Etica della comunicazione
 8816430230, 9788816430235

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KARL-OTTO APEL Nato a Dlisseldorf nel 1922, si è addottorato al­ l'Università di Bonn nel1950. Ha insegnato al­ le Università di Kiel e Saarbrucken e, come visi­ ting professor, in numerose istituzioni quali la New School for Social Research di New York, la Yale University, l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Centro de Investigaciones Eticas di Buenos Aires e il Collège lnternational de Philo­ sophie di Parigi. Attualmente è professore eme­ rito di filosofia alla J.W. Goethe-Universitat di Francoforte dove è anche direttore del progetto di ricerca «Etica del discorso - applicazione in ri­ ferimento alla situazione storica». In Italia, oltre a numerosi saggi, sono state tradotte le sue se­ guenti opere: L 'idea di lingua nella tradizione dell'umanesimo da Dante a Vico (Il Mulino, Bo­ logna 1975); Comunità e comunicazione (trad. parziale, Rosenberg e Sellier, Torino 1977); Er­ meneutica e critica dell'ideologia (Queriniana, Brescia 1979); Il logos distintivo della lingua umana (Guida, Napoli 1989).

ISBN 88-16-43023-0

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l Il l Il 1 1 788816 430235

Lit. 10.000

EDO (Un'Enciclopedia D'Orientamento) nasce a l l'interno della

Open

Thematic

Encyclopaedia che l'Editoriale Jaca Book sta realizzando. L'insieme dei piccoli volumi di EDO co­ prirà negli anni molti insegnamenti universita­ ri così come campi della ricerca e delle arti non ancora riconosciuti dall'università italia­ na. Partecipano a EDO studiosi e ricercatori eu­ ropei ed extraeuropei per presentare, come do­ vessero svolgere una «lezione inaugurale» di fronte a studenti e colleghi, la loro disciplina. Ogni volume di EDO non è perciò l'esposi­ zione di un problema, ma costituisce la -pre­ sentazione di una disciplina, di un campo scientifico od espressivo. Abbiamo chiesto ad ogni autore di fare il punto su tale campo e di essere personale come stesse introducendo un SUO «COrSO». Abbiamo anche chiesto di indicare i luoghi e le istituzioni, a livello internazionale, che l'autore stesso voglia consigliare a colleghi o studenti per iniziarsi alla sua disciplina. Sono già programmati oltre 120 titoli. La Open Thematic Encyclopaedia, che ini­ zierà ad uscire nella seconda parte del '92, sarà costituita da Dizionari Enciclopedici illustrati di oltre 400 pagine l'uno. Il corpo base di 15 volumi sarà pubblicato nella versione italiana

(Enciclopedia Tematica Aperta) entro il '93.

UN'

ENCICLOPEDIA D'ORIENTAMENTO

EDO

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KARL-Orro APEL

ETICA DELLA COMUNICAZIONE

li Jaca Book Il

© 1 992 Editoriale Jaca Book spa, Milano tutti i diritti riservati

prima edizione italiana settembre 1 992 copertina e grafica ufficio grafico Jaca Book traduzione Virginio Marzocchi

EDO è stata ideata per la libreria in occasione del progetto editoriale in corso di allestimento della Enciclopedia Tematica Aperta, che l'Editoria­ le Jaca Book ha programmato, per quanto riguar­ da i primi 1 5 volumi in versione italiana, tra la fine del '92 ed il '93. La I.A.C. S. p.A. di Bologna curerà il marketing e la pubblicità diretta della

Enciclopedia Tematica Aperta. ISBN 88- 1 6-43023-0 per informazioni sulle opere pubblicate e in programma ci si può rivolgere a: Editoriale Jaca Book spa, Servizio Lettori, via Gioberti 7, 20123 Milano, Te!. 02/4988927

INDICE

I. Provvisoria delimitazione del programma

p. 7 II. Lo stato del problema etico oggi:

una ricostruzione in chiave evolutiva p. IO III. Il problema in apparenza paradossale

di una fondazione razionale dell'etica nell'epoca della scienza p. 1 7 IV. La risposta dell'etica del discorso,

fondata in chiave pragmatico-trascendentale, alla situazione teorica attuale p. 24 v. Riepilogo: l'architettonica dell'etica del discorso in quanto etica della responsabilità

p. 72 Bibliografia p. 77 I luoghi p.9 1

I. Provvisoria delimitazione del programma

L'etica del discorso sotto la cui denominazione sono recentemente confluiti vari approcci etici affini (cfr. Apel 1 986b, 1 988, 1 990a, 1 992; Boh­ ler 1 99 1 ; Gtinther 1 98 8 ; Habermas 1 983; Kuhl­ mann 1 9 86) - verrà qui discussa nella versione di una sua giustificazione pragmatico-trascendentale (cfr. Kuhlmann 1 9 8 5 ) . In tal modo vengono avanzate o non avanzate determinate pretese a ri­ guardo della soluzione dei problemi con cui deve confrontarsi un'etica che intenda risultare rile­ vante per l'oggi. Queste le pretese avanzate. l. Va prodotta una fondazione ultima razionale della moralità e del suo contenuto normativo, for­ nendo così una risposta incontestabile ed incondi­ zionatamente valida alle domande: «perché mai es­ sere morali?» e «che cosa significa essere morali?» . 2. In ciò è inclusa la fondazione della validità universale di un principio di giustizia, di solida­ rietà e di co-responsabilità. -

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3. Il principio della co-responsabilità non riguarda soltanto, come nelle classiche etiche deontologiche dei principi, le conseguenze - pur esse eticamente rilevanti - delle azioni in genere, ma anche la re­ sponsabilità in relazione alla storia, responsabilità connessa con la stessa applicabilità dell'etica del discorso. Non supponiamo cioè, come fa solita­ mente l'astratta etica dei principi, l'esistenza di una situazione-zero, ovvero la possibilità di un nuovo inizio razionale, per considerare invece il presente stato del mondo, in cui le condizioni sufficienti di applicazione dell'etica del discorso non sono (ancora) realizzate o lo sono in misura molto diversa. I..: etica del discorso, fondata in chiave pragmatico-trascendentale, intende essere così un'«etica della responsabilità» in senso forte (nel senso di Max Weber e di Hans Jonas) e non una pura «etica dell'intenzione))' sebbene, in quanto etica deontologica (che si propone quale trasformazione di Kant) , resti distinta da ogni etica utilitaristica, come pure da o gni etica teleolo­ gica dei valori o della vita buona. Si prospetta così il passaggio alla caratterizzazione di quelle pretese che, pur non ritenendole irrile­ vanti, l'etica del discorso non include nel proprio programma. Esse potrebbero rientrare nei pro­ grammi etici seguenti . l. Un'etica della vita buona (e quindi dei valori e delle virtù) teleologicamente orientata, sia che tale etica ven ga svolta in riferimento ad una persona individuale o ad una comunità particolare. Una si­ mile etica, di provenienza soprattutto aristotelica, si configura agli occhi dell'etica del discorso co­ me un ambito tematico complementare, ma su-

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bordinato, per il quale non può darsi una fonda­ zione razionale universalmente valida in senso stretto; nonostante risieda qui un compito genui­ no e irrinunciabile per l' etica, e benché tra le va­ lutazioni di un'etica teleologica della vita buona ed il concreto lavoro fondativo dell'etica norma­ tiva del discorso sussista sempre una interna rela­ zione di reciproca dipendenza. 2. In modo simile al caso appena sopra delineato , l'etica del discorso deve considerare come un am­ bito tematico complementare e subordinato an­ che gli utenti dell'etica - tematizzata a tutta pri­ ma da Hegel - dell' eticità sostanziale delle comu­ nità umane. 3. Letica del discorso può e deve considerare co­ me complementare e subordinato anche un pro­ g ramma, in sé consistente (a patto di non confe­ rirgli già a priori una esclusiva validità deontolo­ gica) , perseg uito dall' utilitarismo: l'intento, rile­ vante per ogni economia del benessere, di pervenire ad una massimizzazione delle somme di utilità, da determinarsi in termini matematici e di teoria della scelta. Decisivo è qui il riconoscimento del fatto che la razionalità strategica della massimiz­ zazione dell'utile, in riferimento ad un interesse privato, risulta sempre e solo parzialmente, ovve­ ro temporaneamente, compatibile co n la raziona­

lità della giustizia, solidarietà e co-responsabilità, che sta alla base dell'etica del discorso. Il limite di un tale pro gramma si rivela, allorché viene posto il problema del parassitismo. 4. Cetica del discorso deve co nsiderare come in­ commensurabile con il proprio problema della fondazione razionale dei doveri (obblighi e vinco-

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li) anche il ricorso all'appello degli affetti o disposi­ :z;ioni psichiche moralmente rilevanti, radicati forse come residui istintuali nell'uomo. La compassione, la simpatia, la benevolenza, l'amore e simili non possono dunque venir riconosciuti come principi alternativi per la fondazione della morale; possono però esser tenuti in considerazione come risorse motivazionali, empiricamente indispensabili, per la realizzazione delle norme, anche di quelle fondate sulla scorta dell'etica del discorso. Dopo questa panoramica programmatica, in cui ho anticipato i compiti che l'etica del discorso pone a se stessa ed insieme delimita, desidero esporre in termini più intuitivamente accessibili la pointe* dialettica del suo approccio etico, si­ tuandola entro il dibattito filosofico contempo­ raneo. Tenterò quindi di presentarla come una risposta allo stato attuale del problema etico. Tale stato è contraddistinto, a mio avviso, da alcuni caratteri cui dedicherò il successivo capitolo e che, nel loro insieme, non trovano una adeguata considerazione nelle forme tradizionali dell' eti­ ca, siano esse filosoficamente elaborate o meno.

II. Lo stato del problema etico oggi: una ricostruzio­

ne in chiave evolutiva La caratteristica più rilevante, per cui la presente situazione dell' umanità si configura come una sfì• Abbiamo preferito non tradurre il termine francese pointe, ricor­ rente qui e in seguito nell'originale, il quale ha il significato tanto di

obiettivo critico quanto di nocciolo, punto cruciale di mento o di una posizione (N.d.T.).

IO

un

ragiona­

da per l'etica, sta forse nell'enorme crescita, resasi ormai difficilmente prevedibile (in quantità e qua­ lità) , delle conseguenze (primarie e secondarie) prodotte, in forza della scienza e della tecnica che su quella si fonda, dalle azioni collettive dell'uomo (cfr. Jonas 1 979; Apel 1 984, 1 988). Ciò ha com­ portato che si ponessero richieste eccedenti le loro possibilità ai tradizionali valori, norme e istituzio­ ni della cosiddetta «eticità sostanziale;; (Hegel) , ovvero della morale e del diritto. Tale situazione può a mio avviso venir compresa come l'acuirsi, qualitativamente nuovo, di un problema apertosi già nel processo di ominazione, che ha caratterizzato fin dall'inizio l'uomo come un vivente bisognoso di morale: secondo le acquisi­ zioni dell'antropologia filosofica, dell'etologia e della teoria evoluzionista (cfr. Apel 1 984) , le qua­ li confermano i più antichi suggerimenti della teologia o dei miti religiosi, l' ominazione com­ portò la rottura della certezza istintuale del com­ portamento animale - e quindi anche del com­ portamento animale