-67 ; B . Rigaux, Der Apostel Petrus in der heutigen Exegese : Concilium 3 ( 1 967) .5 8 5 - 6 o o ; R. Pesch, Die Stellung und Bedeutung Petri in der Kirche des Neuen Testament: Concilium 7 ( r 97 1 ) 24024.5 ; R. Schnackenburg, Das Petrusamt : Wort und Wahrheit 26 ( 1 97 1 ) 206-2 1 6 ; Dietrich, Petrusbild, 1 97 3 ; Brown/Donfried/Reumann, Pe­ ter, 1 973 trad. ted.: Der Petrus der Bibel, Stuttgart 1 976 ; Dupont, Les discours de Pierre, 1 973 ; Id., Discorsi di Pietro, 1 974 ; Kanda, Petrine and Pauline Miracle Stories, 1 9 74 ; D. Gewalt, Das «Petrusbild» der lukanischen Schriften als Problem einer ganzheitlichen Exegese: Lin­ guistica Bib lica 34 ( 1 975) 1-22 ; M . Mees , Das Petrusbild nach ausser­ kanonischen Zeugnissen : ZRGG 2 7 ( 1 97 .5 ) 1 93-205 ; F. Mussner, Pe­ lrus und Paulus - Pole der Einheit (Quaest. Disp. 76) , Freiburg 1 976, 22-3 9 ; R. Schnackenburg, Die Stellung des Petrus zu den anderen A­ poste/n : Cath 30 ( 1 9 76) 1 84-199 ; G . Schneider, «Starke deine Brii­ der!>> (Lk 22}32): Cath 30 ( 1 976) 200-206 ; A. Brandenburg / H.J. Ur­ ban (Hrsg.) , Petrus und der Papst, Mu n ster 1 977 ; Schneider, Evange­ lium nach Lukas, 1 977 , 1 2 7- 1 29 ; Hengel, Geschichtsschreibung, 1979, 79-84; Martini, Pierre et Paul, 1 97 9 . Cfr. anche Mattill/Mattill, Bib­ liography 257-262 . """

Solo tenendo presente come compare Pietro nel terzo vangelo se ne può descrivere adeguatamente il ruolo negli Atti de­ gli Apostoli. I «materiali» per la descrizione di Pietro nel ter­ zo vangelo furono da Luca attinti dal vangelo di Marco e da al­ cune tradizioni particolari.1 Rifacendosi al vangelo più antico x.

La fonte dei logia non conteneva presumibilmente testi o notizie su Pietro.

Pietro negli Atti degli Apostoli

Le. racconta - anche se con sfumature diverse - la vocazione di Pietro e la sua elezione ad apostolo (Le. 5 ,3 . 1 0 s . ; 6 , 1 4) ; po­ ne in risalto il suo ruolo di portavoce della cerchia dei Dodi­ ci e la sua professione di fede messianica ( 9 ,20 .3 3 ; I 8 ,2 8) e mostra che Pietro , insieme con Giovanni e Giacomo, faceva parte della cerchia più ristretta dei seguaci di Gesù ( 8 ,5 I ; 9 , 2 8 ) e che tuttavia negò di conoscere Gesù ( 2 2 ,34 . .54-6 2 ) . I tratti peculiari della figura di Pietro in Le. derivano soprattut­ to dai seguenti brani del suo materiale speciale: la pesca ab­ bondante ( 5 ,4-8 ) , il detto di Gesù sulla sua preghiera per la fede di Simone ( 2 2 ,3 I s .) e la protofania del Risorto a Simone ( 2 4 ,34). Dal materiale marciano Luca ha significativamente o­ messo di riportare alcuni tratti che secondo lui avrebbero scre­ ditato l'immagine di Pietro. Mancano il rabbuffo di Gesù (Mc. 8,3 2 s .) e il suo rimprovero a Pietro addormentato nel Getse­ mani (Mc. I 4 ,3 7 ) . L'ordine da trasmettere a Pietro impartito dal giovinetto nella tomba vuota (Mc. I 6 ,7 ) è tralasciato per­ ché, secondo la concezione di Luca, i discepoli di Gesù di fron­ te alla passione del loro Signore non hanno abbandonato Geru­ salemme, ma si sono incontrati col Risorto in questa città e nelle sue immediate vicinanze. Va notato che nel materiale marciano domina il nome « Pie­ tro» , mentre nel materiale speciale del terzo vangelo prevale « Simone» . ITÉ�poç ricorre nel materiale marciano I 6 volte,2 nel materiale speciale e nei versetti redazionali 2 voite3 (ol tre che in 24, I 2 ) . I:iiJ,W'J nel materiale speciale s'incontra 7 volte,4 nel materiale marciano solo 5 volte.' Diversamente stanno le cose in Act. Quando qui si usa «Simone» (solo 4 volte) ,6 il no2. ( 6 ) llt"tpoc; ricorre nel materiale marciano, par. Mc. , in Le. 6,14 ; 8,5 1 ; 9,20.28. 33 ; 1 8 , 28 ; 22,34 ·54 ·55 ·58.6o; inoltre, div. Mc. , in Le. B A5; 9,32; 22,8.61a.b. 3· Le. ,,8 ; 12,41 ; 24,12. 4· l:4J,wv si trova (per indicare la persona di Simon Pietro ) in bra ni di materiale

e&clusivamente lucano: Le. 5,3·4·5·8; 22,3 1 (due volte); 24,34. ,. l:!J..LWv ricorre nel materiale marciano , par. Mc. , in Le. 4,38a.b.; 5,1ob; 6,14;

div. Mc., in Le. 5,1oc. 6. Act. 10,5 ( 8c; !'lt�oxci>..Et"ttxr. IIÉ"tpoc;); 10,18 (6 btt.x«Àou�oc; llÉ"tpoc;) ; 10 ,3� (rome in 10,5); I I ,I J (come in Io,IS). Inoltre - sulla bocca di �iacomo - in 1,,14:

3 90

B:ccursus 5

me viene regolarmente integrato con l'aggiunta di «Pietro». Di «Pietro» soltanto si parla invece non meno di 5 6 volte ,7 nel­ l'ambito dei capp. I - I 5 . Senz'altro questo «spostamento» nel­ l'uso del nome non dipende solo dalla diversità delle fonti usate. Esso risponde piuttosto ad una impostazione consape­ vole. La funzione «petrina>> di Simone, il suo ufficio apostoli­ co e missionario, furono esercitati nel periodo della chiesa del­ le origini (fino al concilio apostolico) . È stato lui a prendere la parola nella prima Pentecoste cristiana e a dare la prima fon­ damentale testimonianza a Cristo in nome del gruppo dei Do­ dici8 ( 2 , 1 4-4 1 ) . Già Le. 4 , 3 8 mostra, in connessione con 5 , I - I I , che Simo­ ne può basare la fiducia che ha nella parola di Gesù ( 5 ,4 s .) su una personale esperienza della potenza di questa parola. La pe­ sca miracolosa quindi gli procura l'esperienza travolgente del Cristo (5 ,8 ) . Su di essa Gesù basa il detto col quale destina Pietro a diventare pescatore di uomini (5 , I O) . «D 'ora innan­ zi» Gesù fa di Pietro il futuro missionario principale, che, in quanto primo chiamato, sarà destinatario anche della prima cri­ stofania pasquale (24,34; cfr. 24,I 2 ) , e che quindi (Act. I -2) prenderà l'iniziativa come testimone del Risorto. A differenza di Mt. I 6 , 1 7- I 9 , Luca non riflette sul più preciso valore del no­ me IIÉ't'po� inteso come «rocca e fondamento» della chiesa.9 Iu�J.EW'V. Il doppio nome Simon-Pietro ricorre ancora nel N T nei seguenti passi : Mt. 16,16; Io. 1,40; 6,8.68 ; 13,6.9.24 .36; r8,Io. I , .2, ; 20,2.6; 2 1 ,2 .3 ·7·I I .I , . l:u­ p.EW'V IIt> dei fratelli , vale a dire della comuni­ tà dei discepoli, si compl con la testimonianza resa da Pietro al Risorto e nella costituzione dei dodici testimoni della risur­ rezione prima ancora della prima Pentecoste cristiana . Al ruolo di Pietro come capo della comunità primitiva e ini­ ziatore della missione corrisponde il fatto che sia il «rafforza­ mento» delle comunità sia l 'annuncio missionario stesso fu messo in atto (da Pietro e dopo di lui) anche da altri personag­ gi, soprattutto da Paolo . L'incarico che Gesù aveva affidato a Brown, Apostasy 69-71 . Vedi anche Le. 22 ,34 div. Mc. Vedi lmcr"tpÉ�rtc; in 22,32. 15. Il compimento dello 0'1:1)p!�Ew è presumibilmente visto già nell'adunata dei discepoli a Pasqua (Le. 24,33h.34). Cfr. Schneider, «Starke deine Briider!» 203 s. 16. Dietrich, op. cit. 295. 1 3 . Cfr. 14.

393

Pietro fu portato avanti da altri , accanto a lui e dopo di lui.. Paolo e Barnaba , tornati a Listri, !conio e Antiochia, «raffor­ zarono le anime dei discepoli e dissero loro di perseverare nel­ la fede . . . » ( 1 4 ,2 1 s . ) . Dopo il «concilio apostolico» e la comu­ nicazione ad Antiochia della decisione ivi presa, Giuda e Sila in veste di profeti cristiani «si rivolsero ai fratelli con molte parole e li rafforzarono» ( 1 5 ,3 2) . Paolo partì con Sila, , e così «le comunità si rafforzavano nella fede e crescevano di numero ogni giorno» ( 1 6 ,5) . Paolo nel suo «terzo viaggio missionario» attraversò «la terra di Ga­ lazia e la Frigia e rafforzò tutti i discepoli» ( I 8 ,2 3 ) . Queste annotazioni sul «rafforzamento» delle comunità ad opera dei messaggeri della fede, specialmente di Paolo, mostra­ no che al tempo di Luca senz'altro si poneva il problema di un prolungamento della funzione di Pietro nella chiesa . Questo evangelista non pensa, è vero , ad un successore di Pietro nel senso di un «subentrare» in un ufficio storicamente unico ed esclusivo. Egli sa tuttavia che nella persona di Paolo e di altri predicatori fu portato avanti ciò che - a suo modo di vedere era stato fondamentalmente iniziato con Simon Pietro. Il po­ tere e il compito affidati da Cristo a Pietro continuano a vive­ re nella chiesa anche nel periodo post-petrino . 6 . LA COMUNITÀ DEI PRIMI CRIS TIANI ( 2 ,42-4 7 ) BIBLIOGRAFIA : Th . Schermann, Das «Brotbrechen» im Urchristentum : BZ 8 ( 1 9 1 0) 3 3-5 2 . r 62 - I 8 3 ; J . Behm, Komnzunismus und Urchristen­ tum : NKZ 3 r ( r 9 2 0) 275-2 9 7 ; H.J . Cadbury, The Summaries in Acts, in Beginnings v ( 1 93 3 ) 39 2-402 ; K . Lake, The Communism of Acts II and IV-VI and the Appointment of the Seven, in Beginnings v ( 1 93 3 ) I40- I j i ; Bornhau se r , Studien, 1 93 4, 2 9-5 5 ; Jeremias , Quellenpro­ blem, 1 9 37, 206-2o8 ; L. Cerfaux, La première communauté chrétienne à ]érusalem (Act. 2}4I-5}42) : EThL r 6 ( 1 9 3 9 ) 5-3 1 ; W.A. Dowd, Break­ ing Bread Acts 2}46 : CBQ 1 ( 1 939) 3 5 8-3 6 2 ; P. Benoit, Remarques sur les «sommaires» d es Actes 2}42 à 5, in Aux sources de la tradition chrétienne ( Mélanges M. Goguel), Neuchatel 1 950, I - I o ; John son , ]e-

3 94

rusalem Church o/ Acts, 1 954; S. Lyonnet, La «koinonia» de l'église primitive et la Sainte Église (Act. 2,42-47 ), in JJ. Congreso Eucaristico Intern. , Sesiones de estud. 1, Barcelona 1 954, .5 1 1-5 I 5 ; J . Daniélou, La communauté de Qumran et l'organisation de l'église ancienne: RHPhR 3 5 ( 1 9.5.5 ) 1 04- 1 1 .5 ; I . Mircea , L'organisation de l'église et la vie des prenziers chrétiens d'après les Actes des Ap6tres : S tudii teologice (Bu­ karest) 7 ( I 9.5 .5 ) 64-92 ; H. Zimmermann, Die Sammelberichte der A­ postelgeschichte : BZ .5 ( 1 96 1 ) 7 1 -8 2 ; R. Dumont, La koinonia en los primeros cinco capitulos de los Hechos : RevB 24 ( 1 962 ) 2 2-3 2 ; De­ genhardt, Lukas. Evangelist der Armen ( 1 965) 1 63- 1 68 ; Ott, Gebet ( 1 96.5) 1 2.5-1 2 9 ; Braun, Qumran 1 ( 1 966) 143- 1 49 ; J . Dupont, La communauté des biens aux premiers ;ours de l'église, in Études ( 1 967) 503-.5 1 9 ; F. Mussner, Die UNA SANCTA nach Apg. 2,42 , in Praesen­ Jia Salutis, Dii sseldorf 1 967, 2 1 2-22 2 ; Dupont, L'uttion , 1 969 ; C.M. Martini, La comunità cristiana primitiva e i problemi della Chiesa del nostro tempo : Parole di Vita 1 4 ( 1 969) 34 1·3.56; Y .B. Trémel, La frac· tion du pain dans !es Actes des Apotres : Lumière et Vi e 94 ( 1 969) 7690 ; P.C. Bori , KOIN!lNIA, Brescia 1 972, 1 00-1 02 ; Pliimacher, Lukas, 1 97 2 , 69 s . ; A . Weiser, in EpEv A ( I 972) 203-206 ; Wanke, Beobach· Jungen, 1 973 , 1 1 - 1 9 ; P .C . Bori, Chiesa primitiva, Brescia 1 974 ; M. Del Verme, La comunione dei beni nella comunità primitiva di Gerusalem­ me : RivB 2 3 ( 1 9 7.5) 3 5 3-3 8 2 ; Hoyt , The Poor in Luke·Acts, 1 97.5; J. M . McDermot t , The Biblica! Doctrine of KOINfiNIA : BZ 1 9 ( 1 97.5 ) �4·77 .2 1 9-23 3 ; Sch. Brown, Koinonia as the Basis of New Testament Ecclesiology? : One in Christ 1 2 ( 1 9 76 ) 1 .57- 1 67 ; Carrez, Les principes de l'unité, 1 977 ; J. Do\vney, The Early ]erusalem Christians : Bible To­ day 9 r ( 1 977) 1 295�1 303 ; M. Manzanera, Koinonia en Heh 2,42 : Est Ecl .52 ( 1 977) 307-3 2 9 ; D.L. Mealand, Community of Goods and Uto­ pian Allusions ùt Acts II-IV: JThSt 2 8 ( I 977) 96-99 ; A. Stoger, Das Finanzwesen der Urkirche: Bibel und Li turgie .50 ( 1 977) 96- 1 03 ; M.V. Gomez de Morales , La comunidad primitiva modelo de consagracion a Dios: Biblia y Fe 4 ( 1 978) 271-282 . .,. z

"'Hcra:v �È 7tpoa"Xttp'tEpoihrrE� �n �t.oaxn 'twv à.1to0"�6lwv xttt -rn 'XOt.VWVL�, "tTI xÀ.aO"Et. "tOU èip'tOU XC1..t -rai� 1tpOCTEUXttt> o l'alienazione della proprietà ricorre due volte e costituisce un topos che, in riferimento alla chiesa del suo tempo, è particolarmente importante per l'evangelista. In Act. 2 ,44 si dice che «tutti i credenti» ELXO'J cl1tCX.'J"tCX. xot'Jci. A quest'affermazione corrisponde 4,3 2a, secondo cui «la mol­ titudine dei credenti era un cuore solo e un'anima sola» . Men­ tre la prima espressione segue un modo di dire greco/ 4,3 2a è formulato in termini «biblici» .2 Questa seconda espressione è chiarita da «ma tutto era loro comune» ( a1ttx.'J"t(J, iCOt'Jcl) . Alla luce dell'espressione «biblica» non si può interpretare quella «greca» nel senso di una comunione radicale dei beni. Contro un siffatto comunismo sta la frase, che segue in ambedue i pas­ si, sull'uso della proprietà privata. Secondo 2 ,4 5 quanti posse­ devano qualcosa vendevano la loro proprietà e ne distribuiva­ no il ricavato ai bisognosi.3 4 , 3 2b dice che «nemmeno uno4 chiamava sua proprietà ciò che gli apparteneva (toto'J) .' Con I . Cfr. Diog. L. 8 ,10 (come massima di Pitagora : xowà 'tà cp(.ì...wv Et'VCX.L xcx.t , che sottolinea il senso del testo. c. D gig (p) invece di 1tE1tOt.1}x6cnv hanno (cfr. Blass/Debr. § 425,3 ): 'tOV't'O 1tE1tOt.T}X6-twv.- Ne risulta il costrutto col genitivo 11I-LWv (cfr. nota b) 't'OV't'O 1tE1tOt.T}­ x6't'wv, che dipende da wç. Ma Luca altrove non ha mai questa costruzione (Le. x 6, x ; 23 , 14 ; Act. 2 3 , 15 . 20; 2 ], 30).

Act. 3,12-26

433

uomo? 1 ' Il Dio d'Abramo ed d'lsacco ed di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnatoe e rin­ negato al cospetto di Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo.l 14 Ma voi avete rinnegatog il Santo e il Giusto, e avete chiestoh che vi fosse fatta grazia di un omicida ; 1' avete ucciso colui che conduce alla vita , che Dio ha risuscitato dai morti. Di ciò noi siamo testimoni. 16 E peri la fede nel suo nome (questo} uomo, kche voi vedete e conoscete,k è stato risanato dal suo nome, e la fede (suscitata) mediante questo no­ me ha dato a costui la piena guarigione di fronte a tutti voi. 17 1E ora, fratelli, so che1 lo avete fatto per ignoranza,m come anche i vostri capi . 1 8 Ma Dio ha così adempito ciòn che per bocca di tutti i profeti aveva predetto, (cioè) che il suo Cristo avrebbe sofferto. 1 9 Pentitevi dunque d. Prima di 'Icra&.x e prima di clttxwa P74 S C (A D) e altri aggiungono (contro B koinè e altri ) ogni volta ò �6� , il che risponde al T .M . di Ex. 3,6 e alla gran par­ te dei mss . LXX (cfr. anche Le. 20,37 par. Mc. ; Act. 7,3 2 D koinè E gig [ contro P74 S A B C al ] ). � difficile decidere quale sia la lezione originaria; dr. Metzger, TC 310. e.

Dopo 1ta.pESwxtt-rE D h p * syh·111• a chiarimento aggiungono : E � xptcnv (dr. Le.

24 ,20 ) ;

E: E� xpt.-rT)ptov. f. D h Ir'a' hanno à.1toÀ.uEtv a.ù-ròv &ÉÀ.ov-ro�, forse per assimilazione a Le. 23 ,20. g. I nvece di i}pvi}craaitE D Ir'•t leggono ta«pvva'tE { «avete oppressm> ), forse per evitare, dopo il v. 13, la ripetizione di T}pvi)cracr&E. Altre spiegazioni sono menzio­ nate da Metzger, TC 3 10 s . ; Ropes, The Text o/ Acts 28 pensa a una retroversione dal latino (gravastis o adgravastis) . h h. Prima di i}Ti)cracrDE E sy . m• hanno �éiÀ.À.O'V . E h dopo clv8pa. cpovÉa aggiungono t;i]v xa�, per cui il testo in E suona : «e richiesto piuttosto che vi fosse lasciato in vita e graziato un assassino». In questo modo risulta più chiaro il contrasto con

fÌPXTlYÒ� -tiit; �wi] � . i. É�t manca in B S* e altri, il che potrebbe dipendere da un'eliminazione di pre· posizioni «alessandrina» , testimoniata anche altrove; cfr. Metzger, TC 3 1 3 . k . Invece d i 8 v aEwpE�'t'E xat otSa-rE (k-k) D * legge : ('t'OU't'O'V) aEwpEt-rE xa.l otSa.­ 't'E �·n . Ne risulta : «E a motivo della fede nel suo nome vedete questo {uomo) e sapete che il suo nome lo ha rinvigorito... » .

l. Invece d i xtit vvv, &.SEÀ.cpo�, oloa. lS-rt (l-l) D (E h) leggono : livSpE� àSEÀ.cpo(, É1tLCT"tap.dta. 8'tt UIJ.EL� IJ.l'V, con adattamento del verbo al plurale T)IJ.E� dd v. x, ; cfr. Metzger, TC 3 1 3 . m . Dopo É1tpa;a-rE D gig h e altri aggiungono �o'V1}p6v, venendo a dire: EÀ.q>o! vedi sopra, comm. a 1 ,16. Esso ricorre senza aggiunte,. oltre che in Act. 3,17, anche in 6,3 ; 20,32 var.; 23,5 (allocutivo di Paolo ai sine­

driti). 7 I . ar. Act. 13,27 :

gli abitanti di Gerusalemme e i loro 4pxovtE� erano clyvO'i)­ per quanto riguardava Gesù, quando ne richiesero la morte . 17,30: Dio­ passa sopra ai tempi della i!yvoux. 72. Serve all'appello alla metanoia, che viene ogni volta dopo la constatazione del- · !'« ignoranza»: 3 ,17.I9; 1 3 ,27.38 s.; 17,3 oa .b . Sul motivo dell'«ignoranza» cfr. Con­ zelmann , Mitte der Zeit 84 s.; W ilckens , Missionsreden 1 34. Esso ricorre già in Le. 2 3 ,34 : l'«ignoranza» da un lato motiva la richiesta di perdono, dall'altro non rende superfluo il perdono dei peccati. 73 · II plurale (ot) i!pxov-tEt; è usato spesso da Luca: Le. 14,1 ; 23 ,1 3 .35 ; 24,20 ; Act. 3,17; 4,5.8.26; 1 3 ,27 ; 1 4,5; 16,19. Il concetto è piuttosto generico , perché non indica né i membri del sinedrio nell'insieme né determinati gruppi di esso (Le. 23,. 1 3 ; Act. 4,8 ) . Si tratta - specialmente quando sono menzionati gli lipxov'tEt; da soCTtl.V'tE�

Act. J1l7.I8.I9'-2I

vuta dai capi del popolo giudaico nella esecuzione di Gesù, ma rammenta - anche usando il termine Àcx.6c;74 - che nella situa­ zione attuale tutto il popolo è invitato a convertirsi . Mentre al­ la fine gli apXO'J'tE� procedono all'arresto degli apostoli (4 , 1 3 ) , pervengono alla fede (4,4) . 1: 8 . L'uccisione di Gesù ad opera dei Giudei era stata un even­ to storico-salvifico di adempimento, compiuto da Dio stesso/' anche se i Giudei da parte loro operarono «per ignoranza» . o OÈ il'E6� . . . E1tÀi}pWCié'J ou�wc; sottolinea il contrasto tra l'azio­ ne dei Giudei e l'iniziativa storico-salvifica di Dio/6 ma riba­ dendo allo stesso tempo il dato sorprendente che «in questo modo»77 le predizioni di Dio sulla sofferenza «del suo Cristo»78 giunsero a compimento. Le predizioni di Dio erano state e­ spresse «per bocca dei profeti» .79 Qui con l'uso di '1taV"tWV "tWV 1tpOl)'tWV ,88 che ricorda Le. I ,70. Cosl la ricerca di uno sfondo tradizionale di Act. 3 , I 9-2 I si concentra prevalente­ mente sul v. 20 . Considerando le analisi di G . Lohfink non possiamo negare che 3 , I 9-2 I è ampiamente formulato da Luca.89 Resta discus­ so in quale misura questi versetti possano essere intesi come libera composizione lucana.90 Contro l'opinione del Lohfink, secondo cui essi non esorbitano dal contesto ,91 U . Wilckens92 solleva le seguenti obiezioni: 93 I . altrove né Luca né il N.T. in 86. L'aggancio con frase relativa è caratteristico della forma dell'annuncio cristo­ logico nei discorsi di Act. : 2,24; 2,1 3 . 1 5 ; 4,1o; 5,30; 10,39; 13,37. 87. Vedi sopra, nn. 81-83 . 88. Ricorre quasi alla lettera anche in Le. 1 ,70, dove dovrebbe trattarsi di inserzio­ ne lucana (nel Benedictus); vedi Schiirmann, Lukasevangelium I 87. Sulla formu­ la, di origine liturgica, cfr. Wilcox, Semitisms of Acts 74-76. 89. Lohfink, Christologie 240 s. 90. Secondo Lohfink, op. cit. 232, il v. 20a, cosl come altri singoli elementi linguistici, sono stati ripresi da Luca in formulazioni tradizionali.

91 . Giudizio simile in Conzelmann,

,

Apg. 40 s . , il quale, in rifer�'ento alla tradi­

zione, osserva che la successione delle idee risulterebbe più scorrevole, se man­ cassero i vv. 20 s. Poiché anche altrove, in brani cristologici, Luca scrive imitando testi arcaici, si può supporre che pure in questo caso si rifaccia a formulazioni apo­ calittiche; ma l'enunciato «sul piano del contenuto è lucana» (41 ). Cfr. anche Kurz, Role of Eschatology 3 1 8 ; vedi sopra, n. 1 8 .

92. Wilckens, Missionsreden 31974, 2 3 4 ammette: «La tesi secondo cui Luca avreb­ be fatto proprio in blocco e alla lettera un brano della tradizione, a tal punto [ riferimento al Lohfink ] non è più sostenibile». 93 · Op. cit. 234 s.

Act. J,I9-2I

4.5 r

genere parlano di un «invio» del Cristo alla fine dei tempi; questo motivo s 'adatta invece ad Elia (Mal. 3 ; così anche l'a­ '7tOXa'taO""taO"Lc;) ; 2 . il fine del v . 2 I non è di affermare la ne­ cessità di un tempo intermedio fino alla parusia (contro Haen­ chen e Lohfink) , ma di sottolineare « il rapporto stabilito, nel piano salvifico divino, tra penitenza e tempo di salvezza, che Gesù è pronto ad iniziare da quando è stato accolto in cielo». Tale motivazione della penitenza non ricorre altrove in Luca. Inoltre il Wilckens richiama l'attenzione sulle seguenti tensio­ ni tra 3 , I 9-2 I e il successivo testo 3 ,22 ss. : nel v. 2ob si trova­ no due asserzioni che di per sé sono diverse (restaurazione di tutte le cose, compimento di tutte le predizioni profetiche) . Luca è interessato al compimento della profezia e in questo senso tale interesse «non coincide con la concezione che sta al­ la base di 3,20 s . » . C'è inoltre una tensione tra l'invio escatolo­ gico di Cristo (v. 20) e il suo invio terreno, in cui si compirono tutte le predizioni profetiche (v. 2 2 , secondo Deut. I 8 , I j- I 8 ) . «La frattura si h a inattesa, in 3 ,2 Ih, in quanto la restaurazio­ ne di tutte le cose diventa improvvisamente il compimento di tutte le promesse» . In questo modo, secondo il Wilckens, Lu­ ca motiva l'appello di Pietro alla penitenza ricorrendo a un complesso di concezioni ( vv . 20 s.) che, come già aveva tenta­ to di mostrare O . Bauernfeind,94 derivava dall'attesa di Elia le­ gata al Battista. L'obiezione I . è ingiustifìcata in quanto il Lohfink vide il motivo, il fondamento dell 'uso, in verità del tutto singolare, di a'7tOO"'tÉÀ.À.w nella cristologia « teocentrica» di Luca.9' Per quanto riguarda l 'obiezione 2 . c'è da dire che Luca - come mo­ stra l'uso di &.7toxai)La-'tcivw in Act. I ,6 - deve aver in prospet­ tiva effettivamente anche la «restaurazione» d'Israele, anche se egli in 3 ,20 fa riferimento al . 102 Dio ha offerto a tutto Israele, assieme alla conversione, anche il perdono dei peccati (v. I 9 ) .103 Lo scopo concreto e glo­ bale dell'appello alla metanoia viene indicato per due volte nel­ la frase con o1twc; (v. 2 o) , la cui prima parte annuncia la venu­ ta dei xatpot civcx.�uçEwc;ro4 e la seconda l'invio del Messia: xo, «Convertitevi, per poter partecipare ancora al tempo salvifico messianico e perché Dio possa inviarvi il Messia, che era stato eletto in antecedenza e stabilito proprio per voi» . xo6 Luca non vuoi dire che con la conversione si acceleri la venuta della pa­ rusia.107 Il Messia prescelto per Israele è Gesù, la cui missione messianica non è ancora compiuta con la sua attività terrena . Neanche la sua accoglienza in cielo costituisce il compimento della storia salvifica (v. 2 I ) . Egli tornerà ( I , I I ) . Il « tempo in­ termedio» del suo soggiorno celeste è , sul piano storico-salvifi­ co,Xoa necessario e delimitato.109 Non tutte le promesse profe1 02. Lohfink, op. cit. 241 . 103 . Cfr. ',31 : ('tou ) Souva.L lJ.E'tcX'VOLCl'V -r(i> 'Iupa.i)À. xa.l licpEO"t'V c4ta.p'tt.Wv. 104. «l tempi del refrigerio» non sono (nel senso di Ex. 8,1 1 LXX) i tempi che in­ troducono la fine di un periodo di affiizione, ma semplicemente «un'espressione per indicare il tempo salvifico» (Lohfink, op. cit. 230), destinato a venire per tut­ to Israele. 105 . uJ,Iiv va riferito al participio, posto com'è tra 1tpOXEXELPLO"J.LÉVOV e XpLO'"t6v (e non ad CÌ.1toCT'tELÀ.n) : il Messia fu scelto in antecedenza per il popolo d'Israele. 1tPOXEL(il;oJ.La.t, «scegliere, destinare a» (Bauer, Wb. , s.v. ), ricorre nel N.T . solo in Act. 3 ,20; 22,14; 26,16; vedi Barbi, Cristo celeste 125-127. La sequenza: conver­ sione - tempi del refrigerio - invio del Cristo, mostra che i xa.t.po� vanno riferiti non al tempo che ha inizio con la parusia, ma al lasso (o a un lasso) di tempo tra la conversione, alla quale ora s'invita, e la parusia. Cfr. Kurz, Role o/ Eschatology 3 10 : «in quanto s'iniziano con la conversione e conducono all'invio definitivo nel loro punto finale». 1 06. Lohfink, op. cit. 236. 1 07. Cosl interpretarono, tra gli altri, Bisping, Apg. 72 ; Felten, Apg. 106; Stein­ mann, Apg. 48 ; Gewiess, Heilsverkundigung 3 2 ; Haenchen, Apg. 207 ; Wilckens, Missionsreden 153 s. Ma dr. anche l'excursus 9· 108. Sulla funzione storico-salvi.fica del SEi: lucano vedi Schneider, Verleugnung 1 74-178. All 'interno del testo riguardante Elia , postulato dal Bauernfeind, non ri­ sul ta alcun senso pl aus ibile del SE�; dr. Lohfink, op. cit. 238. IQ9. 4XP'- xp6vwv viene determinato qualitativamente e contenutisticamente da cl1tOXCl"tM'tCl�. Tra i quattro evangelisti, se si prescinde da Mt. 24,38 par. Le. ,

454

Act.

J,:C�2:C.22-2J

tiche sono giunte a compimento con la passione del Cristo ; fa parte di esse anche la predicazione della metanoia «a tutti i popoli» (Le. 24,44-47) . Luca s 'attiene decisamente all'attesa della parusia, e tenta di spiegarne la cosiddetta à:'ltocr-rpÉq>Et.V sia inteso in senso transitivo o intransitivo,. cioè se si voglia dire che il Servo di Dio «converte a sé» ciascuno o che «ciascuno si

converte». Haenchen si decide per la seconda interpretazione, mentre restano in­ decisi Bauernfeind e Zerwick/Grosvenor (Analysis ad l. ). L'infinito sostantivato con Év si trova qui forse come determinazione avverbiale riferita al predicato: «in quanto, per il fatto che»; vedi Blass/Debr. § 404,2, che menzionano come esempi lucani anche Le. I ,21 ; Act. 4,30. Ma la costruzione con l'infinito presente può si­ gnificare anche «mentre, in occasione» (ibid. § 404,1 con n. 2). Non è quindi pos­ sibile decidere. Tuttavia l'uso intransitivo ( riflessivo) «di transitivi attivi di movi­ mento» è ben testimoniato, specialmente per o--rpÉcpw e suoi composti ; Blass/ Debr. § 308 con n. 3 · Parlano in favore del senso transitivo passi dei LXX come Ez. 3,19.20; Ecclus 8,5 ; 17,26; (ogni volta con à:7t6 "twoc;: «distaccarsi, distogliersi da qualcosa» ) e il contesto del discorso, che invita alla conversione (vedi v. 1 9 : É1tL­

a-rp�(l'tE).

125. Haenchen : «Luca non avrebbe potuto dire 1tav-ra. -rfl lilvr) (Gen. 22,18), sen­ anticipare la storia di Cornelio».

za

1 26. I passi più vicini alla citazione del v. 2' sono Gen. 22,1 8 e 26,4. Ma qui si tro­ va ogni volta 1taV't(l -rà. ��11 -rfiç yiiç . L'uso di 'Jt(l'tpt.aL nella benedizione di Abramo risale a un autore che aveva familiarità con i LXX (vedi Holtz, Unter­ suchungen 75 ; Haenchen ; dr. Ps. 2 1 ,28 ; 95,7 LXX), quindi probabilmente a Lu· ca, come constata anche Conzelmann; cfr. sopra, n. 1 25. 127. L'espressione è forse formata ad analogia di «figli del patto» (Ez. 30,5 ; Psp I7,1,). Gli esempi in Billerbeck II 627 non sono veri paralleli.

Sal.

si sono non soltanto i destinatari delle promesse profetiche (v. 24) , ma anche coloro per i quali tali promesse erano state fatte e presso i quali deve attuarsi la loro CÌ'7tOXCX/tciCT'ttl.O"tc; (vv. 2 1 .22). Chiamando, alla fine, gli uditori «figli della O t.atl1)x1)» , Luca riprende un'espressione che nel giudaismo esprimeva la antitesi tra il popolo del patto e i popoli pagani.128 Luca si ri­ ferisce qui al patto di Abramo ,u9 che viene qualificato come patto «con i vostri padri». La Ò t atl1} x1) fu decisa con la bene­ dizione di Abramo, con una divina parola di promessa.130 In maniera velata in essa si dice che il «seme>> promesso, il Mes­ s ia porterà la benedizione131 a tutte le generazioni della ter­ ra .132 Il Messia , in quanto «profeta come Mosè» («dai vostri fratelli» , v. 2 2 ) e seme di Abramo (v. 2 5), non è solo un mem­ bro del popolo del patto; egli è stato anche «suscitato» e «in­ viato» da Dio anzitutto133 per questo popolo. Il suo «suscita­ ·mento» e il suo invio ebbero luogo in Israele e in un primo tempo per Israele. Egli è stato mandato come EuÀ oyw'V , come -datore di benedizione, per Israele. Tenendo presente che à­ ·vao-'t'-f)aaç, o DE6ç, precede nel tempo l'à'7tÉC"'tEt.ÀE'V e che un "€V ÀoyEL'J di Gesù presuppone la sua risurrezione, 1,.. qui si de,

128. ulot 't'ii� St.tXDiptT)� designa in E:z:. 30,5 LXX e in Ps. Sal. 17,15 gli Israeliti i n contrapposizione ai popoli pagani. Cfr. anche Billerbeck n 627 s. ( passi rabbinici). 1 29. 'lic; è attractio relativi. ·x 30. ot.a:t�DEJ...UX.t. (nel N .T. solo al medio), «disporre, ordinare, stabilire)>, con l'og­ _getto St.CllHptT)V nel N .T. ricorre in Act. 3 ,25 ; Hebr. 8,10; 10,16; con l'indicazio­ ·ne di colui col quale si stipula il patto (-n:p6c; 'tWCl) anche in Ex. 24,8 ; Deut. 4,23; Ios. 9,15; Hebr. IO,I6. I 3 1 . � più che problematico se la citazione, dopo l a «correzione» d i Luca, possa �ssere intesa «nel senso di 'tutte le tribù del paese'», come pensa Haenchen. Cfr. sopra, n. 126. 7ttX'tpt.a. per Luca è «la generazione, la stirpe» (dr. Le. 2A); ma 't-ijc; yiic; in connessione con 7ta.CTC1t. tXt 1tC1'tpta! n on va limitato al «paese» ; dr. la tra­ duzione di Haenchen e Conzelmann.

1:32. (lv)EuÀoy'J')iH)CTo'V't'Clt in Gen. 22,18 è usato come riflessivo. Luca invece

l'intende come passivo. CT7tÉpiJ.ti non è inteso in senso collettivo, ma, come in Gal. 3,16, è riferito all'unico discendente, Cristo. Vedi Conzelmann. 133. Con Act. 13,46 7tpW'tOV trova una spiegazione, che Pietro tuttavia in 3,26 non può ancora esprimere : poiché Israele come primo destinatario (-n:pw'tov) allon­ tana da sé la parola di Dio, Paolo e Barnaba si rivolgono ai pagani. 134. Cfr. Le. 24,50: EÙÀ6Y1lCTEV aù'touc; ; 24,15 : i.v 'te!) EÙÀoyEiv tXÙ'touc;. In Le. ·9,16; 24,30 si parla anche dell 'EÙÀoyEiv di Gesù, ma a proposito della preghiera di :ringraziamento sul pane.

Sulla cristologia degli Atti degli Apostoli

45 9

ve riferire à.vcxcr"t'l]crcu; - anche se è destinato a ricordare il v . 22 - al risuscitamento di Gesù.1" Cosl però à.1tÉCT"tEt,ÀE'V au­ 't6'V è inteso come compimento parziale del v. 2 2h, e l'invio co­ me benedizione ad Israele (v. 2 6 ) si attua nell'attività degli a­ postoli.136 Ma la benedizione del Risorto giunge solo a coloro che, in Israele, si distaccano personalmente137 dalle loro 1tOV1]­ PLCit,.138 Così il discorso termina invitando i singoli uditori a conseguire il perdono dei peccati mediante la conversione (cfr. v. 1 9 ) . EXCURSUS 8

SULLA CRISTOLOGIA DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI BIBLIOGRAFIA (per Lc.-Act. in gen. ) : Cadbury, Titles of ]esus, 1 93 3 ; Gewiess, Heilsverkundigung, 1 93 9 ; Schmitt, ]ésus ressuscité, 1 949 ; Dupont, ]ésus, Messie et Seigneur, 19.5 0; Vielhauer, Zum > ( I 7 ,30 s.). Ricordando che Ge­ sù nel nome di Dio compirà il giudizio , le prediche missiona­ rie vogliono muovere gli interpellati alla fede in lui ( I o ,4 3 ; I 7 , 30 . 3 4) . Davanti a Felice, Paolo tra i punti che fanno parte del­ la fede in Cristo ricorda, accanto alla «giustizia e continenza», anche il «giudizio futuro» , senza però far parola della persona del giudice ( 2 4 ,2 5 ) . Qui dunque la parusia non viene menzio­ nata affatto . In Act. 3 , I 9-2 I si parla della parusia davanti ad uditori giu­ dei . Anche qui essa è posta in relazione con l'appello alla peni­ tenza. Sebbene l'invito alla penitenza sia motivato dalla paro­ sia, tuttavia non si parla di una parusia prossima. Act. 3 , 2 I sot­ tolinea la necessità dell'ascensione (OE�) e quindi indirettamen­ te anche l'estensione del tempo fino alla parusia.6 Col OE� del­ l' ascensione si afferma forse anche la necessità di una dilazione degli eschata ? Se s 'interpreta o1twç o:v all'inizio del v. 20 in senso strettamente causale, si ha un 'argomentazione simile a quella di 2 Petr. 3 , 1 I s . : il tempo della salvezza viene provoca­ to o accelerato mediante la conversione. Un'idea simile si ritro­ va in Le. r 8 ,8 : la parusia del Figlio dell'uomo sarebbe presu­ mibilmente già in atto, se i cristiani non fossero negligenti nel­ la fede e nella preghiera costante . Ma tale rimprovero si trova espresso tutt'al più implicitamente ? 6 . Vedi Wilckens, Missionsreden2 153 s . ; Lohfink, Christologie (nr. 8 ). 7· Conzelmann, Apg. 40 : «Ma Luca intende solo dire che di fatto la parusia vie-

Parusia e attesa della parusia

Per una motivazione della dilazione della parusia da parte di Luca è più importante Act. 3 ,2 I . Questo versetto afferma che la parusia dipende dalla «restaurazione di tutte le cose» , che Dio ha annunciato mediante i profeti . Il medesimo OE� del­ la necessità storico-salvifica decisa da Dio risulta , secondo Le. 24 ,44-47, dalle Scritture : «Deve accadere tutto quello che è stato scritto su di me nella legge di Mosè , nei profeti e nei sal­ mi» (v . 44b) . Tra queste cose scritte e promesse profeticamen­ te c'è anche la predicazione di conversione a tutti i popoli (v. 47) . Secondo Act. 3 ,2 I , quindi , Dio deve differire la parusia al tempo in cui « sarà instaurato>> (vale a dire storicamente rea­ lizzato) tutto ciò che era stato promesso. In questo modo qui, come in I ,? s . , si afferma che il vero e proprio elemento che «dilaziona la parusia» è la missione ai popoli voluta da Dio (cfr. 3 ,25 s .) . Act. I ,? s. non solo respinge come inopportuna la domanda sulla scadenza della parusia ; esso mostra anche che la sua dilazione è possibile a motivo dell'invio dello Spiri­ to ed è necessaria a causa dell'incarico, conferito agli apostoli, della testimonianza universale.8 Nel tempo della chiesa il Figlio dell'uomo si trova nella po­ sizione celeste di sovrano (Le. 2 2 ,6 9 ) . Qui non si parla della sua venuta, cosl come in Act. non si parla di una venuta del Fi­ glio dell'uomo o del regno di Dio . Il regno di Dio è annuncia­ to (Act. 8 , 1 2 ; 2 0 ,2 5 ; 2 8 ,30 s . ; cfr. I 9 ,8 ; 2 8 ,2 3 ) . Quando si parla del regno futuro o dell'aldilà e del suo rapporto con l'uo­ mo, si dice : «attraverso molte tribolazioni dobbiamo entrare nel regno di Dio» ( 1 4 ,22) . Dicendo che il testimone morente Stefano ha visto il Figlio dell'uomo (7 ,56) e lo ha pregato di «accogliere il suo spirito» ( 7 ,5 9 ) , si anticipa sul piano indivi­ duale la parusia, come accade nella scena del buon l adrone ne adeguatamente preparata (non causata) dalla conversione». 8. « ... fino ai confini della terra» (v. 8) sottolinea anche la durata richiesta . Poiché, secondo Act. 28,3 1 , Paolo in Roma può predicare «senza impedimenti», Luca è cer­ to del fatto che anche «i confini della terra» possono essere raggiunti col messag­ gio di Cristo. Ma da ciò non si può dedurre che la sua attesa della parusia preve­ desse la prossimità della fine. Vedi 26,29 ( «o in breve o in lungo tempo>>); dr. Griisser, Problem der Parusieverzogerung 214.

4 70

Excursus 9

(Le. 2 3 ,42 s . ) . Stefano morente viene accolto da quel Figlio dell'uomo Gesù, al cui destino egli è unito nella morte.9 La soluzione della problematica della parusia in termini in­ dividuali si propose ali' evangelista come cosa ovvia forse per­ ché l'esperienza della dilazione, proprio di fronte alla morte, prima della parusia, di discepoli e anche di testimoni di sangue, era dolorosa e sconvolgente. 10 Anche qui - come negli enuncia­ ti del terzo vangelo sul destino dell'individuo11 - non si ipotiz­ za uno stato intermedio . Accanto all'enunciazione della morte si trova, senza legami, quella della risurrezione del singolo, il cui prototipo è la risurrezione di GesÙ.12 Quando il quadro fu­ turo degli eventi della fine viene tratteggiato ulteriormente, l'elemento più importante è l 'attesa della risurrezione dei mor­ ti e del giudizio ; «vale a dire, l'interesse si concentra su ciò che è determinante per l'individuo ; e proprio questo interesse tro­ va presto la sua formulazione nell'affermazione che Cristo è giudice dei vivi e dei morti» /' una frase che, assieme all'enun­ ciazione della «risurrezione della carne» e della «vita eterna» , fa parte degli elementi costitutivi degli eschata, testimoniati dal Symbolum Romanum , dalla nostra «professione di fede a­ postolica» . 9·

PIETRO E GIOVANNI IN PRIGIONE E DAVANTI AL S INEDRIO (4 , 1 -2 2)

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10. Vedi I Thess. 4,13-1 5. Cfr. Wilson, Gentiles 77 s.: «Luca sapeva che il ritardo della parusia avrebbe voluto dire che alcuni cristiani sarebbero morti prima; per­ ciò egli introduce questa nuova idea di un 'eschaton' individuale, di cui parla in termini escatologici». I I . Vedi Dupont, Dte individuelle Eschatologie; Schneider, Parusiegleichn. 78-84. 12. Act. 24,14 s.; dr. 4,2.3 3 ; 17,18 ; 23 ,6 ; Le. I4,12-14; 16,3 1 . 1 3 . Bultmann, Theologie 465 ; cfr. Grasser, Problem der Parusiever%ogerung 21 1 .

47 1

House of Annas and Its Relation to ]esus and the Christian Movement,

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1 AaÀouv-twv O È a..Ù'rwv 1tpòc; 'rÒ\1 Àt:tÒ\1 E1tÉO"'rTJCTa..'V aù-toi� o i iEpEic; xttì o CT'tpa:tT}yòc; 'rou �Epou xa..t ot l:a..o oouxaiot, 2 ota1to\lou1-J.évot Of.à. -rò ot.ocicrxEf.'V aù'roùc; 'tòv Àa..òv xa..ì xa..'r ayyÉÀ.À.Et.'V Èv -t{i) 'I'r)crou 'ri}v &.­ \lacr'racrt.v 1:l)v Èx vExpwv, 3 xa..t É7tÉ�a.Ào\l aù-to'i:c; 'rcÌc; XEipa..c; xa.t (i)E\1.. 'fO Etc; 'rl}pTJCTf.'V EL� 'rTJ'V aupr.ov· il\1 yà.p ÈCT1tÉpa. fJoTJ . 4 1toÀ.À.ot OÈ 'rW'V ttXOUO"a'V'tW'V 'tÒ'V À.6yov É1tiO"'tEUCTC1\I xa.. t ÉyE'\r{)l}T} ( O ] apti)(.LÒ� 'rW'V a\10pW'V [wc;] XtÀ.t.cioEc; 7tÉ'V'tE. ' 'EyÉvE-to oÈ È.1tì 'ri}v a..u pr.ov auva.. x1ln\la.. t. a.ù'tw"V -toùc; lipxo-v-ta..c; xa.. t -roùc; 7tpEcrBu'tÉpouc; xat 'toùc; ypa..(.LJ.la.. 'tEic; É"V 'IEpoucraÀ.iUJ.. , 6 xa.t A-v­ vac; o &.pxr.EpEùc; xaì Ka�aq>ac; xa.t 'Iwcivv'Jlc; xal. 'AÀ.É;a..v opoc; xa.ì oaot i)crav È.x yÉvouc; &.pxr.Epa.-ttxou, 7 xaì a'ri}aa."V'tEc; aù-toùc; È.v 1:@ 1-J..ÉO"� È1tuvDavov-to· Év 7tOL� ouvciiJ.Et. i1 È'V 7t0t� ov6J.l.(l't'f. É1tot.l}O"a'tE 'rOU'tO Ù· IJ,Ei� ; 8 T6--rE IIÉ'rpoc; 1tÀ.'r)ai}Ei.� 1t'VEUIJ.(X.'rOc; ay!ou elm:v 1tpÒc; av-tovc;· lfpXO'V'tEc; 'tOU À.aou xat 1t PEO'�U'rEpot., 9 El TtiJ.Eic; cri}IJ.Epov à.vaxpt.VO(.LE­ i}a, É1tÌ EuEpyEaL� à.vi)pw7tou ciaDE'Vou� Év 't't"Vt. où'roc; a-Écrw"t'at., 10 yvw­ O"'t'Òv ECT-tw 1tacrt.v uiJ.iv xa.. L 1tt:t'V-tÌ 1:@ À[email protected] 'Iapa1}À. o'rt È-v [email protected] o'V6IJ.a..'r t. 'I'JlO"OV Xpt.CT't'OU 'tOU N aswpa.lov O'J VJ.lEL� ÉO'-ta.upwcra't'E, ov o DEòc; i)yEt.­ PE'V ÉX VEXpwv, EV 't'OU't'� OÙ't'oc; 7trLpÉCT't1}XE'V É'VW1tt.OV VIJ.W"V ùyt-i) c;. II ov­ -r6c; Éa'rr.v ò ).. !i)oc;, o É;ouDEv'Jli)Etc; ùcp 'u(J,W'V -twv oixoo61-1wv, o yEv6IJ.E� voc; EL OVOJ..t(X,'"tt. 't'OU ci1}0"0U. l9 ò OÈ ITÉ't'poc; xat 'lwtivv'l}c; à1toXpt.DÉv't'Eç Et'1to'V 1tpÒc; a.Ù't'ouc; Et OLXat.ov ÈCT'"tt.V Évw­ 'Jtt.Ov 't'OU DEou ÙJJ.WV àxouEL'V J..tdÀ.À.O'V il '"tOU DEou, xpLV(l'"tE. 20 ou ouvci­ (J.EDa yàp 1}1-J.Etc; & ELOCII-lEV xat i}xoucraiJ.EV (.l.i] À.aÀ.Ei:v . 21 ot OÈ 7tpoaa7tEt.À.TJCTtXlJ.EVOt. a7tÉÀ.uO"a'V aÙ'"touc;, IJ.1)0È'V EUPLO"XOV't'Ec; '"tÒ '7tWc; xoÀ.aCTWV'"tat. aÙ't'ouc;, Ot.à '"tÒ'V À.a6v, O't't. 1taV't'Eç Éooçasov 't'ÒV ì)EÒ'V É7tt '"t� yEyov6'"tt. 22 É'"twv yàp Tl'V 7tÀ.Et.ovwv 'tECTCTEptixov't'a ò &vDpw1toc; lcp'8v yEy6vEt, 'tÒ CTl)J.l.ELOV 'tOU'tO '"tijç tcio-Ewc;. •



4 1 Mentre parlavanoa al popolo , si presentarono a loro i sacerdotib e il capitano del tempioc e i sadducei, 2 che erano irritati perché ammaestra­ vano il popolo e annunciavano con (l'esempio di) Gesùd la risurrezione dai morti . 3 E misero loro le mani addosso e li posero in prigione fino al giorno dopo ; era infatti già sera. 4 Ma molti di coloro che avevano ascoltato la parola credettero; e il numero degli uomini sall a circae cinquemila. ' E avvenne il giorno seguente' che i loro capi e gli anziani e gli scribi si a. D E pc it syp.h.IDJ come oggetto del parlare aggiungono : «queste parole» . Metzger,

TC 3 1 6 ritiene che l'espressione più piena dipenda dalla predilezione semitica per accusativi interni.

b. B C leggono tipxr.EpEi� invece di LEpE� . Poiché nel N.T. tipxr.EpEic; ricorre molto più spesso di LEpEic;, questa lezione va probabilmente attribuita ad un amanuense distratto.

Le parole «e il capitano del tempio» sono omesse da D. Cosl sono menzionati solo «i sacerdoti e i sadducei». Metzger, TC 316 attribuisce l'omissione a «idio­ sincrasia di scrivano», poiché le parole sono presenti in altri testimoni «occiden­ tali». c.

d. La difficile espressione xcx,;cxyyÉÀ.À.El.V tv ,;G.) 'IT)O"OV ,;l}v àvcia,;ao1.v Èx vExpwv viene chiarita da D in questo modo : à.vanÉÀ.À.Ew ,;òv 'l1')0"0VV Èv 't'[i tivcxa'ttiCTEf. .orwv VEXpW'V. Di conseguenza, oggetto dell'annuncio è Gesù, e la risurrezio.ne dai morti è riferita alla risurrezione di Gesù. Cfr. Moule, Christology 1 8 1 . e. wc; è attestato da B D al ; koinè E pl leggono waE!, mentre P74 S A pc vg non offrono alcun equivalente. Poiché Luca ama porre wç e wrtEl davanti a termini nu­ merali (dr. Act. r , r 5 ; 2AI in notizie simili), wc; può essere considerato originario (cfr. 5 ,36). f. In aggiunta al semplice cx\jpr.o'V, D legge Y)l..l.�pa:v (influsso del testo latino di B e­ za : crastinum diem?) e prosegue : auv-f)x�aav ot &pxov'tEc; xat ol 1tpEO"�V'tEpoL xat ypcxiJ.I.l(t'tEi�. Sul verbo finito o sull'accusativo con l'infinito dopo ÈyÉVE'tO ve­ di Blass/Debr. §§ 408,2 s.; 442 n. I I .

4 73

riunirono ing Gerusalemme, 6 e il sommo sacerdote Anna e Caifa e Gio­ vannih e Alessandro e tutti coloro che erano di stirpe sommo-sacerdota­ le. 7 E, fattili condurre in mezzo, chiedevano : «Per quale potere e per quale nome avete fatto questo ? » . 8 Allora Pietro, pieno di Spirito san­ to, disse loro : «Capi del popolo e anziani/ 9 poiché oggi a motivo del beneficio fatto ad un uomo malato si chiede a noi in virtù di che cosa costui è stato guarito,k 10 sappiate tutti voi e tutto il popolo d 'Israele : nel nome di Gesù Cristo il Nazoreo, che voi avete crocifisso, che Dio ha risuscitato dai morti, in virtù di lui costui sta davanti a voi/ sano. u Egli è la pietra rigettata da voi costruttori, che è diventata testata d'angolo. 12 E non c'è in nessun altro la salvezza ;m né esiste infatti sotto il cielo altro nome tra glin uomini per mezzo del quale possiamo essere salva­ ti» . 13 Ma vedendo la franchezza di Pietro e Giovanni e comprendendo che si trattava di uomini illetterati e semplici,0 si meravigliavano. Ri­ conoscevano anche che essi erano stati con Gesù . 1 4 Vedendo in piedi vicino a loro l'uomo che era stato guarito, non avevano nulla da repli­ care .P 11 Ordinarono dunque che li conducessero fuori dal sinedrio e si misero a discutere tra loro : 16 «Che dobbiamo fare a questi uomini? Infatti, che un innegabile segno sia avvenuto per mezzo di loro è pale­ seq a tutti gli abitanti di Gerusalemme e non possiamo negarlo. 17 Ma Invece della pr�posizione É'V (P74 A B D E pm), S 614 al leggono El,;. h. Invece di 'IwcivvT}ç D it leggono il nome 'Iwvci.baç. Di Giovanni e Alessandro qui menzionati non abbiamo altre notizie. Ma Flav. Ios., ant. I8,95 menziona un figlio di Anna di nome Giovanni, che divenne sommo sacerdote nel 36 d.C. Può darsi che D abbia corretto tenendo presente questa notizia; dr. Metzger , TC 3I7 s. i. Nell'espressione allocutiva di Pietro koinè D pl gig h sy Ir•t presentano un pa­ rallelismo più preciso, in quanto, come ad lfpxov'teç segue 'tOV À.clov, cosl �peu�ù­ 'tEpor. è seguito da un genitivo: 'tOV 'Ia-pa:i)À.. k. Anziché O"ÉO"W'tat (perf. pass., P74 S A), B D E 'l' al leggono la forma O"ÉO"�O"'tat. Haenchen, Apg. 2I5 n. I ritiene che O"ÉO"W'tar. sia un antico «errore di scrittura». l. E (h sy"·IDI Cypr) aggiunge: xaL Év /iÀ.À.� ovoEvt Si anticipa così il contenuto del v. 1 2 a . Cfr. nota m. m. Il v. I2a manca in h Ir••t Cypr.; dr. nota l. Di questa parte di versetto O omet­ te T) O"W't'llP!a, forse perché il termine, guardando alla conclusione del versetto, ap­ pariva pleonastico. Cfr. anche Kilpatrick, An Eclectic Study 68 s. e la rispettiva cri­ tica in Metzger, TC 3 I 8 . 11 . Semplificando D (lat) omette Év ; cosl dopo OE06(J.E:.'VO'V s i h a il semplice dativo civbpw1tot�. o. xaL tòr.w'tat manca in D, forse per evitare agli apostoli una seconda qualifica­ g.

zione spregiativa.

p Prima di a'V'tEt1tE�'V D h leggono 'JtOtfiCT«t i'}: « . . . non potevano fare nulla o con­ traddire». Il verbo 1tor.iia-at è suggerito dal v. x 6a ('t! �oti}O"W(.LE'V ; ) . q. Invece di cpavEp6'V D legge cpavep6'tepov (la grafia corretta sarebbe: -W'tepov) in senso elativo : «è del tutto chiaro•.

Act. 4,1-22

474

affinché non si divulghi ancor più tra il popolo, li ammoniremo' di non parlare mai più a nessuno in virtù di questo nome» . 18 E li fecero chia­ mare e ingiunsero loros di non dire assolutamente nulla né di insegnare nel nome di Gesù .1 l9 Ma Pietro e Giovanni replicarono" loro dicendo : «Giudicate voi stessi se sia giusto davanti a Dio obbedire a voi piutto5to che a Dio . 20 Noi infatti non possiamo non parlare di quelle cose che abbiamo visto e udito». 21 Ma essi, minacciatili ancor più, li lasciarono andare, non trovando modo di punirli,v a causa del popolo ; tutti infatti glorificavano Dio per ciò che era accaduto ; 22 infatti quell'uomo in cui era avvenuto questo miracolo di guarigione aveva più di quarant'anni .w

Il brano 4 , 1 -22 è strettamente legato a 3 , 1 - 1 1 , cioè al rac­ conto della guarigione del paralitico (dr. 4,7 .9 . 1 0 . 1 4 . 1 6 .2 1h. 2 2 ) , ma anche a 3 , 1 2-26 (cfr . 4 , 1 s .4 . 1 7 s.) . Benché Pietro fi­ guri come il vero e proprio portavoce ( 3 ,4. 1 2 ; 4 , 8 ) , il suo di­ scorso viene indicato come discorso di Pietro e di Giovanni ( 3 , 4 ; 4 , 1 s.7 . 1 3 . 1 7 s. 1 9 ) ; del resto da 3 , 1 fino a 4 ,2 1 .2 3 i due a­ postoli stanno in primo piano per tutta l'azione . Da queste os­ servazioni risulta chiaro che 4 , 1-22 non è un brano autonomo di tradizione . Conseguentemente la ricerca di una fonte1 riela­ borata da Luca non è giunta finora a risultati convincenti1 e si Prima di ci7tEtÀ.TJCTW(..Ld}Ct koinè E pm aggiu ngono ti'ltEtÀ.ii : «proibiremo con vera minaccia». Cfr. Bauer, Wb. , s.v. à.1tEt.À.i) . r.

se­

s.

In D l'inizio del v. 18 suona : crvyXCl'tCl'ttDE(..LÉ'VW'V Sè ClÙ'tW'V "t'[i "('VWI-LTI cpwvf)­ CTCl'V'tEç aÙ'toùc; 1tt.XPT)'"f"(EtÀav, «dopo aver approvato unanimente la decisione, li

fecero venire e proibirono loro» . Altri testimoni «occidentali» formulano in modo analogo; dr. Metzger TC 3 r9 . t. B* 36 .614 pc omettono l'articolo prima di 1T}crov . M a Luca scrive -tò 8voJ.la. 'tOU IT}crou anche in 5 ,40 e in 9,27. ,

'

u.

In D (syP) l'inizio del versetto suona : tinoxptitEtc; oÈ IlÉ'tpoç xe1L 'Iwav'\11]� . Si mette in risalto cos1 il ruolo di Pietro come portavoce; dr. Crehan, Peter accord·

ing to the D-Text. v. Invece di IJ.T}SÈv EÙpwxov'tEc; D p syP leggono (..L'Ì} EÙpLCTXO'V'tEç Ctl-tLt.X'V, «poiché non trovarono alcun motivo di con danna » Ma il successivo 'tÒ 1twç esclude questo .

senso. w. Invece di yEy6vEt (B D pc), S A E 'l' pl leggono lyEyovE�. Ma nel N.T. il piuc­ cheperfetto è spesso senza aumento; cfr. Blass/Debr. § 66,r con n . 2 . 1 . Cfr. i lavori meno recenti d i Sorof, Entstehung der Apostelgeschichte, r 89o ; Hil­ genfeld, Die Apostelgeschichte, 1895, 198 s . ; Jiingst, Quellen der Apostelgeschichte, 1895, 38-5o ; Harnack, Die Apostelgeschichte, 1 908 ; Bauernfeind, Apg. 72-74; cfr. Haenchen, Apg. 2 r 8·220. 2. Haenchen, Apg. 220.

47 ,

può dubitare, con E. Haenchen, se tale fonte sia mai esistita.' A ragione H . Conzelmann dice che 4 , 1-22 non si può conside­ rare un «fedele resoconto storico» ; il brano risulta invece «tra­ sparente se lo si riconosce come rielaborazione redazionale di una notizia la cui forma originaria non è più ricostruibile» . 4 Il brano è strutturato in modo che l'arresto (vv. 1-3 [ 4 ] ) e la liberazione degli apostoli (vv. 2 r s . ) costituiscono la corni­ ce di una specie di interrogatorio davanti al sinedrio ( vv . 5 20). Nell' «interrogatorio» , come centro della sezione, si chiede in virtù di quale potere o di quale nome gli apostoli hanno fat­ to «questo» (vv. 5 -7 ; cfr. Le. 20,2 ) . La risposta di Pietro rife­ risce il --rou--ro, che ricorre nella domanda, al miracolo di gua­ rigione ( vv. 8- I o ) , al quale Pietro si rifà per porre in rilievo il ruolo esclusivo di Gesù come mediatore di salvezza (vv. I I s .) . L'azione sanatrice degli apostoli, che è innegabile , non offre però al sinedrio alcun appiglio per adottare misure contro Pie­ tro e Giovanni ( vv . 1 3- I 4) . In una seduta non pubblica si de­ cide di proibire loro di predicare ( vv . I 5- I 7 ) . La comunicazio­ ne di questa proibizione ai due apostoli (v. I 8) fa sì che questi prendano nuovamente la parola : essi non possono tacere su quello che «hanno visto e udito», cioè devono annunciare la risurrezione come testimoni (vv. I 9 s.) . Neanche questa rea­ zione degli apostoli può portare a una punizione; per cui li si la­ scia liberi , dopo averli nuovamente minacciati (v. 2 I a) . La li­ berazione ha luogo a motivo del popolo, che di fronte alla gua­ rigione del paralitico loda Dio ( vv. 2 r b. 2 2 ) . Sono due dunque i dati di fatto che gli apostoli asseriscono e contro i quali non è possibile nessun procedimento legale : l'atto di guarigione e la testimonianza a Cristo . Di queste due attività «apostoliche» aveva trattato il capitolo precedente ( 3 , I - I I . 1 2 - 1 6) . Lo stesso accostamento dei due «temi» si ha in 3 , 1 -26 e all'interno dell'interrogatorio di 4 ,5 -2 0 . Nell 'interro­ gatorio ha una funzione di legame l'espressione «il nome di -



lbid. : «Finora [dopo l'analisi in dettaglio della sezione] non abbiamo notato nulla al riguardo, e anche qui non se ne hanno indizi di sorta». 4· Conzelmann, Apg. 4 1 .

Act.

4,I-22.1

Gesù» , che ha compiuto la guarigione (vv. 7 . 1 0 . 1 2) ed è an­ che l'oggetto della predicazione (vv. 1 7 s.) .' La «cornice » inve­ ce presenta la successione inversa : 4 , r - 3 si riferisce ali 'inse­ gnamento al popolo, 4 ,2 1 s. al miracolo di guarigione . Il moti­ vo di questa impostazione sta nel fatto che per Luca sono pro­ prio i sadducei, menzionati al v . 1 , ad opporsi al messaggio del­ la risurrezione (v. 2 ) e a cercare di impedirlo.6 Nella concezio­ ne globale di Act. l'iniziativa del sinedrio indica come il con­ flitto con la comunità delle origini si stia accentuando ; esso avrà il suo culmine neli'episodio di Stefano e nella dispersione degli «Ellenisti» . 1 . Il precedente discorso di Pietro ( 3 , I 2 ) , caratterizzato come

discorso dei due apostoli mediante l'espressione À.aÀ.ovv'tWV oÈ au'twv , conduce all'intervento dei sacerdoti e dei sadducei. É'7tÉCT'tT}CTav a.Ù'tot:ç significa che costoro si presentarono im­ provvisamente agli apostoli / il che fa apparire interrotto il di­ scorso di Pietro nel tempio , anche se esso con 3 ,26 risulta te­ maticamente concluso . Del pari la «notizia del successo», cioè che molti uditori della predica credettero, dev'essere spostata al v. 4 · Come in 3 , I I . I 2 , cosi in 4 , I .2 si pone in risalto il fatto che gli apostoli ammaestravano8 il À.a.6ç. Al «luogo>> »ufficiale del discorso del tempio corrisponde l' «uditorio» ufficiale. Il v. 2a sembra riferirsi ai sacerdoti menzionati , in quanto l' «am­ maestramento» nel tempio9 era di loro spettanza . Similmente, il v. 2h fa riferimento ai sadducei, poiché essi negavano la dot­ trina della risurrezione dei morti.10 Lo �pa.'tT}YÒt; 'tou tEpou è 5·

Cfr. Haenchen, Apg. 22 1 : «:n chiara l'abilità con la quale l'autore ha usato il te­ ma del 'nome' operatore di miracoli per mostrare cosl l'argomento più importante, e propriamente determinante, del diritto e del dovere della predicazione del n:ome». 6. Vedi Le. 20,27 ; Act. 23,8 ; cfr. Haenchen, Apg. 221 . 7· lcp!cr·nu..r.t. col dativo della persona, come in Le. 2,9 ; 24,4; Act. 2J,I I ; cfr. 12,7 D. Vedi anche Le. 20,1 : E1tÉO"'"t1)0"av ot �PXt.EPEi:ç xat ot ypctJJ.IJ.Cl"t'Ei:ç (come «mo-­ dello» della scena? ). ÉcpLCT"t'T)Jlt. nel N.T., oltre che in Le. (7 volte) e Act. ( r r volte), ricorre solo in I Thess. 5,3 (col dativo della persona) e in 2 Tim. 4,2.6. 8 . 1tpÒç "t'Òv À.a6v, come in 3,12. 9· Cfr. Le. 20,1, dove però solo il gruppo della koinè legge f.epE� (invece di �PXl.E· pEi:ç) . 10. Vedi Le. 20,27-40 ; Act. 23,6-8 . Cfr. R. Meyer, l:cxSSovxat'oç, in ThWNT VII

Act.

47 7

41I.2-J

probabilmente menzionato in riferimento al v. 3 : sarà lui a prendere l'iniziativa dell'arresto degli apostoli.11 2-3 . I sacerdoti e i sadducei sono «irritati»12 perché gli aposto­

li ammaestrano il popolo e annunciano la risurrezione. 13 Occa­ sione e punto di partenza di questo annuncio è Gesù (E'V "te'i> '11)aou) .14 La conclusione del discorso di Pietro ( 3 ,26) mostra che si pensa più precisamente alla risurrezione di Gesù, la qua­ le rappresenta il vero e proprio oggetto deli'annuncio ( r ,2 2 ; 4 ,3 3 ) . È1tÉ�aÀ.o'V au"toi:c; "tàc; XEi:pac;1' indica l'arresto, che qui viene caratterizzato come azione comune dei sacerdoti e dei 35-54, specialm. 52-54 ; G. Baurnbach, Der sadduzizische Konservativismus, in Maier/Schreiner (edd.), Literatur und Religion, 1973, 201-213 , specialm. 209 s. La situazione storica corrisponde alla concezione lucana, secondo cui «la politica e la teologia a quel tempo erano determinate dai sadducei» (Meyer, op. cit. 53). Ben­ ché il partito dei sadducei fosse relativamente esiguo di numero, aveva tuttavia, come espressione del ceto superiore, grande influenza; lo si può definire il «parti· to dell'alta nobiltà sacerdotale» (Baumbach, op. cit. 209 ). II. Le. 22,52 (dr. 22,4) menziona (div. Mc. ; prima dell'arresto di Gesù), dopo i capi dei sacerdoti, O'"t'pa."t'1')yot "t'Ou iEpou. In Act. 5,24 è menzionato lo O'"t'pa."t"Y')yÒç "t'eu iEpou prima dei capi dei sacerdoti ; secondo 5 26 è lo C""t'pa."t't}j'6c; a condurre gli apostoli davanti al sinedrio. Sulla funzione del capitano del tempio vedi Schii­ rer, Geschichte des iiidischen Volkes II 32o-322 : «Aveva la sovrintendenza supre­ ma sull'ordine esterno del tempio. E, tenuta presente l'importanza di questa posi­ zione, è facile capire perché fosse considerato il sacerdote di rango appena inferio­ re al sommo sacerdote» (321 ) ; cfr. anche Billerbeck II 628-631 . 1 2 . ota.1tO'VÉO(.la.T. (anche in Eccl. 10,9 ; 2 Mach. 2,28; F1av. Ios., ant. 8,165 ) ricorre nel N.T. solo in Act. 4,2 e r6,r8 (oltre che in Mc. 14,4 D 8 pc). 13. Anche in Act. 17,18 l'à-vacr"t'aal.ç è (accanto a «Gesù») oggetto dell'annuncio (di Paolo ad Atene). La formulazione T) à-vticr"t'a.C"T.ç T) Èx 'VExpw-v ricorre anche in Le. 20,35 . 14. L'espressione con t-v ha condotto a una correzione nella tradizione testuale (ve­ di sopra, nota d). Haenchen ritiene che l'espressione ( più breve) si riferisca «alla risurrezione dei morti avvenuta in Gesù», ma non è un'interpretazione appropriata né grammaticalmente né contenutisticamente. Secondo 26,23 Cristo è «il primo dalla risurrezione dei morti»; secondo Le. 2 ,34 egli è posto «per la risurrezione di molti in Israele» . Senza poter precisare meglio la funzione di È-v (ma dr. Blass/ Debr. § 21 9), si dovrà con Zahn intendere che gli apostoli annunciano la risurre­ zione dei morti «in Gesù, come dimostrazione vivente della verità, cosi odiata dai sadducei, della risurrezione dei morti nel caso di Gesù». ,

1,5. All'interno del N.T. è Luca a usare di preferenza l'espressione «mettere le ma­ ni su qualcuno (con violenza)»; Le. 20,19 ; 2 ,1 2 ; Act. 4,3 ; 5,18; 12,1 ; 2 I ,27 ; inol­ tre Mc. 14,46 par. Mt. 26,50 (arresto di Gesù); lo. 7A4·

Act. 4,2-3.4·5-6

sadducei.16 Gli apostoli sono tratti in arrest017 e, poiché è già sera, per l'interrogatorio s'aspetta fino al mattino seguente/8 così che i membri del sinedrio possano radunarsi ( vv. 5 s.). 4· Il discorso di Pietro nel tempio era stato interrotto dall'in­ tervento dei sacerdoti e dei sadducei. Quindi solo ora si può dar notizia del successo della predica di Pietro : 19 molti di colo­ ro che avevano udito il Àoyoc; - il discorso di Pietro - giunse­ ro alla fede.20 Il numero degli uomini salì a circa cinquemila . In questo modo ci si riallaccia alle precedenti notizie sulla cre­ scita della comunità di 2 ,4 I .47b (altre indicazioni numeriche in I I 5 ; 2 ,4 I ) ,

.

.;-6 . I due versetti informano sulla riunione dei membri del si­ nedrio il mattino seguente. Il costrutto ÈyÉ'VE"to con l'infini­ to seguito dall 'accusativo è consueto all'autore .21 La costru­ zione della frase non viene conservata nel v. 6 , dove si prose­ gue con la menzione dei membri della famiglia sacerdotale al nominativo . Il v. 6 ha così carattere di parentesi . Anzitutto vengono menzionati tre gruppi che si radunaron022 in Gerur6. La menzione del capitano del tempio come comandante della polizia del tem­ pio nel v. 1 (dr. sopra, n. I I ) fa pensare che sia stato costui ad arrestare gli aposto­ li ; dr. Wikenhauser. I7. "tYJPT)at� può significare sia «arresto, detenzione», sia «prigione»; Bauer, Wh. , s.v. 1 .2 . Il sostantivo ricorre nello stesso contesto (arresto degli apostoli ) anche i , ,18, dove è chiaro il significato di «prigione» ( dr. 5,19 ) ; vedi Haenchen . r8. Anche il processo del sinedrio contro Gesù ebbe luogo, secondo Le. 22,66 (div. Mc. ), al mattino; dr. Act. 23 ,20 (Paolo davanti al sinedrio). Elç, "t'lÌV a.upt.ov del v. 3 viene ripreso nel v. 5 (E1tt -ri)v a.upt.ov). a.uptov è termine che Luca predilige (in Le. 4 volte; in Act. 4 volte; mai nel resto del N .T.). I9. Conzelmann, Apg. 1 s.: «Dilazionando l'interrogatorio, Luca guadagna spazio per riparlare dell'impressione prodotta dal discorso sul popolo e alludere cosl già al fallimento del processo (4,21 )». 20. L'assoluto bdCT"tE\JCTct.V ha questo significato. mCT'tEVW senza indicazione del­ roggetto ha questo significato anche in Act. 8 , 1 3 .37a var.; I I ,2I ; I 3 ,12.39·48 ; 14, r ; 15 ,5 .7; 17,12 .34 ; 1 8 ,8b.27; I 9,2 ; 2 1 ,25 ; spesso anche in Paolo (Rom. r ,r6; 4, I I ; 10,4 ecc.). Vedi anche i participi (ot) 1tt.CT'tEVOV'tE�, «i credenti», in Act. 2 ,44 ; Rom. 3,22 ; I Cor. 14,22; I Thess. 1,7 ; 1tr.CT"tEVCTct.V'tE� in Act. 4,32 ; 2 Thess. I, r oa, e 1tEmCT-rEvx6-rE�, «coloro che stanno nella fede», in Act . 19,r8 ; 2 I ,20. 2 I . Vedi Act. 9,3 .3 2 .37 ; 14,1 ; 19,1 ; 2 1 ,1 .5 ; 27A4; 28,8.17; dr. Blass/Debr. § 408 s. 22. cruv�w viene usato in senso globale (esperimentare la «salvezza» ) . yvwcr�òv Écr�w è un'espressione lucana specifica, destinata a richiamare rattenzione degli uditori (Act. 2 , 1 4 ; 4 , I o ; 1 3 ,3 8 ; 2 8 ,2 8 ) . Ad essa corrisponde l 'informativo yvwa�òv Éy Éve.,; o ( I , r 9 ; 9 ,4 2 ; 1 9 , 1 7).44 I l successivo annuncio di Pietro è destinato 1tiiO"LV VI-1LV (a tutti i membri del sinedrio) e «a tutto il popolo d 'Israe­ le». Nei sinedriti quindi sono interpellati coloro di cui essi so­ no i rappresentanti ufficiali. La frase introdotta da o�t contie­ ne la risposta alla domanda Év 1tot� òv6(.lcx.�t (v. 7 ) o E.v �LVL (v. 9 ) : «Mediante il nome di Gesù Cristo il Nazoreo . . .4' costui sta davanti a voi sano» (v. r o) . Con Èv �ov�� , che segue le due re­ lative interposte (8v U(.lELç . . 8v o i)e6> ( cfr. Bauer, Wb. , s.v. XElp 2a�, che rimanda a Ecclus 2,,26).

42. 1) �ouÀ.i) è qui i l «consiglio», la «deliberazione» di Dio (come spesso nei LXX; vedi anche Flav. los., ant. 4A2; Sib. 3,,74); cosl pure in Le. 7,30; Act. 2,23; 1 3, 36; 20,27 ed Eph. 1 ,1 1 ; Hebr. 6,17; Act. 19,1 D.

43 · 1tpoopCt;w ricorre in Act. solo in 4,28 ; nel resto del N.T.: Rom. 8,29.30; I Cor. 2,7; Eph. 1 ,, . 1 1 (il soggetto è sempre Dio). Ma va tenuto presente che anche il semplice opCt;w (Le. 22,22; Act. 2,23 ; IOA2 ; 1 7,26.3 1 ) nell'opera lucana esprime

l'idea della divina programmazione della storia della salvezza ; cfr. Conzelmann,

Mitte der Zeit 141 ; inoltre sopra, nr. ' n. 69. L'infinito aoristo yEvéa»at., dipen­ dente da 1tPoWpt.UEV, ha un parallelo in Act. 1 1 ,29 : CJptaa.v ... 1tÉJ..1�at.. 44· xaL "tit wv nel N.T. ricorre ancora in Act. 5,38; 20,32 ; 27,22 ; "tà. wv inoltre in Act. 17,30.

Act. 4,29-30

499

casi;" la vera e propria supplica a Dio . Seguono l'apostrofe xupLE46 e gli imperativi coordinati E7tLOE xa.t o6�.47 Il v. 30 è subordinato al secondo imperativo e concretizza il motivo per il quale Dio dovrebbe concedere ai suoi servi48 la 7ta.pp1)0"Lrt per la predicazione della sua parola49 (v. 2 9 ) . Nella preghiera si chiede anzitutto che Dio faccia attenzione alle minacce'o dei sinedriti . a.Ù'tW'J non si riferisce, come s'attenderebbe a prima vista il lettore, alle persone e ai gruppi menzionati nel v. 27 , che congiurarono insieme contro Gesù, bensl a coloro che , se­ condo i vv. 1 7 .2 I , hanno minacciato i due apostoli. In questa richiesta si presuppone che l 'iniziativa contro gli apostoli co­ stituisca fondamentalmente la prosecuzione di quella contro Gesù. Da un lato, infatti, qui sono di nuovo in azione i sinedri­ ti ; dall'altro non si tratta tanto della persona degli apostoli , quanto di un'iniziativa contro la predicazione del nome di Ge­ sù ( 3 ,2 . I O . I 7 s . ) .'1 Dalla considerazione delle minacce contro . . •

45 · Cfr. Is. 37,20 ; 2 Reg. 1 9,19 ; w'atta. A ciò in Is. 37,20 LXX corrisponde aù SÈ (xuptE) ; in 4 Reg. 19,19 xrtt 'VVV (xupt.E). La forma allocutiva xrtt vvv, xvpLE ri· corre spesso in preghiere dei LXX: ad es. 3 Reg . 3,7; 8,25 ; 4 Reg. 1 9,19; I Par. 17,23 .26; 29,1 3 ; 2 Par. 1 ,9; 6,16.17; Tob. 8 ,7 B A; Is. 64,7 ; Bar. 2,1 1 . xa.t vvv, SÉCT'ltO"t(X xupLE ricorre in Ion. 4,3 e Dan. 9,15. 46. Anch'essa corrisponde allo stile di tali preghiere; vedi n. 45· 47· btE�Sov, «rivolgere il proprio sguardo con attenzione, occuparsi di», nel N.T. ricorre anche in I.c. 1 ,2 5 (dove il soggetto è ancora xupt.oç = Dio); sta con bd "tl. anche in I Mach. 3 ,59 ; 3 Mach 6,3. Cfr. ls. 64,8 : xrtl vvv È1t,�ÀE�ov. Il verbo S!òw(.U., seguito da infinito, nel senso di «potere o capacità di concedere qualcosa» si trova anche in Mt. 13,1 1 ; I.c. 1 ,74; 8,1o; Io. 5 ,26; Act. 2A.27 ; 13,35; 14,3 ; Rom. 15,5 ; Eph. 3,16 ; 2 Tim. 1 ,1 8 ; Apoc. 3,21 ; 13,14.15; 16,8 ; 17,17 ; anche Appian ., Liby. 19 § 78 ; 1o6 § 499 (vedi Bauer, Wb. , s.v. S'Sw�Jk Ih�). 48. L'autodesignazione degli oranti come ol. SovÀ.ot. crov corrisponde (come in Dan. 9 ,17 LXX) all'allocutivo SÉCT7tO"trt, rivolto a Dio nel v. 24; cosl anche in Le. 2,29 ("tòv Sov>v6v crov, SÉcr'lto"ta.). Cfr. Act. 2,18 ; 1 6,17. 49 · À.rtÀ.Éw "t"Òv À.6yov (crov ) oltre che in 4,29 ricorre anche in 4,3 1 (-tov DEov) ; 8, 25 ("tov xvp,ov ) ; 1 1 ,1 9 ; 1 3 ,46 ("tov itEov) ; 14,25 ; 1 6,6; 16,32 ("tov DEov). Cfr. Phil. 1 ,14 ("t"Ò'V À6yov "t"OV DEov À.a.ÀE�v). Si tratta di un termine tecnico della lin­ gua della missione protocristiana; vedi sotto, n. 64. jO. Con E1tÌ "t(Ìç a'ltEt.Àciç si richiama (Ì1tEf.ÀT}O'WJJ.d)t� del v. 17 e 7tpOCTrt1ttt.À.1)CTtl· J.&EVOt. del v. 21 ; dr. Haenchen. 51. Cfr. anche l'idea che il persecutore della comunità cristiana in definitiva perse­ guita Gesù: 9,1 ( ElJ,1tVÉW'V a'ltEt.À.Tjç, a proposito di Paolo); 9A s. (Paolo perseguita Gesù). Termini del gruppo a'JtEt.À- si trovano nell 'opera lucana solo in Act. 4.17.2 1 . .

2 9 e 9,1 .

)00

gli apostoli (e quindi contro Gesù) (v. 29a) Dio trarrà le debi� te conseguenze in favore dei suoi servi : voglia egli concedere loro la capacità di predicare la parola di Dio IJ.E"tCÌ. 1ta.pp1)trtac; 1ttXCTT)> . 19 Ma il racconto non vuole fondare alcun diritto penale ec­ clesiastico ; esso sottolinea piuttosto che Dio stesso vigila sulla purezza della sua comunità .20 Col che tuttavia non si è ancora detto con precisione e adeguatezza qual è l'intenzione del rac­ conto nel contesto di Act. : si tratta di affermare la presenza dello Spirito santo nella comunità, più precisamente negli a­ postoli e nel loro rappresentante, Pietro . Anania e Saffira «ne­ .gano» l'esistenza dello Spirito nella comunità, gli «mentisco1: 5 . Bauer, Wb. , s.v. vocrcpl�w. A Ios. 7 rimandano anche Haenchen, (che fa notare le differenze) e Sch. Brown, Apostasy ro6.

Apg. 234 s.

I6. Per aver sottratto denaro (?,I : É'VOCT> (�ol:� 1tELl)a.pxoucrt.'V a.Ù't{il) , dimostra che Gesù è «il Signore e Cristo» . 3 3 · Il v .

33 conclude la sottosezione 5 ,27-3 3 indicando l'effet­ to del discorso; in pari tempo serve da trapasso all'intervento di Gamaliele ( 5 ,34-3 9 ) . Gli uditori delle parole di Pietro sono indignatirro e meditano1u di uccidere gli apostoli .112 Ma le paro­ le di Gamaliele fanno sl che questi se la cavino con la pena del­ la fustigazione (v. 40) . L'intenzione di uccidere gli apostoli as­ simila costoro a Gesù (Le. 2 2 ,2 ; Act. 1 3 ,2 8 ) , il quale alla :fine fu «eliminato» ( 2 ,2 3 ; 1 0 ,3 9 ) . Il verbo &.va.LpÉw ha un ruolo particolare anche nella descrizione del destino di Paolo. Pao­ lo sta nella linea che da Gesù conduce ai dodici apostoli : i Giu­ dei si consigliavano sul modo di eliminarlo (9 ,2 3 .24; dr. 2 3 , ! , . 2 ! .27 ; 2 ) ,3 ) . 3 4 · Con à.vacr"t'a� n 3 ha inizio il racconto dell'obiezione di Ga­

maliele .u 4 Dopo che nel v. 3 3b s'era accennato all'intenzione dei sinedriti di uccidere gli apostoli, l'intervento del fariseo11' 1 10. StETCp!cv'tc (imperfetto passivo) significa letteralmente «erano segati a pezzi» . I n senso traslato i l passivo si trova anche in Act. 7,54 ( tixovc'V'tEw6yo� 'tOV DEov (cosi anche i n 4,3 1 ; 6,7; 1 1 ,1 ; 1 2,24; 13,.5·7; 17,1 3 ; 1 8,1 1 ) è sinonimo di ò À6yoc; 'tOU xvp!ou; dr. sopra, nota k.

a

40.

01.axovÉw indica il servizio a mensa di casa in casa; cosl ad es . in Le. 10,40 ; 12, 37; 17,8 ; 22,26 . 27 . ot.axovÉw col dat. della cosa ('tpa1tÉl;a1.c;) è insolito: «curare qualcosa (il servizio a mensa)». 'tpa1tEt;a può indicare il pasto che sta sulla tavola; cfr. Act. 1 6,34 , «preparare un pasto ('tpa1tEt;av)». «Se Luca ha riservato ai Sette la designazione d'ufficio di 'diaconi' d'uso comune al suo tempo (dr. Phil. r , r ; I Tim. 3 ,8 ), ciò vuoi dire che non l'ha trovata nella tradizione» (Wikenhauser, Apg. 8 1 ). 4 1 . Su questo allocutivo vedi sopra, nr. 3 n. 24 ; nr. 8 n. 70. 42. Secondo Act. 2 1 ,8 ot i1t'ta è designazione fissa (come ot owoex«). Il numero sette riferito a membri di un gruppo ricorre quando si parla di capi locali di comu­ nità giudaiche (cfr. Billerbeck II 641 ; egli menziona le designazioni: «i. sette di una città», «i sette migliori di una città») e di altri antichi collegi (i septemviri a Roma : Dio C., hist. Rom. 43,5 1 ,9; ot i1t'ta : Ditt., Syll. 13 49.5,2; Cic., Phil. 5,7 ,2 1 ) .

43 · È� ù�v, « di mezzo a voi». Cfr. 1 ,24 : 8 v È�EM�w Èx 'tOV'tWV 'tWV ovo E'Va (qui è Dio stesso a fare la scelta); 3 ,22 e 7,37 ( «di mezzo ai vostri fratelli»). 44· Il participio passivo p.ap'tupou�-tEvoc;, «di buona fama, di buona reputazione», r1corre anche in Act. 10,22; 22,12. Il passivo di p.ap'tupÉw si ha inoltre in 16,2 . Cfr. anche I Tim. 5,1o; J Io. 12; lgn., Phld. .5,2; I I ,I ; I Clem. 44,3 . 45· L'espressione 1t'VEVIJ.C1 xat crocpLa (v. 3a) si trova all'inizio del racconto su Stefa­ no in successione inversa ( 6,ro). Stefano è itÀ-riPll� xapt'toc; xat ouvap.Ewc; in quanto compie miracoli (v. 8 ), ma parla con «sapienza e spirito» (v. 10). Haenchen, rifacendosi a Wendt, Apg. 1 32, si chiede se in 6,3 non s'intenda «l'intelligenza pra­ tica della vita» : gli uomini avranno a che fare «con denaro e doni della comunità». Ma ciò vale anche per Stefano in 6,xo? 46. Vedi 6 ,8 . ro , dr.

n.

45· Si tenga presente che - all'infuori di 6,3 (8.10) - le e-

5 93

Act. 6,2-4

Ma può anche darsi che la doppia espressione facesse già par­ te del testo prelucano.47 Gli apostoli stessi vogliono «insedia­ re»48 (v. 3h) Mwucrfi 7tot.i)crat. ttv't'i)v xa't'à. .,;òv 't"v7tov 8v Éwptixe.t. · 45 f)v xat Eta-T)yayov SLa.oe.çciiJ.e.vot. ot 7ta't"Épe.c; 'Ì)(lwv (lE­ 't"à. '11')a-ou Ev 't'ii xa.'tacrxicre.r. 't'wv é.1Nwv, wv é.çwa-Ev ò ile.òc; ck1tò 7tpocrw1tou 'TW'V 'Jt(l'tÉptù'V lUJ.W'V �wc; 'tW'V 'liiJ.EPWV aaulo, 46 Se; EUPEV xaptN l­ VW'Jtt.O'V "t'ou De.ov xa� n,;T)a-a'to EVpEt:v uxi)vw1.1a ,;(i) otx� 'Ia.xw�. 47l:o­ lo(lwv oÈ oixo06IJ.1]0'Ev av't� otxo'V. 48 ltll'ovx o u�t.cr"t'oç. È'V xe.t.po1tot.i}­ -tot.� XtX'tOLXEL, xa.D'wc; Ò 1tpocpi}'t'1}ç. À.ÉyEt." •





49

,o

«Ò oupav6� lJ.OL i}p6voc;, i) SÈ yij Ù7tO'Jt00LO'J 'TW'V 1tOOWV {.10U" 1to!ov otxov otxoOoiJ.i)crE't'É IJ.Ot., À.Éye.t. x\)pt.oc;, i1 'ttç. 't'67to� ,;ij� xa'ta'Jtaucre.wc; IJ.OU;» ovxt L� (B koinè pl ) s A c E leggono lv 1ttXCTll CTOq>L� e 1téicra.v 't''Ì}V CTOq>Lt1V. Forse la lezione originaria è quella con f.v.

> ; e 6 , 1 4 : «distruggerà questo luogo») va rife­ rita al tempio di Gerusalemme; 28 «al di fuori di questo conte­ sto (secondario) , l'attualizzazione resta possibile per ogni luo­ go di preghiera, anche per le sinagoghe della diaspora» .29 Act. 7, I 6 è in contraddizione con Gen. 2 3 . L'acquisto - di cui si parla colà - della grotta di Macpela presso Hebron (de­ stinata a servire da tomba) da parte di Abramo, è stato scam­ biato con Gen. 3 3 , 1 9 s. (acquisto di un podere presso Sichem da parte di Giacobbe) . Il dato di Act. 7 1 6 , secondo cui i pa,

2,. Spiro, Samaritan Background 286-300. 26. Spiro, op. cit. 286 . In Bauer, Wb. , s.v. 't61to� xb si documenta quanto fosse dif­ fuso l'uso del termine 't61to� per indicare un tempio. 27. Contro Spiro, op. cit. 286 s. e Scharlemann, Stephen 38. 28. Haenchen, Apg.7 270 ritiene invece che si tratti di «Canaan o Gerusalemme». 29. Stemberger, Stephanusrede I'9·

triarchi (v. 1 ; : «i nostri padri») furono sepolti a Sichem,'0 si basa forse su una tradizione samaritana locale .3 I C'era in ogni caso una tradizione sulle tombe dei patriarchi in Sichem,'2 che però non si trova in fonti samaritane. Poiché esistono diverse testimonianze patristiche su una localizzazione delle tombe dei patriarchi a Sichem,'J non si deve supporre che qui il discorso di Stefano dipenda da fonti specificamente samaritane. A ra­ gione G. Stemberger dubita che lo «spostamento» del luogo di sepoltura da Hebron a Sichem «vada fatto risalire a una ten­ denza prosamaritana» .34 Piuttosto , il discorso fa sua questa lo­ calizzazione per corroborare la sua tesi : «Abramo e i suoi figli non ebbero alcun possedimento in terra giudaica . . . La promes­ sa di Dio non è legata alla terra>> .n La citazione di Am. ; , 2 5-2 7 , che si ha in Act. 7,42b.43 , se­ gue i LXX, ma alla fine invece di « (vi deporterò) al di là di Da­ masco» , ha l'espressione riferita all'esilio di Babilonia : (cfr. Gen. 3 9 ,2 1 ) , lo sottrasse a diverse DÀ.L�EL, ..oxav"t'WIJ.a"t'a. xa.l �poa-i)VEYXEV tvcrlav CTW"t'T)rMU .

182. eùcppa.!vov"t'o (imperfetto! ) sintetizza Ex. 32,6b. -twv XELpWV a.Ù"t'wv si trova anche in Ex. 32.4a. Il plurale -tà. �pya. 't. X· a.ù. non si riferisce solo all'idolo, ma chiaramente anche alla Dvaia.; dr. Act. 9,20, dove pure si parla di idoli. 183. L'assoluto fo-"t'pE�Ev oÈ o &6ç probabilmente va inteso in senso intransitivo; vedi Zerwick/Grosvenor, Analysis, ad l. 184. -r. O"'tpa.-tr.à "t'OV oùpa.vov, «l'esercito del cielo»: cosl sono figuratamente detti gli astri (Bauer, Wb. , s.v. 0'-tptt-tt&. 1 ), anche nella Bibbia greca: � Par. 33,3.,; ler. 8,2.,

42h·4 3 . È stato senz'altro l'autore di Act. a inserire nel conte· sto la citazione di Am. 5 ,25-2 7 , destinata a provare che la pu­ nizione precedentemente menzionata, della caduta nell'idola... tria (v. 42a) è conforme alla Scrittura. 1 8' Il v. 42 h è una formu­ la d'introduzione tipicamente lucana , che indica la fonte cita­ ta, il libro dei dodici profeti.186 La citazione si riferisce al tem­ po che la «casa d'Israele» trascorse nel deserto (v. 4 2c) . La >, dice lo stesso Salomone (r Reg. 8 , 2 7 ) . Il tempio non può co­ stringere Dio in un luogo umano, per renderlo disponibile. E allo stesso tempo l'affermazione del v. 48a indica - come con­ clusione del più antico abbozzo storico che sta alla base del di­ scorso - che i Giudei della diaspora per incontrarsi col loro Dio non hanno bisogno di visitare il tempio gerosolimitano . Quanto a Luca, la sua idea è espressa nel discorso all 'Areopa­ go ( 1 7 ,24) , dove si criticano concezioni pagane che fanno del tempio un'abitazione di Dio.

48b-_5o. I vv . 48h-5o presentano ora - probabilmente per ma· no dello stesso Luca20' - una «prova scritturistica» del v. 48a: ls. 6 6 ,1 s . mostra che trono di Dio è > in der lukanischen Christologie, in ]esus und Menschen­ sohn (Festschrift fiir A. Vogtle), Freiburg 197.5, 267-282. La lezione di P7\ che in­ vece di «Figlio dell'uomo» ha u!òc:; -tou DEou, è difesa da Kilpatrick, Acts Vll.56· ( 1965 .1978) ; vedi sopra, nota c. 35· xp&.�a.'Y-tEc:; oÈ cpwvfi (.LEyliÀ.n ha un parallelo singolare nel v. 6o ad introdu­ zione della richiesta di perdono da parte di Stefano (cfr. anche Mt. 27,50; Mc. 5,. 7). Negli Atti xpcit;w si ritrova in 14,14; 16,17; 19,28.32.34; 2 1 ,28.36 ; 23,6 ; 24,. 21 ; in 14,14 ; 19,28.34 ; 2 1 ,28 .36 si ha un grido di reazione indignata. 36. tru'YÉO'XO'Y -tà. w-ta. a.Ò'tW'Y. tru'YÉXW è sl verbo caro a Luca (che lo usa in 9 pas-· si sui 12 complessivi del N.T.), ma nel senso di «tener chiuso, chiudere» ricorre solo qui (ma cfr. Ps. 68,1 2 ; ls. 52,15 e passim nei LXX). 37· xa.l wpJ.L1}CTtx.'Y oJ.LODVJ.LClOÒ'Y ht'a.v-t6v. Nel N.T. op�J,(iw si ritrova soltanto in. Mc. _5,13 par. Mt. 8,32/Lc. 8,33 , e in Act. 7,57; 19,29 nell'espressione WPJ.LT}CTtx.V' l>J.LoihJJ.La.06'Y. Su OJ.LOihJp.a.o6'Y vedi sopra, nr. 2 n. 72. 38. v . .57a : «si tenevano chiuse le orecchie» per non dover ascoltare che cosa Ste­ fano diceva loro.

662

cielo (v .56). Certo, gli uditori (nella situazione presupposta) non sono in grado di comprendere il contenuto del detto sul , si ritrova in 14,1 9 ; 17,6; altrove nel N.T. ricorre solo in Io. 2 1 ,8 (una rete da pesca) e Apoc. I2A (a proposito del drago che spazza via le stelle). 78. 1tcxpES!oov Et t.À. !-rt7t� e.ù ayye.À.t.�o (.ltv� 1tEpt 't'ijc; Baut.À.e.�aç 'tov ile.ou xat 'tov 6v61J.(L"toc; 'I1}aou Xpt.O""tOV , E�tX'lt"t"t�O\I'tO a:vope.c; 'tE xat yu v al:xe.ç. I 3 ò OÈ l: !IJ.WV xa.L a.ù­ 'tÒt; È1ttO""t"EUO"EV XlXL �ct'lt'tt.O"ae.tc; iiv 1t pOO"XCX.p'tEPWV -t{i> t.À.i1t1t 4l , ilEW­ pw'V "t"E crr}).J.t:�C%. Xtx.L O U 'VciiJ.E t.t; IJ.Ej"ciÀ.� ')'t.VOIJ,Éva.c; E;LO"'ta:tO . 1 4 'Axoucrav'te.c; OÈ ot f.v 'Ie.pouoÀ.ulJ.ot.� ti7t6cr'toÀ.ot. o-tt. oÉoe.x'ta.t. i] l:ct­ IJ.ape.t.cx. "tòv À.oyov "t"ou De.ou, CÌ1tÉCT"t"Et.À.llv 1tpòc; aù't oùc; IIÉ'tpov xa.t 'Iw­ tivVT)v , 1' ot't t.ve.c; xa-tcx.�civ-te.c; 7tpo0ì)u�cx.v'to 1te.pt cx.ù'twv o1twc; }.. ciaw­ cnv 7tVEvp.a éiyt.ov · 16 oÙOÉ7tw yà.p Tiv è:1t'oùoe.vt a.ù"t"wv É7tr.7tE1t-twx6�,. p.ovov oÈ �e.(ja.7t"t"t.CT).J.Évot. Ù1ti)pxov ELc; -tò ovo�--t a. -tou xupiou '11}uov . l7 't6'tE É1tE"t"!ite.uav -tà.c; xe.l:pac; l1t 'a.ù-toùc; xctL ÉÀ.ap.actvov 'Jt'JEVIJ.ct &-· y t.ov . 18 'Iowv oÈ ò l:i�J.wv o'tL o t.à. 'ti)c; t�t.DÉcre.w� 'twv xe.Lpwv 'twv ci-· 1tOO''t6À.wv oioo'tat. 'tÒ 7t'VEup.a, 1tpo À.oy� 'tOU't�, i) yàp Xctpoict aou ovx ECT'tt.V e.vDe.l:ct E'V(J,'V'tf. 'tOV De.ov. 22 IJ.E'tct­ VO'J}C10'V OU'V rt7tÒ 't i)c; xaxl.a.c; O'OU 'ttl.U't1)c; xat oe.i1D1l'tt. 'tOU xupiou e.t. &pa. à.cpe.Di}cre.-tr�.i crot. i} É1tl.vor.a. 'tfic; xctpoLa.c; crou, 23 e.tc; yà.p xoÀ.1}v 1tt.­ xpitX; xa.t aU'VOECTIJ.O'V &. o t.x i aç òpw ere. o"V"ta.. 24 à.1'to xp LDe.Lt; ot o l:!llwv· EÌ1tE'J . oe.i)i}T)'tE ÙIJ.ELc; \ntÈp EJ.lOU 7tptc; 'tÒ'V xupt.O'V 01tWc; J.11]0ÈV È1tÉÀ.Dn É1t'È� W'V e.!pi)xa.'tE.. 2' ot J.LÈ'V oùv O LC1IJ.C1p'tupaJ.lE'VOf. xa.t À.a.À.-i}O'CX.'V'tEc; 'TÒV À.oyov 'tOV xup!ou V1tÉO""t'pEcpov Etc; cle.poa6À.UJJ.a 1tOÀ.À� 'tE XW(..Lct;. 't W'V l:a.1J4p t.'tW'V EÙT)yye.À.t�OV'tO. •.



l

Quelli che si erano dispersi se ne andarono in giro annunciando la pa­ rola.a ' Ma Filippo, disceso nellab città (capitale) della Samaria, predi­ cava ad essi il Cristo. 6 'La folla prestava attenzione' unanimemente a. •

a. Dopo "tbv À.6yov E t w v�1 syP aggiungono -tou DEou, forse per assimilazione a. 4,3 1 ; 6,2.7 ; 8,14 ecc. b. L'articolo "ti)v prima di TC6Mv è omesso da C koinè D pl. La lezione migliore (con l'articolo), riferita alla capitale della Samaria, è testimoniata da P74 B S A pc; vedi Metzger, TC 355 s. c. Invece di 1t(JOCTE�XOV Si ol lSxÀ.o!. (c.c) D* (syP ) leggono wc; Si i')xovov 'JttXV[ 'tEc;?) ol 6xÀ.ot. 1tpoCTE�xov: un ampliamento «occidentale»; vedi Metzger , TC 3,6.

quanto diceva Filippo, udendo (il suo messaggio) e vedendo i segni che egli compiva. 7 Infatti da molti di quelli che avevano spiriti immondi uscivano (questi spiriti) gridando a gran voce; anche molti paralitici e zoppi furono guariti. 8 Così regnava grande gioia in quella città. 9 Ma v'erad nella città un uomo di nome Simone, che da tempo esercitava arti magiche e sbalor­ divae la gente di Samaria, dicendo di essere un grande (uomo) . 10 E tut­ ti, dal più piccolo al più grande, gli prestavano attenzione dicendo : «Co­ stui è la potenza di Dio che è detta la grande» .l 11 E s'attenevano a lui, perché per molto tempo li aveva sbalorditi con le sue magie. 1 2 Quando però credettero a Filippo che annunèiava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. 13 E Simone stesso credette e, dopo essere stato battezzato, stava co­ stantemente con Filippo, e stupiva al vedere i segni e le opere potenti che avvenivano . I4 Ma gli apostoli in Gerusalemme, avendo udito che Samaria' aveva accolto la parola di Dio, inviarono loro Pietro e Giovanni. 1' Questi, scesi colà, pregarono per loro che ricevessero lo Spirito santo. 16 Infat­ ti non era ancora disceso su nessunoh di loro, ma erano solo stati battez­ zati nel nome del Signore Gesù.i I7 Allora imposerok loro le mani e ri­ cevevano lo Spirito santo. 18 Ma Simone / vedendo che per l'imposizicr ne delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito,m offrl loro del dena­ ro I9 e!' disse : «Date anche a me questo potere, affinché qualsiasi per­ sona a cui io0 inmponga le mani, riceva lo Spirito santo» . 20 Ma Pietro d. Invece di 1tpoii7ri]pxEv D legge il participio 1tpou1tO:pxwv. Dopo 1tpou1tO:pxwv (vedi nota d) D prosegue presumibilmente con l�Écr-ra.vE,. invece che con xa.f. t;"cr-rO:vwv. f. Invece di xa.)..ov(.l.É'VT) ((..LEyaÀ.'Jl) L 614 pc leggono À.EyoJIÉv1). Koinè pm syP sa omettono xa.À.ovl-li'VT}, contrariamente alla lezione meglio testimoniata da P74 S A B C D al. Cfr. Metzger, TC 358. g. Prima di l:ap4pE(.CX. 614 pc omettono l'articolo. h. Invece di l1t'ovòEv( D* legge l1tf. ovòéva.. La costruzione di t1t(.1tt1t-rw con tm + accusativo si ha anche in 8,39 var.; I O A4 ; r r ,r 5 ; 1 9 ,6 D (dr. Ez. 1 1 ,, ) ; quella col dativo non si ritrova in connessione con lo Spirito santo. i. Dopo 't'OV xvpLov 'I'JlCTOV D aggiunge Xp(.CT'tOV. k. Invece di i'ltE'tL&aa.v koinè D* pl leggono l1tE't'Litovv; })4' p aggiungono inoltre l. Prima di �LlJ.WV 'l' 6 14 pc omettono l'articolo. «V't'O�. m. Dopo 't'Ò 1t'VEV(.W. F5•74 A C koinè D pl aggiungono ( 't'Ò ) iiy(.O'V, (diversamente da B S sa), per adattamento a un diffuso uso linguistico cristiano; vedi Metzger, TC 3, 8. n. Prima di Mywv D gig p aggiungono 1ta.pa.xa.À.wv xa.t Metzger, TC 3,18 : «per dare maggior vigore alla richiesta di Simone». Vedi anche sotto, nota s. o. Dopo Émi}w D p aggiungono xayw, in considerazione del v. 17. e.

gli disse: «Va in perdizione tu col tuo denaro, poiché hai pensato di poter comprare con denaro il dono di Dio. 21 Non v'è parte né sorte per te in questa faccenda, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio . 22 Convertiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo proposito del tuo cuore . 2' Infatti ti vedoP ilin fiele amaro ed in un laccioil d'iniquità>> . 24 Ma Simone rispose dicendo : ' .s«Pregate voi per me il Signoreu che non mi accada nulla "di quello che avete detto» ." 2' Ed essi allora dopo aver attestato e predicato la parola del Signore,w tornavano a Gerusalemme e predicavano l'evangelo a mol­ ti villaggi dei Sa mari tani .

Il brano unitario 8 ,4-2 5 si può suddividere nel seguente mo­ do . Il v. 4 fa da passaggio da 8 , 1 -3 a Filippo.1 All'inizio (v. 4) corrisponde il versetto conclusivo (v. 2 5) .2 Ambedue questi «versetti-cornice» mostrano inoltre che l'autore di Act. consi­ dera il racconto su Filippo soprattutto dal punto di vista della diffusione della parola (di Dio) .3 Domina il verbo Eva.yyEÀ�­ �OIJ..a.L ( VV. 4 . l 2 . 2 5 ) . p. Invece di opw D E 614 pc leggono DEwpw. Reminiscenza di &wp(;) di 7,56? 8,1 3 aveva DEwpwv. q. Invece della sequenza di parole Ett; yàp XOÀ.TJV mxp� xa.L crovSEO'J.LO'V, D* (ren­ dendo il testo più scorrevole) prima di aOI.XLa. : '1 egli non aveva sbalordito soltanto la popolazione della città'2 (v. 9a) . Si aggiunge anche che egli ave­ va la pretesa «di essere un grande»'" (v. 9b) , una pretesa che corrisponde a quanto i suoi seguaci dicevano di lui . Tutti , pic­ coli e grandi,'4 lo ascoltavano o lo seguivano (7tpOO"EtXO'V ) pro­ fessandosi suoi adepti (v. Ioa) , dando espressione alla propria 48. v. 9: 1tpov1t'ijpx€v seguito da participio; cosl anche in Le. 23,12. Il costrutto corrisponde alla coniugazione perifrastica e indica uno stato precedente che dura abbastanza a lungo; cfr. v. I I : LXfX� xp6v�. 49 · Su questa espressione, che introduce un nome proprio di persona, dr. Le. ro, 38; 1 6,20 ; Act. 5 ,1 ; 9,10.36 ; Io,r ; x6,1 .1 4 ; I8 ,2 .7.24; 20,9 . Il nome di Simone era frequente presso i Greci e i Giudei ( dr. sim'6n ); cfr. Bauer, Wb. , s.v. Quindi Si­ mone Mago potrebbe essere stato pagano (ed essersi presentato ai pagani di Sama­ ria) ; cfr. Haenchen, Apg. 297. 50. JJ.a:yEvw è hapaxlegomenon neotestamentario, cosl anche JUtYELa (v. I I ). Inve­ ce (6) IJ.cXYOt; ricorre, oltre che in Act. 1 3 ,6.8 (detto del mago giudeo Bariesu-Elima di Cipro), anche - non nel senso di «mago» - in Mt. 2,1 .7.16a.b ( qui plur.). Quin­ di nel N.T. la «magia» è oggetto d'attenzione solo in Act.; cfr. la menzione della magia nei cataloghi di vizi di Barn. 20,I ; Did. 2,2 ; 5 , r ; vedi anche lgn ., Eph. 19, 3· Cfr. G . Delling, IJ.(iyot; X'tÀ.., in ThWNT IV 36o-363. 5 I . "tÒ KfNot; "t'ii corrisponde ai dati sommari dei vv. 6.8.10.1 2. Haenchen : «Secondo il linguaggio cristiano dei primi tempi (Rom. 1 5 ,26; 2 Cor. 9,2) un territorio è cristiano quando in esso esistono comunità cri­ stiane». 7 1 . litxo�-tat. nel N.T. ricorre solo con l'ace. 't6v l6yov: Le. 8,13 div. Mc. ; Act. 8, 14; 1 1 ,1 ; 17,1 1 ; inoltre 1 Thess. r ,6; Iac. 1,2 1 . V. litxo�-tar. l6yov in I Thess. 2,13. 72. 6 l6yoc; 'tOV itEov indica il messaggio cristiano anche in 4,31 ; 6,2.7 ; 1 1 , 1 ; 12, 24 ; 1 3 ,5 ·7·46 ; 17,1 3; 18,I r ; nel contesto più immediato di 8,14 cfr. 8,4; 6 l6yoc;, 8,25 : ò l6yoc; 'tOV xvp,ov. Vedi sopra, nr. 15 note k. 38. 73· Nell'opera lucana i due «apostoli» ricompaiono insieme in Le. 8,, 1 ; 9,28 ; 22, 8; Act. 1 ,1 3 ; J,1 .3 . 1 1 ; 4,19. Ma cfr. anche Gal. 2,9. Cfr. sopra, nr. 2 n. 67. 74· Soggetto di rt1ttO"'tEf.MxV sono qui gli rt1t6a"toÀ.ot.. Nell'opera lucana &.1tOO"'tÉÀ.­ À.W 1tp6c; si ritrova in Le. 7,3 .20; 13,34; 2 o ,r o ; Act. 9 ,38 ; I I ,I I .Jo; 1 3 , 1 5 ; inoltre in Mt . 2 1 ,34·37 ; 23 ,34 .3 7 ; 27,19 ; Mc. 3 ,3 1 ; 12 ,2 .4 . 1 3 ; Io. 1 ,19; 5,33 ; 1 1 ,3 ; 18, 24; 2 Cor. 12,17. 7, . ot ti1t6a'toÀ.ot. . . . cbtÉO"'tEt.À.ctv. Similmente in 15 ,27, dove si parla dell'invio di Giuda e Sila da parte degli apostoli (v. 22 ) . Cfr. l'invio di Barnaba e Saulo ( 1 3,2-4). 76. oÙÒÉ1tw, «non ancora», nel N .T. ricorre con oùliE� , oltre che in Io. 19,41, an­ che in Le. 23,53 S C W al. 77· 1tPOO'T)V�CL'V'tO . . . �1twç M�o-r.v è insolito; nel resto del N.T. (a prescindere da

Act.

8,r5-I7

mediante l'imposizione delle mani da parte degli apostoli (dr. v. 1 8 ) è intesa come completamento del battesimo.78 Bat­ tesimo e ricezione dello Spirito sono quindi in istretto rappor­ to/9 e il narratore non vuole porre in dubbio che al battesimo cristiano è legata di norma la ricezione dello Spirito.ao Luca prende «dalla tradizione la connessione tra battesimo e comu­ nicazione dello Spirito>> ,8 1 ma sottolinea la libertà dello Spiri­ to, che non si lega al battesimo ( 2 , 1 -4 ; 1 0 ,44 ; 1 8 ,2 5 ) . L'in­ teresse di 8 , 1 4- 1 7 nòn sta nel rito dell'imposizione delle ma­ ni da parte degli apostoli , ma nel «legame con Gerusalem­ me» . 82 Tuttavia gli apostoli a Gerusalemme non fungono da « autorità di controllo» ,83 bensl - mediante i loro due delegati - come «anello di congiunzione» immediata tra Gesù e la co­ munità dei Samaritani.84 I due apostoli «scendono>> da Gerusalemme in Samaria (dr. v . 5) . Pregano «per»8' i cristiani del luogo perché possano rice­ vere lo Spirito86 (v. 1 5 ) . Anche altrove Luca usa É7tt.7tL7t'tW per

e

Iac. 5,1 6 var.) dopo "RPOC'EUXOIUlt. si ha tvcx (ad es. Le. 22 ,#) . Vedi tuttavia l'uso di lntwc; in Le. 7,3 ; 10 ,2 ; 1 1 ,3 7 ; Act. 8 ,24 ; 9,1 2 ; 25,3 ; dr. Blass/Debr. § 369 ,4 . 78. Cfr. Haenchen, a v. 1 5 . L'intenzione del racconto non è di sminuire in un se­ condo tempo il successo missionario di Filippo, come Haenchen (ibid. ) sembra voler dire: «Egli non è stato in grado di dare la cosa più importante>). 79 · Conzelmann , a v. 16: «L'immagine di un battesimo senza dono dello Spirito non proviene da un'antica concezione del battesimo non pneumatica o prepneuma­ tica; è una costruzione ad hoc (dr. 10,44 ss.; 19,1 ss. ) , la quale anzi presuppone l'unione di battesimo e Spirito». So. Cfr. E. Schweizer, in ThWNT VI 410: «Di norma il battesimo nel nome di Ge­ sù dà lo Spirito». Vedi anche sopra, excursus 4· 81. Schweizer, op. cit. 4 1 1 . 82. Schweizer, op. dt. 41 2 . 8 3 . Contro Conzelmann ( a v . 14), che tuttavia osserva : «Ma i l loro diritto i creto non appare come giurisdizione, ma come potere di consacrazione». 84. Giustamente Conzelmann (a v. 16) dice: «Il punto principale non è l'idea del battesimo, ma quella della chiesa ... ». Ma che si tratti della legalità della chiesa di Samaria sanzionata dalla chiesa di Gerusalemme - come aggiunge, interpretando, il Conzelmann - non è deducibile dal testo. 8 5 . 1tPOC'EVXO�t. 1tEPL indica la preghiera di intercessione : Le. 6 2 8 div . Mt. 5 44 ; Act. 8,1 5 ; Col. 1 ,3 .9 ; 4,3 ; I Thess. 5,25 ; 2 Thess. I ,r t ; 3,1 ; Hebr. 1 3 ,1 8 ; cfr. Ù1tÉp in Mt. 5,44. Preghiera collegata con l'imposizione delle mani: Mt. 19,1 3 ; Act. 6,6 ; 1 3 ,3 ; 28,8 . 86. À.Clp.�&:vw 1t'VEVp.« !yt.o'V, come in 8,17.19; IOA7 (-rò 1t'VEVIJ.Cl -rò aytov) ; 19,2 ; cfr. 1 ,8 ; 2,33 ·38. ,

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indicare la («libera») venuta dello Spirito santo.87 �E�CX.1t�t.­ C11J.É'VOL Ù1ti]pxov esprime lo stato (provvisorio) .88 L'imposizio­ ne delle mani89 segue (v. 1 7 : �é-tE) la preghiera; l'uso ripetuto della preposizione È7tL ( vv. I 6 . I 7) esprime la corrispondenza tra la simbolica imposizione delle mani e la venuta dello Spi­ rito sui battezzati .90 x 8- 1 9 . L'introduttivo �OW'V oÈ o l:LIJ.W'V è preparato dal v. 1 3 . Resta incerto se anche Simone abbia ricevuto lo Spirito santo (v. I ? ), benché ora egli figuri piuttosto come osservatore della comunicazione dello Spirito91 «mediante l'imposizione delle mani degli apostoli»91 (v. I Sa) . Il concorrente battuto da Fi­ lippo vorrebbe fare ora - in un certo senso su un piano nuovo - quello che gli apostoli sono in grado di fare : egli desidera acquisire l'È�oual.a93 degli apostoli di comunicare lo Spirito 87. Act. 10,44; 1 1 ,1.5 ; inoltre 8,39 var.; 19,6 var. ; dr. G. Schneider, fm1t�1t-tw, in EWNT n.

88. Ù1t&:pxw ricorre spesso nel senso di Etp.t Con un participio perfetto passivo si ritrova nel N.T. solo in Act. 1 9,36. 89. Sulla «imposizione delle mani» vedi sopra, nr. 1 5 nn. 7o-73. Su una comunica· zione dello Spirito mediante imposizione delle mani informa, oltre che 8,17-19, an­ che 1 9 ,6. È possibile che già molto presto l'imposizione delle mani fosse collegata con l'amministrazione del battesimo (cfr. 9,17.19; 19,6; Hebr. 6,2). Questa con­ nessione però è affermata in modo esplicito per la prima volta da Tertull ., bapt. 8. 90. Il paratattico E7tE-tlitEo-av ... xat Eì.. a�J,[lavov (v. 17) nel v. 18 (ot.à 'ti)c; E1ttDÉO"Ewc; "tWV XEr.pwv ) viene interpretato nel senso di un «mezzo» di comunicazione dello Spirito. In questo senso c'è qui il punto d'avvio per una comprensione «sacramen­ tale» dell'imposizione delle mani. Wikenhauser, Apg. 98, senza che ci siano indi­ zi nel testo , vorrebbe riferire la comunicazione dello Spirito in Samaria allo «Spi· rito dei carismi», che Filippo non sarebbe stato in grado di comunicare. 9 1 . o�oo'tat. -tÒ '7tVEVJ..Ul . Che lo Spirito santo sia «donato/concesso» ( o�OWIJ.L) si dice anche in Le. 1 1 ,13 ; Act. 5,32 ; 1 1 ,1 7 ; 15,8 ; dr. Act. 2,38; 10,45 ; 1 1 ,17 (lo Spirito come owpEa). 92. Sr.à. 'tllc; btt.DÉO"EWc; 'tWV XEt.pwv "tW'V a1tOO'"'t6À.wv interpreta il rapporto tra imposizione delle mani e ricezione dello Spirito in senso causale; vedi sopra, n. 90. Il sostantivo E1t�DEo-tt; ricorre nel N.T. solo in connessione con ('twv) XELpwv (Act. 8,18; I Tim. 4,14; 2 Tim. 1 ,6; Hebr. 6,2 ). Si tratta di un'espressione stereotipa. 93· -ti}v E.;ovoiav 'taU-t'r)V (cosl anche in Le. 4,6 [div. Mt. ] con O"oL 8wuw, simil­ mente in 20,2 par. Mc. ) non viene spiegato dalla successiva frase introdotta da tva; il suo contenuto risulta già sostanzialmente comprensibile mediante il v. 18. Le . 4,6 mostra che Luca mette in rapporto la pretesa di Simone con l'idea del dia­ volo; nello stesso versetto si ha anche la locuzione fiç 't'rtU­ "t'l')c; EÙT}yyEÀ.LO"C1"tO aÙ"t'@ 't'Ò'V 'Il)C10U'V . -'6 wc; OÈ E1tOPEUO'V't'O xa-tà 't''Ì")'V òo6v, tjÀ.itov É1tL 't'� uowp, xa� q>'r)O"t.'V Ò EÙ'Vouxoc;· tooù vowp, 't'! XWÀ.UEt. l-lE �C17t"tt.O"i}fiva.�; -'8 XrtL È.XÉMUO"E'V O"'t'i)'Vat. 't'Ò &,p(.lCX. xcx.t Xt1't'É�'l')O"ClV a(.Lq>O"t'EpOt. Etc; 'tÒ uowp, o "t'E CI>LÀ.L1t'Jt0 , parlando dell àvi} p Atilto� pensava «all'uomo di pelle nera al di là dell orb is terrarum conosciu­ to»/0 il che tuttavia non esclude che egli identificasse l'Etiop ia col regno di Meroe, di cui il racconto conosce la regina «Can­ dace» . Anche se il testo di Act. non dice esplicitamente «che l 'eunuco vi ha portato il vangelo» , esso tuttavia allude al fat­ to che W, ,.U7, 620 a1to�a.��O(.tetf., 407 a1tO��Éyyo�etf., 347 , 35 4, 364 , 371 , 487 a7tw&Éoll(Xt., 641 , 645 apet, 699 àpyupt.0\1 + xpuatov, 4 18 àpÉ�xw, 594 apE�'t6V, 59 I apt.D�J.6c; + gen. plur., 556 , 597 4p(1a, 699 tXpVÉOlJ.(%1. , 433 , 442 , 4#, 486 , 643 àp;a�oc; , 302, 703 ap7t&.t;w, 706 CÌ PXT}y6c; (-t ile; �(a)ik), 38 I 443 s .. .62 s . , 541 , 54�552 tXPXt.EpEl:c;, 472, 479 ss., 534, 544 rXPXt.EPE� + 1tpE��u�Epot., 479 , 607 lipxov't'Ec;, 448, 472 s., 479 , 481, 483 , 497 s . Cipxwv, 641 , 643 aaDEVELc;, 53 0 'Aa!a, 6o5 aO'-tEi:oc;, 638 a�cpaÀ.i)c; X't"À.. , 1 14 , 171 , 384, 543 tX'tEVLt;W, 282, 412, 418, 6oo , 61 1 , 658 ti't't.(..Lcit;w, 560 a.v;civw, 596 s., 637 avpt.ov, 472, 478 tX(I)EÀ.6'tT}c;, 402 lfcpEO't., 449 i.;&.lloi.J.at., 420 f;CL1tOO"'tÉlÀW, 3 1 3 , 635 i;!o--tT)IJ.t. (-La"'t&.vw), 349 s., 429, 68o s. f;oooç, 109 l;ovo-!a. , 44o, 48o, 685 l;w, 542, 5 54 l;wDÉw, 621 , 648 È1tayyEÀLCL ('tOV 1tCL'tp6�), 275, 371, 383, 632, 636 E1ta.yyÉlÀOIJ.CLL, 6I8, 632 s. !7tctvlt.c;, 299 s . É1tEi:oov, 499 È1tÉPXOJJ.CLt. E1tC, 279, 672 i.1tEpw'taw, 512, .546 E1tÉXW, 418 bei co n ace. (in sen so ostile), 498 ( Elv«t.) f.m. -rò aù't6, 298, 334 s . , 343 s. , 395, 400, 403 i.'Jtt.�aÀÀw 'tàç XEi:pct�, 477, .540 È1tLOT}IJ.ÉW, 3.51 È1tLDEo-t.c;, 597, 68.5 s. E1tt.Xa.ÀÉOJJ.CLL, 376, 386, 389, 663 È1tL'VOt.CL, 687 -rfl ÈmovCTil ( T}IJ.Ép�), 641 E1tt.1tL1t'tW, 346, 68'j, 692 È1tt.O"XÉ1t'tO�t., 591 , 594, 639

712 È1tt.crxt.O:�w, 525, 5.30 È1tt.crxo'Jti], 301 t'Jtt.cr't'a:tll� , 391 btt.cr't'pÉq>w, 392, 448 È'Ttt."'C'tth)I..Lt. 't'� x�tpa� o altro, 596, 685 È1tt.cpavf)�, 376 lmxe:t.pÉw, 171 ( ot) È'Tt't'a, 592 fpyov, 55 3 , 55 8, 646 frnn..Lo�, 697 f