Thomas Muntzer teologo della rivoluzione
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FELTRINELLI

BIBLIOTECA DI FILOSOFIA

ERNSTBLOCH ••

THOMAS MUNZER TEOLOGO DELLA RIVOLUZIONE A CURA DI STEFANO ZECCHI

Titolo dell'opera originale:

Indice

Tbomas Munzer als Theologe der Revolution (Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main 1969) (Copyright © 1962 by Suhrkamp Verlag, Frankfort am Main. Tutti i diritti riservati)

Traduzione dal tedesco di Simona Krasnovsley e Stefano lecchi

Pag.

7

Nota del curatore

9

Introduzione

La filosofia morale del comunismo, di Stefano Zecchi 29

I.

Su come va letto

.30

II.

Fonti, biografie e ristampe

34

III. La vita di Thomas Munzer

34

.34 .35 36 37 41 5:S 62 i

72 78

1. Nascita 2. Influssi 3. Peregrinaziot1e 4. Disputa 5. Il proclama di Praga 6. Allstedt e la lega segreta 7. In esilio 8. Considerazioni sul chiliasmo del/a gue"a dei contadini e dell'anaba11ismo 9. Il manifesto ai minatori 10. La ba/taglia di Frankenhausen

86 11. Esito della rivoluzione 96

12. Munzer, figura e presenu,

J 10

IV. Orientamento della predica e della teologia munzcriana

Copyright by

110 110

©

114

1. L'uomo alleviato 2. Sul diritto di violenza del bene 3. Digressione sui compromessi della chic10 tra il mondo e Cristo J.1. 11 borghese medio, 114. • 3.2. Calvino e l'ideologia-denaro, 116. . J.J. L11tero e l'ideologia dei principi, 120. • 3.4. La fede

Prima edizione: aprile 1980

Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano

Indice di Lutero, 129 . . J.5. LA strutturo dei liveUi terreni e ultraterreni del cattolicesimo, 139. - 3.6. LA setta e il radicalismo eretico, 155. 161

4. Continuazione: il quietismo tedesco e il signore luterano

165

5. L'uomo assoluto, ovvero i sentieri de/l'irruzione 5.1. LA paura, 166. - 5.2. Lo sgreuamento, 167. - 5.3. Il distacco, la piu profonda non-credenza e la Parola interiore, 171. • 5.4. L'avvento della fede, 182. - 5.5. Continuazioni: un accenno rimanente, 188. - 5.6. Rinascita, mondo rinnovato, 188. - 5.1. li miracolo e il meraviglioso, 192. - 5.8. Il libero spirito dei battisti i11 Lessing, 194. - 5.9. Diversamente filtrante, una reminiscenza in Keller, in Sche//ing, 196.

200

V.

203

Postilla

Conclusione e la metà del Regno

Nota del curatore

Un vivissimo ringraziamento ai dottori Vladan D. Relié, Elisabeth Schollenberger, Hans-Jorg Weidemann per i loro consigli che hanno permesso di migliorare la traduzione.'

s. z.

' Le note al testo di Bloch sono tulle del curatore.

6

Introduzione

La filosofia morale del comunismo DI STEFANO ZECCHI

1. Bloch pubblicò nel 1921 il suo libro su Thomas Muntzer,' concepito in un unico disegno con la sua prima opera, Der Geist der Utopie (1918), di cui doveva rappresentare lo sviluppo dell'ultima parte: Karl Marx, der Tod und die Apocalypse (Karl Marx, la morte e l'apocalisse). Thomas Miinzer teologo della rivoluzione è l'analisi del rapporto, essenziale fin dall'inizio nella filosofia di Bloch, tra chiliasmo e rivoluzione. iJ l'esposizione della gnosi rivoluzionaria attraverso l'esperienza di una figura emblematica del misticismo rivoluzionario, Thomas Muntzer, e attraverso la riflessione su un periodo storico, la guerra dei contadini (1525), la cui comprensione è impossibile al di fuori del nesso religione-rivoluzione. Questa traduzione è condotta sull'edizione del 1969, che rispetto alla prima ha solo alcune aggiunte al cap. IV, parr. 4, 5.5-5.9. Le difficoltà di natura linguistica che il libro presenta sono enormi. Scritto nel clima cultural-e dell'Espressionismo (per ammissione dello stesso Bloch, come diremo piu avanti, Miintzer è rappresentazione letteraria dell'eroe espressionista), il testo blochiano s'innesta nel ceppo linguistico della mistica tedesca di tradizione eckhartiana. La struttura sintattica del periodo procede per continue apposizioni, spesso la frase infinitiva, divenendo concettualmente fondante o caratterizzante il senso dell'intero periodo, assume, con una brusca forzatura della sintassi, il valore della proposizione principale. All'inizio di ogni paragrafo, talvolta di capoverso, c'è una proposizione-guida, tessuta in forma aforismatica, çhe determina semanticamente tutto il successivo sviluppo sintattico. Bloch diceva del linguaggio di Hegel che "spezza la grammatica usuale solo perché esso deve esprimere l'inaudito e per il quale la grammatica finora non offre alcun appiglio... La sintassi della parola viene infranta là dove non appare ' Il roodo cottttto di scrivere Mìintw: è C()n la 1, e non C()n In sola ,, come è stato accertato dagli studi di H. Bochmcr. Tuttavia Bloch non ha rettificato la scrittura neppure nelle successive riedizioni del suo libro; si spiega cos{ la doppia scrittura del nome Miintzcr: nel testo è mantenuta la forma blochinnn, che è quella prevalente nella storiografia ottocentesca, nell'introduzione e nelle note del curatore è usata la forma oggi C()trcntc. Sulla filoso6a di Ernst Bloch mi limito a ri(()rJarc: I. MANCINI, Ttologia utopia ideologia, Brescia 1974; S. ZEC:0-11, Utopia e sperania nel comunismo, FcltrinclJi, Milano 1974; R. BoDEI, Multiversum. T empo e storia in 'Ernsl Bloch, Napoli 1979.

9

J..a filosofia morale del comunismo

'fhomas Miinzer teologo della rivoluzione

adeguata all'unica sintassi che può fornire regole alla filosofia: la sintassi logico-dialettica".' Questo giudizio si può ritornare a Bloch: rendere in italiano la complessità stratificata di questo linguaggio senza perdere la pluralità di valenze che_ha in tedesco è estremamente complicato e qualche volta impossibile, non solo (sarebbe lo scoglio minore) per l'intrinseca differenza di formazione della nostra lingua, ma soprattutto per la spècificità dei luoghi linguistici a cui attinge questo libro di Bloch, rintracciabili nella pastosità e nella musicalità del misticismo naturalistico tedesco (penso ad esempio a Jakob Bohme come ad uno dei modelli) piegato e rivissuto nell'esperienza culturale dell'Espressionismo. 2. Nel 1975 la Repubblica Democratica Tedesca ha celebrato contemporaneamente l'anniversario della propria riforma agraria e del quattrocentocinquantesimo anno della "guerra dei contadini" (1525). I giudizi fortemente contrastanti che in tutti questi anni sono stati dati a quella guerra, e la recente celebrazione avvenuta nella repubblica tedesca, mostrano le tracce evidenti di una questione non compresa, e tuttavia fortemente radicata nella storia del popolo tedesco. Il' comunismo del cristianesimo originario, il misticismo religioso, il chiliasmo delle sette battiste, gli insegnamenti che si possono trarre sul piano dei rapporti di classe e dell'organizzazione politica, sono punti di riferimento delle piu diverse analisi culturali. La trattatistica sulla guerra dei contadini è una folla sconnessa di queste cose che ancora non si ritirano dalla scena tedesca, continuando ad essere evocate quasi a sottolineare l'irrimediabile "acontemporaneità", la Ungleichzeitigkeit della storia della Germania, quei "residui non superati di una piu vecchia coscienza e realtà economica" che Bloch aveva visto come uno dei motivi centrali della storia del mo paese. Il libro di Ernst Bloch su Thomas Miintzer, il teologo e il condottiero delta guerra dei contadini, fu accolto con aspre polemiche sia dai teologi che dagli storici marxisti, Dai primi veniva la critica di aver utilizzato artificiosamente argomenti contrari alla teologia luterana per esaltare la figura di Miintzer, che restava non esaminata nelle sue vere fonti, non sufficientemente vagliata nei suoi contorni storici, sbalzata pretestuosamente fuori dal contesto della Riforma protestante.' Se veniva riconosciuto a Bloch il merito di aver riattivato l'interesse su Miintzer ingiustamente dimenticato dalla storiografia ecclesiastica, veniva d;mmciata l'arbitraria confluenza nel comunismo dell' escatologismo teologico delle sette batti!te e del/'azione in_surrezional~ di Miintzer.' Le obiezioni che provemvano al lavoro dt Bloch dat 1

E. B1.ocu, Soggt110-0ggc110. Commcnlo a Hegel, tr. it. • curo di R. Bodei, Bologna 19n, p. u. 'f·· ' H BoEMMER S111dien zu Thomas Miinlzer, Lcipzis 1922; Io., Thomas ,. uniter und d~ jiù,gsle beutschla,,d, in "A.llgcmeioc Evangelisch-Lutcrische Kirchenzeitung:",

~.1m.

.

....

,.

• K. HOLL, Recensione all'opera d1 Bloch ,n "Tcologische L11erarur1.e11ung , 18-19; ID., Lu1her un die Schwiirmer (1921) in Gesammellt Au/s,1,e, Tubingen 1948.

marxrstt 110n erano meno severe. Adalbert Fogarasi criticava la costruzion; di mr Lenin chiliasta sull'immagine di Miintzer, ed un'esposizione della mistica della redenzione che con troppa semplicità antistorica veniva accostata alla concezione marxista della trasformazione della realtà sociale! Non era diverso il tenore delle osservazioni di Eildermann di Friedlander che si collocavano nell'arco di queste valutazioni.: Piu complessa (successivamente avremo modo di esam!narla) la critica di Lukacs in Storia e coscienza di classe, che si inserzva, al di là dell'occasionalità della recensione, in un discorso piu ampio e innestato sullo stesso terreno in cui nasceva il Thomas Mi.inzer blochiano: il problema della definizione e dell'organizzazione delle forze comuniste dopo la sconfitta rivoluzionaria in Germania del '19. Il libro di Bloch è tutto fuorché una rigorosa ricerca sul piano storico e religioso della figura di T homas Miintzer, e se questo aspetto è stato il primo elemento d'impatto con la critica, ciò che poi diven_terà la vera sostanza delta polemica sarà il discorso filosofico e politico sul comunismo, filtrato da Bloch attraverso l'analisi delle circostanze e dei motivi che ispirarono la ribellione di Miintzer e la guerra dei contadini. D'altra parte lo scenario culturale in cui si inseriva lo studio blochia110 era tutt'altro che tmiforme e compatto, storicamente ineccepibile, ma eccelleva nella sua capacità di 11011 . gettare scandalo, rispettando l'ortodossia-tradizione_ sia dtlla te?logza _l!fterana, sia del materialismo engelsiano-kautsk1ano. L 1mma~m~ relrg!osa generalmente accreditata di Thomas Miintzer è quella m_zstzficatoria e tendenziosa che ne diedero Lutero, Melantone e Agricola (Johann Schneider).' Soprattutto la Ristori di Melantone avrebbe _forteme1:t~ condizionato le interpretazioni su Muntzer e la guerra det contadini. Melantone fu fermo difensore della teologia luterana, ostinato avversario della predicazione miintzeriana che riteneva in errore e pericolosa per la pace sociale. La tesi fondamentale ~n cui f~ls~ te?logza ed eversione sociale entravano in contatto era, per z dottori dz W1tte11berg, la possibilità, rivendicata da Miintzer, della immediata perce~ione della "Parola vivente", senza il bisogno di un rapporto mediato dalla dottrina e quindi dalla chiesa dei sacramenti: negli eletti la rivelazione dello Spirito Santo è immediata; Dio non ha parlato solo nel passato ma si rivela sempre di nuovo. L'esegesi della Bibbia può dar~ solo una "testimonianza" del cammino della fede, mentre rl significato della rivelazione di Dio si coglie nel presente dell'esperienza vissuta. Questo argomento implicava un permanente carattere ever5 A. FOGARASI, Utopischtr K~mmunismus, i~ ."Dic R?tc Fahnc", J. m:iggio ..1922. • H. ElLDEllMANN Urkommum,mus und Urrel1g1on, lkrlon 1?,21; lo .. _/ homa, _Muntzer ,md 1eine Lehre. in 11Arbeiter•Literatur", Wjen 1924; P. F1t1BDLANOER 1 L11eratur uber den grossen de111schcn B.aueT11kritg, in "l!)ternationalc PrcssckorrC'Sl?Ondenz"_, .V, 192~_, n. 5.2 .. 1 Gli scritti e le lettere di Martrn Lutero sulla ,;ucrra c.lc_1 co~t~d_in1 so_no in tt. Jt. a cura di L. Firpo e G. Paniieri Saija in M. LvrtRO, Scri111 P.ol,11~1, Tonno 1968; F. MELANTO"E Die HiSlori Thom, lofun:er, des an/engers der Dom1g11ch,n Vf/rur, scher nutzli~h tu' lesen, Hagcoau 152.5i G. Aé,ucOLA, Ein niit1..licher Dia/og zwischen eine,n J.fiinzerischen Schwiirmer und eintm tvangtlischtn Frommen Baue-r,1, Hagcnnu 1525. 0

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Thomas Munzer teologo della rivoluzione

L4 filosofia morale del comunismo

sivo della rivelazione, perché vedeva nell'autorità espressa dal potere temporale un ostacolo obiettivo per il suo manifestarsi. Accentuando il legame assoluto e diretto tra uomo e Dio, che non può essere interposto e mediato da nessuno, Muntzer denunciava nel dominio dei principi e nel suo accordo con la chiesa sacramentale la violenza che infrange questo rapporto: l'esercizio del potere, nel suo richiedere il riconoscimento dell'autorità terrena, spezza il legame diretto dell'uomo con Dio, negando la possibilità d'espressione della vera fede. Ecco allora come Muntzer legge il classico testo paolino dell' obbedienza al potere temporale, rovesciando i termini della questione e trovando non solo giusta, ma dovere del cristiano la ribellione ali'ordine costituito: "Per l'uomo, essendo decaduto da Dio alla creatura, è stato oltremodo conveniente adorare piu la creatura (a sua onta) che Dio. Per questo Paolo dice ai Romani al cap. 13:4 che i principi non sono per il timore dell'opera buona ma per il timore mortale della malvagia. Perciò essi non sono altro che carnefici e sbirri; questo è tutto il loro mestiere. Ora, cos'altro è l'opera malvagia se non l'anteporre nel rispetto e nell'onore la creatura a Dio? Come può accadere ciò? Perché nessuno (come appare a prima vista) sceglie Dio con zelante serietà e in tutto il suo fare ed agire".' Muntzer considerava ormai la Riforma di Lutero funzionale agli interessi che i principi avevano contro l'imperatore e il papa. Rinnovando la liturgia e introducendo la lingua tedesca (prima ancora di Lutero) Muntzer trovava ascolto soprattutto tra i ceti sociali antagonisti a quelli dei principi e del clero luterano. Lo seguivano i contadini, i minatori, ma anche i piccoli artigiani e i salariati delle città, coloro che rimanevano piu danneggiati dalla nuova divisione patrimoniale che avveniva con la ristrutturazione del sistema corporativo. Erano ingenti masse che pericolosamente si spostavano contro il nuovo regime dei "signori luterani". L'esigenza di condannare la teologia di Muntzer e di mostrarne l'inganno diveniva un mezzo pel' ostacolare la sua attività di organizzatore politico dell'opposizione sociale. Ancora dopo la sconfitta di Frankenhausen dove furono massacrate seimila persone tra contadini e loro alleati, e decapitati Muntzer e gli altri capi della guerra di popolo, Lutero sosteneva che la verità della sua condanna della predica di Muntzer era confermata dalla sconfitta militare della rivolta, voluta da Dio. "Questo giudizio manifesto del Dio eterno - scriveva Lutero - e questa terribile storia, per cui egli ha lasciato che Tommaso Muntzer, il sanguinario e scellerato profeta, procedesse contro la dottrina e la Scrittura e formasse delle bande, l'ho fatta ristampare per ammonire, atterrire e mettere in guardia quanti al giorno d'oggi praticano sedizione e disordine, e per confortare e sostenere quanti devono vedere e subire queste sventure, a/finché sentano e sappiano come Dio condanna i sediziosi e i facinorosi e come intende punirli con la sua ira. Vedrai qui come quello

spirito malvagio si vanti che Dio parla ed agisce attraverso di lui, e che_ tal~ è la Sua divina volontà, e come si comporti, quasi che la vittona sra dalla sua: ma in un batter d'occhio eccolo là giacere nella merda con mille altri. Se veramente Dio avesse parlato attraverso lui queste cose non sarebbero accad11te, perché Dio non mente, ma tiene fe~e alla Sua parola; ma ora che Tommaso Muntzer ha perduto, è manife~t~, che, sotto il nome di Dio, ha parlato e agito in nome del demonro .' Il giudizio di Lutero, ben argomentato da Melantone e Agricola, r~sterà a lungo il metro d'interpretazione di quegli avvenimenti. A modificare l'interpretazione luterana contribui la storiografia moderna con tre importanti studi, quello di Strobel, di Seidemann e di Zimmermann." Strobel, in un clima ancora pieno della rivoluzione francese, avvicina il radicalismo giacobino al settarismo mii11tzeriano. Al di là di questi accostamenti sono indicati per la prima volta i testi, precisate le fonti per l'autentica comprensione di Miintzer, fortemente offuscata dalla tradizione luterana. L'opera di Seidemann, un pastore luterano, e quel!a di Zimmermann, uno storico socialdemocratico, svilupperanno la ricerca del materiale originale per la ricostruzione del pensiero politico e teologico miintzeriano, e su questo materiale si baseranno le interpretazioni di Engels, di Kautsky e dello stesso Bloch. Engels, come dichiarerà in una premessa del 1874 al suo libro La guerra dei contadini," si interessò a quegli avvenime11ti anche per le riflessioni che Zimmermann aveva fatto sul programma egualitario di Muntzer, sul significato di libertà delle sette ereticali, sull'ideale continuità della lotta contadina del 1525 nel processo rivoluzionario tedesco. . Lo. stud~o di Engels, scritto nel 1850, in piena crisi del sogno rivoluztonarto quarantottesco, voleva assumersi una funzione teoricosimbolica: mostrare le cause dell'insuccesso rivoluzionario e presentare, contro il generale scoramento, la guerra dei contadini come grande paradigma rivoluzionario tedesco da cui è possibile trarre un insegnamento per l'organizzazione del movimento comunista. L'esito della guerra era "necessariamente derivato" dalle condizioni sociali e dal grado di sviluppo in cui si trovavano in Germania l'agricoltura, l'industria e il commercio. Il programma di Miintzer "piu che una sintesi delle rivendicazioni dei plebei di allora, era una geniale anticipazione delle condizioni per l'emancipazione degli elementi pro/eteri che cominciavano appena a svilupparsi tra questi plebei"." Certo, ciò che Muntzer aveva potuto fare dipendeva "non dalla sua volontà, ma dal grado raggiunto dal conflitto tra le singole classi e dal grado di svi/up-

' T. MiiNTZER, Scrilli politici, a cura di E . Campi, Torino 1972, p. 148.

12

'

(

' M. LuTF.Ro, Una terribile storia e un giudizio d i Dio snpra 1"ommaso Afiìnzcr in

M~. ~m.

'

.. G. TH. SnoBEL, ub'1t, Schri/ttn und uhrtn Thomas Miin,rr, de, Urh,bert de, Bauernau/ruhrs in Thiiringen, Niirnbcrg-Ahdorf 1795; J. K. SsrnEMANN Thomas Miinter1 Drcsden-1.eipzig, 1842; W. Z1MMF.RMANN, Alltemeinc G,schichte d~s s,osu n &uern,:,i,ges, Stuttgart 1841-1843. · " F. ENGBLS, La guerra dei contadini (18,0), tr. it., Roma 1976. " lbid., p. 64.

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'fhumas Miinzer lculogo della rivoluzione

po delle condizioni materiali di esistenza e dei rapporti di produzione e di scambio su cui poggiava lo sviluppo dei conflitti di dasse"." Il libro engelsiano ha una sua didattica elementare nel confronto tra l'esperienza rivoluzionaria del 1525 e del 1848," tuttavia di grande efficacia se ha condizionato l'interpretazione ortodossa marxista del/, guerra dei contadini fino agli studi piu recenti, che numerosissimi sono pubblicati nella Repubblica Democratica Tedesca." 3. Mentre i teologi erano avari di nuove ricerche, i libri su Miintzer crescevano prevalentemente sulle tesi interpretative di Engels." Ma piu che ad Engels, Bloch si sarebbe trovato di fronte al monumentale lavoro di Kautsky," sia perché questi, riprendendo la posizione engel• sicna, l'inquadrava nel disegno politico della socialdemocrazia tedesca, a cui Bloch non poteva non replicare, sia perché la direzione stessa dell'indagine kautskiana, che discuteva le tematiche dei precursori del socialismo moderno, coglieva il ce11tro dell'interesse di Bloch. Lo sguar• do al passato verso "i precursori", verso le immagini ancora latenti del comunismo, mostrerà a Bloch (e in questo sarà davvero sempre fedele a se stesso) che il marxismo è momento di secolarizzazione del comunismo che in forme diverse, mitiche, simboliche, religiose, si è sempre manifestato come un significato essenziale della vita dell'uomo. È una prospettiva di ricerca che nel perseguirla scardina evidentemente le regole ortodosse dell'interpretazione materialistica della storia. Il fatto che Bloch abbia voluto cercare la strada che al di là dell'ortodossia e delle sue legittimazioni storiche mantenesse aperto il significato vitale ed emancipatorio del comunismo, è anche storia del comunismo d'oggi e dell'isolamento di Bloch; anche se poi, come egli stesso aveva osservato, "non è detto che chi è isolato sia piu solo di chi è circondato da molti". Per Kautsky, Miintzer è una figura straordinaria per la decisione rivoluzionaria, per l'intelligenza politica, "ma lo storico non potrebbe attribuirgli un solo pensiero nuovo"." Miintzer è un agitatore, non un organizzatore, il suo comunismo non si differenzia nella sostanza dal comunismo del cristianesimo originario, cioè da quel comunismo che per Kautsky è ristretto alla sfera del consumo, alla soddisfazione dei bisogni piu immediati di strati sociali nullatenenti. "Il co.. lbid., p. 128. " Cfr. ibid., pp. 144-145. .. " K. Kt.EtNSCHMIDT, Thomos J\funtztr , Berlin-DDR 1952; A. MEusEL, Thomas Muntzer und seine Zeit, Berlin-DDR 1952; M. BENsrnc, Thomos A!untur, Lcipzig 1965; ID., Tbomos Muntur ,md de, J'huringer Au/stand, Lcipzig 1966; C. HtNR!CHS, L11ther und Miintxer, Bcrlin 19,2 : si tratta di uno studio di uno storico marxista cmi3rato in Oc· cidcntc. 16 A . BEllF.L, Dtr deutsche Bauernl:rieg mii Beriicksichtigung der hauptsìichlichsten sozia/en Bewegungen des Mittela/ws, Braunschwcig 1876; V. loEWENBERG, Thomos Miinur und die Luth. 215. 1 10

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'fhomas Miinzer teologo della rivoluzione

La filosofia morale del comunismo

anche se, al termine dei confronti e dei paragoni, le valutazioni servono , a dar risalto e rinnovato splendore alle Jesi di Lutero. Il recupero della teologia di Muntzer aveva soprattutto la funzione di riassor~ire. la carica eversiva della denuncia religiosa di adeguazione della Rifor-; ma luterana alla classe politica emergente: il pensiero muntzerianoi era ridotto all'analisi delle divergenze con Lutero e la sua azione ve~ niva ridimensionata contro ogni P_ossibile ~redi!à rivoluziona~ia... Dall'j altra parte, le critiche a Bloch di Fogaras1, Etlderman'!, Friedla'!der, Lukacs, sulla sua ideologica commistione di material1s1:1_0 ~torico e1 mistica della redenzione battevano il tasto della necessita d, scorporare la teologia dal/'attività pratica di Muntzer per poter cogliere i~ significato politico e l'insegnamento an~ora a~tual~ della guerra de, contadini e del programma paleocomumsta dt Mu'!tzer. . . In entrambi i casi, dunque, lo scorporo te?log1co era leg1tttmato dall'idea che in questo nostro tempo la teologia aveva perso qualunque valore determinante nella prassi po!itic~;. Nel p~ss~re attrave~so queste due posizioni senza accettarle, c è l mattual1tà che Lukacs aveva obiettato a Bloch. 4. Bloch si interroga sul carattere complessivo di Munt!er, te~log~ e rivoluzionario, senza ammettere dimezzamenti che vogliono di qui la teologia spogliata della forza eversiva, di là la rivoluzione con la teologia come maschera ideologica. Muntzer "non è una figura commovente, episodica, comica, è invece una figura altamente rappresentativa, esemplare, tragica; con la sua sconfitta ancora una volta venne sbarrata la strada nel mondo ad un'idea adeguatamente compresa, correttamente applicata e che aveva con autenticità preso corpo"." La guerra dei contadini è ribellione alla condizione ~i sfruttamento. Ma le ragioni economiche che alime~tava?o la sov.ve~s1on~ s?no profondamente radicate al senso del patrimonio apocal1tt1co crtsttano. La grande diffusione tra le masse del chiliasmo e della predicazione escatologica di Muntzer non è un fatto estrinseco e casuale, è in con11essione alle condizioni di sfruttamento di quegli strati sociali e alla funzione che assolve la dottrina religiosa dominante nel sanzionare l'or~in_e politico e sociale esistente e nel chiedere obbedienza e sottom1ss1one ad esso. La predica di Muntzer è "volontà spirituale ~i rivolu~ione ''. perché congiunge il piano dell'azion~ politica al. r?vesc1amento di quei valori terreni che volevano consolidare la relzgtone del suo tempo. Guida l'insurrezione contro lo stato dei principi e di Lutero perché la sua teologia è politica. Alla politica Muntzer asseg11ava come m~ta "la lettura della Scrittura libera dall'oppressione per poter percepire la propria sofferenza interiore, la propria preparazione; ~osi, in ultima istanza, procura anche alla religion~ il suo a-c?e-_scopo, 11 senso d~l!a sua preparazione di spazio, la dimen~tone ~~ocal1ttica del/~ sua ~er~ta: contenuto di questa verità era per gli huss1t1 come per Muntzer 1l re" E. BI.OCH, Thomas Mùnz,r teo/oio d,1/a rivolu:don,, qui • p. 100.

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I I

I

gno di Dio sulla terra'"." L'avvento délla fede non è attesa e promessa, è compito: chiliasmo piu azione, dice Bloch, distingue la mistica di Muntzer dalla vecchia mistica tedesca di Eckhart e T auler. Il Regno non è l'altro mondo, è questo mondo trasformato, e la fede non è attesa della grazia che rende possibile la salvezza, è manifestazione di un bisogno soggettivo del "divenire come Dio". Nell'attesa delta parusia il cristianesimo ha costruito un apparato istituzionale, la chiesa dei sacramenti, che ha mediato il rapporto dell'uomo con Dio e ha finito per fare della religione l'accettazione dell'esistente: in questo caso, appunto, è "oppio dei popoli". L'irruzione dell'utopia nella predicazione di Muntzer è per Bloch il segno che la religione contiene anche un "non-ancora", non è maschera ideologica, ma spazio aperto della realizzazione. Qui Bloch mostra come la funzione dell'utopia nasca dalla coscienza della crisi, e come la miseria religiosa sia miseria reale che invoca la ribellione, non proiettata nel futuro ma nel momento presente: il tempo a cui si rivol~e è questo, è il Jetzt. La contrapposi~ione tra Muntzer e la "sola fede ' di Lutero diviene per Bloch sempltee e assoluta: da un lato, la forza dello spirito utopico di una teologia che colloca Dio nell'uomo offrendogli i mezzi della trasgressione per la realizzazione del Regno, dall'altro, una teologia regressiva che media il rapporto dell'uomo con Dio e che crea un apparato temporale che non ammette trasgressione del sistema politico temporale. Il rapporto del credente con l'istituzione religiosa e politica misura il passaggio del misticismo nell'utopia chiliasta. Muntzer reclama il valore dell'esperienza soggettiva della fede contro ogni interposizione dottrinaria· l'uomo innanzitutto nel suo fare, nel suo comportarsi diventa testimonianza di fede, e la comunità dei credenti non si edifica per formale convenzione, ma si stringe intorno a valori comuni vissuti dai credenti: "Il figlio di Dio ha detto che la Scrittura dà testimonianza, i dottori della Scrittura [i luterani] dicono che dà la fede, ed il povero gregge viene cosi sedotto da que!ti abilissimi baccanti; la verità repressa deve poter finalmente venire del t~tto alla luce, dopo tanto lungo torpore. ... Perciò la Parola semplicemente letta non insegna proprio nulla, uccide soltanto e per giunta, come legge terrificante, giustamente e duramente: al di là di questo però deve essere sradicata perché non rende vivi. Muntzer divide perciò fino all'ultimo ancora di fronte alla Scrittura, tutto ciò che è imitato. Lutero è 'invece lo straniero 'che addolcisce il cammino verso la vita eterna lascia che ci siano cardi e spine e dice: abbi fede, ahbi fede, tienti ~aldo con una solida fede, affinché con essa si piantino pali nella terra'; ... Se la non-credenza s'interpone con tanta forza, è perché la creatura compia una completa esperienza di sé e si consumi nel suo vuoto· la Scrittura non vale all'inizio ma soltanto in cammino e dà,. in ultima analisi, soltanto una testimonianza"." " lhid., pp. 187•88. " lhid., p. 175.

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'J'homas Miinzcr teologo della rivol11zio11c

La filosofia morale del comunismo

Lo spazio aperto da Bloch tra la critica engelsiana e quella lutera!1a è in questa constatazione della Bibbia come luogo di un con/lztto, d~ constatare per sé, tra popolo e sacerdozio, tra la soggettività costzt_utzva della fede e la forma temporale della chiesa; è conflitto che va vissuto soggettivamente come dato obiettivo. La religione è nel Miinzer di Bloch critica alla religione che, facendo leva sulla miseria reale,_ costru(s~e attravers~. la trascendenza la legittimazione della gerarchia quotidiana. Il chiliasmo di Muntzer, nella forte affermazione di umanizzazione della trascendenza che pretende il soggetto personalm_ente un~to_ a Dio, attacca due obiettivi tra loro funzionali e coope~an_tr: _la _reltgton~ sace~dotale e la burocratizzazione gerarchica delle zstttuziom nel sociale. Figure come Muntzer, Jan Hus hanno il loro se. guito tra il popolo, perché solo tra gli strati sociali sfruttati la loro predica è concretamente vissuta; Muntzer, Hus sono, nella loro condotta, esempio, immagine vivente delle loro idee. Non si servono d~l popolo com~ me~w di ~s~esa alle gerarchie del potere, con il popolo vzvono la conflittualità rel1g1osa, e il loro voler riportare Dio nell'uomo, e l'uomo essere come Dio, diventa insurrezione e lotta contro quella religione e quel potere politico che non permette la realizzazione di questa fede . B~och e~a~ora un tema dal quale non si distaccherà piu: la storia non e poss1bzle senza un elemento di trascendenza della realtà stessa. Il consiglio del serpente del paradiso terrestre, eritis sie11t deus scientes bonum et malum, è la figura-simbolo della ribellione dell'uomo all'autorità, che coincide con la sua stessa umanizzazione e con la cons~p~volezza razionale di ciò che è impedimento oggettivo, e delle cond1z1~m del supe_ramento. ~ conoscenza è conoscenza delle possibilità reali. ~ella storta. N_el cf:t!tasmo il futuro della storia può essere conosc!b!le com_e real1zzaz1~ne del kerygma cristiano in una società di uom1~1 uguali n~l comunismo dei beni e con l'abolizione della proprietà privata. Ma il tempo futuro è anche introduzione del rischio del fallimento e della sconfitta. Il "futuro" non c'è nelle categori~ deterministiche della storia, è solo "presente" meccanicamente riprodo~t_o. Sul piano teolo_gi;.o si è agito contro il pericolo eversivo del ch1l1asmo, svuotando 11 futuro del suo potenziale conoscibile confonden~o e sostituendo il "futuro" con l'inconoscibilità del fi;e , La comunità degli uomini, soggetti attivi nella loro personale unione con Dio e ribelli contro il potere che nega l'unione, è sostituita con la chies~ ~ei sacra";enti, prepara7ione al termine non conoscibile che spe:r.:r.a l unione del! uomo con Dio, che apre di nuovo all'uomo la distanza infinita della trascendenza. Bloch spiega il processo di identificazione t? religio1!e e chiesa (ni;l suo apparato sacerdotale) con la perdita delI autonomia morale dell uomo, logorata e infine soppiantata dalla fede nell'autorità. La forma sociale dominante si potenzia nella chiesa. La consistenza del chiliasmo è dunque in Bloch ben diversa da quella funzione "psicologica" che gli assegnava Kautsky, per il quale la predicazione muntzeriana è semplice strumento di agitazione socia-

le, e di rassicurazione che le rivendicazioni economiche dei contadini e dei loro alleati sono confortate dalla volontà divina. Il chiliasmo, dice Kautsky, è la forma di comunicazione che aveva il comunismo del tempo per esprimere il bisogno di ripartizione delle ricchezze, ma solo eliminando questo involucro si possono cogliere le dinamiche delle forze economiche in campo e quindi comprendere che la rivolta del 1525 è fallita perché aveva la sua base di massa nel ceto contadino che non rappresentava la classe sociale economicamente in ascesa. Il chiliasmo, Muntzer, la guerra dei contadini erano per Bloch la risposta complessa, ricca di interrogativi, ali'evoluzionismo deterministico della socialdemocrazia tedesca. Il futuro nella storia apre la possibilità continua del fallimento e non consente né il processo garantito àella trasformazione, né quella coincidenza di realtà e verità che, quando affermata, pone chi l'afferma nella dimensione del dominio sull'altro. Il trascendimento della realtà come principio attivo della coscienza utopica non si arresta ad un'esigenza motivata dalla sola trasformaz'ione economica delle condizioni reali; la guerra dei contadini costituisce un significato della prassi che non si può chiudere e tanto meno esaurire nella ricerca delle cause della sconfitta. La critica della religione non è perciò riducibile allo smascheramento del linguaggio ideologico, può mostrare come nella stessa religione ci sia un "non-ancora" realizzabile, un contenuto utopico con un suo contenuto obiettivo nel presente, e come essa non sia solo promessa in un futuro inconosci·'bile. Il Miinzer di Bloch mostra qual è il livello di critica contro la religione che è storicamente collegata alla società di classe, accentuando con forza anche la critica a quel grado di coscienza soggettiva che favorisce ed è complice ( per la condiscendenza al potere, per la credenza che i propri desideri possano essere soddisfatti solo dall'alto) dell'ascesa della forma chiesastica e statutaria della religione. Le sette ereticali hanno lottato sia contro questa degenerazione del sentimento religioso, sia contro il potere politico che sfrutta questo sentimento per tenere l'uomo in servitu. La setta è l'elemento irriducibile alla composizione organica dello stato economico-politico-religioso dominante. Storicamente è il segno della ricongiunzione di autonomia morale e libertà politica, della trasformazione della religione chiesastica in pura religione morale. Teoreticamente la setta è il tempo f11t11ro. Il dio che combatte a fianco di Jan Hus e di Thomas Mu11tzer è il dio della moralità e della liberazione; al fondo della loro predica, la critica della religione diventa umanizzazione della trasce_ndenza. Muntzer eredita la giustizia apocalittica delle profezie e il cammino storico dell'uomo nel suo processo di emancipazione sociale. Il nucleo giuridico veterotestamentario si intreccia con il diritto naturale dello stoicismo e riemerge nell'azione del chiliasmo utopico, proprio delle sette battiste; Muntzer è storia ed è il so~no piu antico, è "volontà impaziente e ribelle di stabilire il paradiso ''-': il comunismo diventa per

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" lbid., p. 66.

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'f'bomas Munzer teologo della rivoluzione

La filosofia morale del comunismo

il cristiano un dovere morale, è diritto naturale assoluto, è la giustizia sociale che il cristiano deve saper affermare sulla terra. "L'insurrezione i': l'etica professionale del cristiano ch;/iasta." "Muntzer non cessa di insistere sulla forza, sul timore, sul rigore della legge morale mo• saica che obbliga individualmente qui, sulla terra, e si contrappone a Lutero che 'disprezza la legge del Padre, si serve ipocritamente del prezioso tesoro della bontà di Cristo e distrugge il Padre e la fer· mezza della sua legge invocando la pazienza del Figlio'... Per Miintzer è lo stesso Dio che regna nei due Testamenti: continua ad esserci il timore del Dio di giustizia, come reverente timore e timido presenti• mento del Dio d'amore e del Dio della magnificenza che tutti redi• me; e continua ad esserci per le nature profetiche il dovere di minac• ciare e punire secondo la legge morale. Allo stesso modo, nella sua predica, Miintzer fa precedere alt'esigenza d'amor1:-e:moderazione, _al diritto naturale assoluto del Nuovo Testamento, l esigenza della v10• lenza•e•giustizia del!' Antico Testamento, come tattica per il diritto naturale assoluto, affinché esso si conquisti uno spazio autentico, /i. bero da illusioni.""' Non solo è chiaro allora il tentativo di Bloch di respingere il de• terminismo tra struttura economica e sovrastruttura religiosa, nella spiegazione della guerra dei contadini, ma anche si precisa il rifiuto di determinare il livello della consapevolezza soggettiva in un concetto es• senzialmente di natura economica, come quello di coscienza di classe. Il chiliasmo come critica della religione chiesastica e statutaria in ac• corda co~ il potere politico dominante, è il "non•ancora" della reli• gione come coscienza anticipatrice della trasformazione. La guerra dei contadini è un momento di ricerca di realizzazione del sogno antico di giustizia, è "l'estasi def, camminare eretti"". che si _annuncia _anc~~ nella fede della parusia: A questo mondo di fede giungono l1mp1d1 i bagliori dell'aurora dell'Apocalisse; esso acquista la sua ultima dimensione il principio metapolitico, anzi metareligioso di ogni ri• voluzione: 'l'inizio della libertà per i figli di Dio"." E un giudizio di• retto ad interpretare l'avvenimento piu importante della storia contem• poranea: la rivoluzione d'ottobre. Bloch guarda solo molto da lontano Marx, Engels, Kautsky; è vicino al misticismo di Sebastian Franck, Jacob Bohme e Franz Baader, al comunismo chiliasta delle sette batti• ste di Muntzer e di Hus, a quel comunismo che ritorna, dopo aver perso nell'Europa borghese la forza utopica della sua teologia, nel paese piu ricco di spiritualismo escatologico cristiano, nella Russia di Dostoevskii, Taisto; e Aleksandr Blok: "Muntzer ha anticipato l'uo• mo russo, l'uomo piu interiore: chi ha in sé un uomo russo ascolterà in sé l'Archifanaticus Patronus et Capitaneus Seditiosorum Rustico• rum"." Rompendo i parametri dell'esegesi storica, il Miinzer di Bloch

diviene un quadro grandioso della figura spirituale del rivoluzionario, lucido nella volontà di capire e appassionato nell'azione della rivolta. Racchiude il significato utopico della rivoluzione, un significato non sovrapponibile alla spiegazione economica delle cause, cosi come que• sta non esaurisce in sé tutte le stratificazioni di quel significato. Prima d 'essere una dottrina economica, il comunismo ha una sua intrinseca forza teologica che non deve essere perduta. La rivoluzione comunista contiene questo significato non sopprimibile dal laicismo borghese, "la stessa rivoluzione fra11cese - dice Bloch - dilficilmente si sa• rebbe potuta accendere solo con Diderot, neppure con Rousseau, ma sempre e ancora con il chiliasmo"."' Il comunismo chiliasta è nelle democrazie comu11itarie dei Levellers, dei Camisards, dei quaccheri. Il comunismo ha attraversato l'Occidente borghese e si è affermato nella terra degli uomini piu ricchi d'interiorità, nella Russia. Qui è il luogo dell'attualità della realizzazione e dell'utopia nel momento presente (Jetzt), come tensione immanente tra aspirazione e realtà, costruzione che vuole porsi oltre il limite imposto dalle strutture reali. Credo sia questa la tesi centrale del Miinzer di Bloch, perlome. no un aspetto imprescindibile che snoda una serie di conseguenze cosi riasstimibili: a) Marx, secolarizzando il comunismo, gli lascia un' eredità contraddittoria; b) il soggetto rivoluzionario non è riducibile ad una categoria determinabile economicamente; e) il marxismo è ri• portato nel diritto naturale e il comunismo è panteismo morale.

" Ibid., " Ibid., " Ibid., . ,. Ibid., S,chem.

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5. Nello sviluppo dell'opera di Bloch, il primo punto subisce un accomodamento nella fortunata formula della "corrente fredda e cal· da del marxismo": la prima è la rigorosa analisi delle condizioni econo• miche, la seconda è la fenomenologia degli strati utopici della coscien• za. Ma nel Miinzer sono sottolineate piu le implicazioni della sepa· razione che la possibilità di complementarità dei due aspetti del mar• xismo. Il chiliasmo agisce come punto di forza del comunismo, e la sua eliminazione è perdita, anche se può apparire come perdita necessaria: il chiliasmo è quella forza che "Marx non vide e doveva non vedere se voleva mettere fine alla miseria e al caso, ma che nella Germania di Muntzer ed in Russia possiede immancabilmente il ricordo ereditato del suo rivoluzionarismo religioso"." Il marxismo dopo Marx ha sbi• lanciato il suo peso sulla ragion pura, lasciando nell'ineffabile la ra• gion pratica: "Marx, per lo meno, dà la realtà dell'impulso, anche se poi in modo diverso, in senso positivista, restrinse il comunis~o da teologia in naziona/.economia e in nient'altro che questa, togliendo• gli cosi tutta la dimensione del suo concetto chiliasta, connaturato nella sua realtà casale, e storicamente tramandato" ."- Il proposito del• l'opera su Muntzer è in questo mostrare il valore politico della teolo• gia chiliasta, nel mettere in luce la sua specificità utopica di coscienza

pp. 160 e 113. p. 66.

" lbid., p. 94. " lbid., p. 200. " Ibid., p. 66.

p. 188, sottolineatuta mia. pp. 108-9: è il titolo del ritratto di Miintzer, da un'incisione di C. van

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Thomas Munzer teologo della rivoluzione

La filosofia morale del comuhismo

1111ticipotrice nel trascendimento dello realtà. E l'utopia mostro qui il suo operare nello realtà esistente e non in un illusorio al di là; essa si serve per la sua realizzazione del passaggio ad una comunicazione libera dal potere, si misuro e si verifica nelle tappe di questa realizzazione. Se il comunismo (cosi entriamo nel merito della secondo osservazione) è passato dall'Occidente all'Oriente e terminerà lo suo strada ritornando nella terra di Miintzer e di Hus, nella patrio del chiliasmo battista dove il sogno dell'incondizionato e la ribellione alla sottomissione hanno un destino comune, qual è il soggetto storico che si può riconoscere protagonista di questo processo rivoluzionario? Con Storia e coscienza di classe, pubblicato due anni dopo i! Miinzer, Lukacs entra in polemico con Bloch direttamente su questo terreno. Nelle sette attivamente rivoluzionarie, dice Lukacs, c'è una base utopistico-religiosa che con l'azione pratica apre solo un "hiatus irrazionale", presente "ogni qualvolta un'utopia soggettivo, e perciò adiolettica, si fa direttamente avanti nella realtà storica con l'intenzione di influire su di essa e di modificarla. Le azioni reali appaiono allora - proprio nel loro senso oggettivamente rivoluzionario quasi completamente dipendenti dall'utopia religioso: questa non può guidarle realmente e neppure offrire ad esse scopi o mezzi concreti di realizzazione. Perciò, quando Ernst Bloch pensa che in questo legame della sfera religiosa con un elemento rivoluzionario dal punto di vista economico-sociale si possa trovare uno via per l'approfondimento del materialismo storico 'puramente economico', non si rende conio che in questo modo egli trascura proprio l'effettiva profondità del materialismo storico"." La superiorità dei principi e la debolezza dello lolla contadina devono essere ricercate nel problema della coscienza di classe, ed essendo stata la coscienza di classe determinala come questione di interessi di classe, si trotterà di sapere quale classe, partendo dai suoi interessi, è in grado di organizzare l'insieme dello società in funzione dei propri interessi di classe. Contadini e piccoli borghesi 110n possono rappresentare un punto di forza dell'organizzazione rivoluzionaria per. la collocazione obiettiva che essi hanno in rapporto olle forze d1 produzione. "Il comportamento delle oltre classi (piccolo-borghesi, contadini) è oscillante ed infecondo per lo sviluppo perché lo loro esistenza non si fonda esclusivamente sullo posizione che esse occupano nel processo capitalistico di produzione, mo è indissolubilmente legata a sopravvivenze dello società organizzata in corporazioni. ... Uno pieno coscienza dello loro situazione metterebbe in luce la vanità dei loro sforzi particolari di fronte alla necessità dello sviluppo."" Dove coscienza di classe e interessi di classe si trovano in opposizione, si creano contraddittori obiettivi di lotta, "può cosi accadere che i movimenti dei contadini siano combattuti sino all'ultimo sotto opposte bandiere ideologiche"." Determinazione degli obiettivi interessi eco-

11o!f11c1 e collocazione all'interno delle forze di produzione spiegano 111 reale consistenza della soggettività rivoluzionaria. Questo schema che mette