La fabbrica dei sogni. Alessi dal 1921


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Italian Pages 132 Year 1998

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La fabbrica dei sogni. Alessi dal 1921

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ALBERTO

ALESSI

ALBERTO

ALESSI

La fabbrica dei sogni ALESSI DAL 1921

Electa/Alessi

Coordinamento generale Renato Sartori e Patrizia Scarzella

Editor Stefano Zuffi Hanno collaborato Gloria Barcellini, Ausilia Fortis,

Studio Quadrifoglio

Foto di copertina Matteo Tresoldi Copertina Massimo Caiazzo/Atelier Mendini

Si ringraziano inoltre Centro Studi Alessi, Atelier Mendini, Studio Franco Sargiani www.alessi.it

© 1998 by Electa, Milano Elemond Editori Associati by Alessi/EA.O. S.p.a., Crusinallo, Italy Tutti i diritti riservati

Sommario

5

Introduzione

Gli anni venti e trenta 12

Carlo Alessi

14

Gli anni cinquanta e sessanta

19

Gli anni settanta

23

Ettore Sottsass

30

Richard Sapper

36

Achille Castiglioni

42

Alessandro Mendini

48

Tea & Coffee Piazza

52

Aldo Rossi

57

Michael Graves

63

Gli altri autori

74

Philippe Starck

80

Enzo Mari

84

Twergi e Tendentse

88

100% Make Up

91

La famiglia King-Kong

94

II CSA ¢€i giovani

105

Stefano Giovannoni

109

Guido Venturini

112

Le riedizioni storiche

120

II Museo Alessi

125

Bibliografia

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Introduzione

La famiglia Alessi é radicata sul lago d’Orta da tempo immemorabile. Proveniamo da Luzzogno, il pit: antico paese della valle Strona. Il primo Alessi di cui ho trovato traccia si chiamava

Giovanni e nell’a ha sposato certa Cater} lui non so di so anche delle otto generazioni che lo separano da me. Sono tuttavia convinto che i miei antenati fossero tra i tanti uomini della valle

Strona che, a partire dal

Sei membri della famiglia

Settecento, si sono spinti fino in Germania, per imparare il Mestiere di

Alessi, tutti alle prese con uno

peltraio. Alcuniidi lo. vi sono rimasti facen fortuna, altri sono to:

a casa e hanno aperto | primi laboratori



artigianali. La storia del casalingo in metallo di

dei pili celebri “oggetti paisteriosi”, Juicy Salif, lo

gwSpremiagrumi di Philippe Starck. Al centro, seduto, é Carlo e, alle sue spalle, il

fratello Ettore, il figlio Michele ‘ el nipote Stefano; seduto di

yifianco, a sinistra, il figlio

‘Alessio, mentre quello in

primo piano sono Io.

Omegna (e di Crusinallo, che ne é un sobborgo), oggi uno dei centri pil dinamici d’Europa per questo tipo di produzione, é nata cosi.

ALESSI

A Lo specchio azzurro del lago d’Orta visto dall’alto della valle Strona. Qui a destra, la sagoma di Anna G.,

il personaggio ¢reato da _Alessandro Mendini come “eavatappi, vigi sullo

stabilimento di Crusinalio

Il primo degli industriali

formatisi come maestranze

del casalingo in metallo

al?interno della fabbrica Cane. Nell’arco di un secolo e mezzo, altri metalli hanno sostituito il

della zona del Cusio fu

A Nella valle Strona, tra le endici del Monte Rosa e il

ago, le tradizioni resistono

stenadi; un nuovo musé9, il Forum di Omegna, raccoglie le testimonianze toccanti di secoli di fatica e di poesia:

Baldassarre Cane, che gia verso la meta dell? Ottocento ebbe il coraggio di lasciare Chesio (altro paesino della valle Strona) e di scendere al livello del lago per fondare la prima vera officina, destinata a diventare

peltro: Pottone, Palpacca, Palluminio e infine Pacciaio inossidabile, il cui

ciclo di sviluppoé tuttora in corso; ma non sono

cambiate né le tipologie né natura dei prodotti, e la

un industria importante a

mia citta é tuttora

cayallo del nuovo;secolo, oggi chiusa. Nei decenni

Caratterizzata da questa tretta monocultura

successivi il suo: ésempio fu seguito da patecchie

decine di artigianiimprenditori, Spesso

dustriale. Lungo le | sponde, del lago di Saki Giulio, fra le erate — romaniche e le cappelle

INTRODUZIONE

barocche, le fabbriche del casalingo sono diventate

un preciso punto di riferimento, che da una forte connotazione socioculturale alla zona. Anche mio nonno, Giovanni

Alessi, era appunto un artigiano-imprenditore. II compito di questo libro é di raccontare come da

;

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quella tradizione produttiva antica, dura, tradizionalista e anche un po’ soffocante sia sbocciata la nostra avventura imprenditoriale, che invece é fortemente innovativa, aperta alla sperimentazione e all’attivita paradossale che nasce da una matrice poetica. Come da “Officina per la lavorazione della lastra in ottone e alpacca, con fonderia” (cosi recitava insegna del nostro stand alle prime Fiere di Milano negli anni venti) la Alessi . Si Sia trasformata in tina delle “fabbriche del design

italiano”. Il passaggio da

transizionale, che forse

laboratorio metalmeccanico

_pud essere proposto come

A La Tavola di Omegna in

a laboratorio di ricerca nel

possibile modello di

disegnata da Luigi Serafini nel

campo delle arti applicate, _evoluzione per molti tipi come si potra vederenelle _—_di industrié ‘nella nostra pagine che seguono; e stato progressivo e ha richiesto alcunidecenni, ma é stato un bel gioco

societa deiconsumi: Anche per questo pud essere utile seguire il nostro racconto.

_—_caratteri Orto-graficn

=.»

1985, riproduce in chiave Roni a= pscudeaie ological 0" contenuti” della Alessie

della sua:storia: >

A FAO, ossia Fratelli Alessi

Omegna: il primo marchio storico intrecciava le iniziali con curve vagamente déco. ¥ Il capostipite Giovanni Alessi esordi come abilissimo autore di pomoli d’ottone.

@ Il nonno Giovanni era un abile tornitore di lastra. Nel 1921 acquisto un

terreno a Omegna e fondd la Alessi, cominciando a creare artigianalmente

oggetti per la tavola e per la casa in rame, ottone e

alpacca, poi nichelati, cromati o argentati. Il

nonno aveva una vera

ossessione per la qualita e per il lavoro ben fatto: la sua produzione divenne subito conosciuta per la rande cura esecutiva e per iyperfetta finitura.

A Appassionato gastronomo,

il nonno traeva da lunghe sedute a tavola ispirazione per Nuovi oggetti: qui € con lamico “Cichin” Lagostina. > Uincisione della vecchia fabbrica a Crusinallo, in un idilliaco paesaggio di boschi prealpini, ha oggi un sapore di archeologia industriale.

GLI ANNI VENTI E TRENTA Sottsass @ anche |’autore dello show room Alessi di Milano (1987).

A La serie dei bicchieri Ginevra, in cristallo, é

dedicata al raffinato piacere del bere “bene”. Tra bicchieri e calici di varia misura si

segnala la Bottiglia per decantare, strumento per intenditori. WY Realizzate nel 1987 con la consulenza di Alberto Gozzi, le posate Nuovo Milano sono ormai un classico, sancito dal riconoscimento del XVI Compasso d’oro.

A Vobiettivo di Sottsass si sta realizzando: disegnare un intero posto a tavola, un modo molto grazioso di mostrare consapevolezza, rispetto e cura per I’‘evento basic del nutrirsi.

ALESSI

€€ No, non ci pro

giapponest: loro non ZAVage... 99

Richard fece la @ sua venutaa £@ Crusinallo il Martedi Grasso del 1977. Mi era stato consigliato da Ettore Sottsass cosi: E

» quello della lampada Tizio, uno che non ha

ancora fatto un progetto sbagliato. Ad accoglierlo ci

eravamo riuniti io, papa e lo zio Ettore. Era vestito tutto di nero e portava un

buffo cappello da pifferaio. Sapper ha l’abitudine di lavorare a pochi progetti contemporaneamente, e solo a quelli che lo interessano davvero; é difficile costringerlo a briefing troppo precisi: meglio lasciarlo andare a ruota libera, a un ritmo di circa un nuovo progetto ogni cinque anni.

Uae =

i)

Sapper ha disegnato per noi alcuni progetti rimasti storici per la cultura del design e per la storia economica della Alessi, come la caffettiera 9090 (pagina a fianco, in alto). Nato nel 1979, é il

primo progetto Alessi per la cucina: fino ad allora ci eravamo concentrati solo sugli oggetti per la sala da pranzo e il soggiorno.

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hanno i

RICHARD SAPPER

31

“| due progetti-simbolo della attivita-di- Sapper per Alessi sono la caffettiera 9090 (la prima caffettiera prodotta a Crusinallo, insignita dell’X! Compasso d’oro ed esposta al Moma di New York) e i grande Bollitore con fischietto melodico, ispirato al suono dei battelli e delle chiatte che scorrono sul Reno, il primo dei bollitori “d’autore” (1982).

La conica, disegnata da Rossi tra il 1980 e il 1983, nasce

come evoluzione dell’intervento di Aldo nel nostro progetto Tea & Coffee Piazza,

traducendo un oggetto prestigioso, d’argento, in un prodotto in acciaio, di facile commercializzazione,

e con nuove caratteristiche di robustezza e di maneggevolezza. Sulle prime, Rossi era un po’ diffidente nei confronti dell’industria in generale,

ma la Alessi gli piacque e si lancid in lunghi studi sugli oggetti per il caffé, diventati nel tempo una specie di ossessione: note, schizzi,

fotografie, disegni, progetti di diverso tipo come il perco/ator, il modello New Orleans e quello per il caffé all’americana. Per Rossi la caffettiera (finalmente

realizzata, a partire dal 1984, nelle due versioni conica e a cupola) @ per eccellenza il simbolo del rapporto dialettico tra l'architettura (0 meglio, 'urbanistica) e il “paesaggio domestico” in cui questo monumento in miniatura si inserisce.

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ALDO ROSSI

Rossi partiva da und “idea forte”, formale ed*espressiva, Pas pace di resistere a*tuttede Modifiche-richieste daFtecnici: Lei sa-molto-™Meglio di me come sie€Ostruisce una “caftfettiera, diceva Aldo §&= alfallibito Casalino. Questos" “Btteggiamento di delega , i dettagli costruttivi ha®. reso per i nostri tecnici molto pil. agevole e€ riposante lavorare con Segli architetti *“piuttosto che con | designer.

55

A parte le caffettiere, l'attivita di Rossi per Alessi é sotto il segno dell’eclettismo e va dagli orologi da polso e da parete alla torre-belvedere . progettata per la “casa della ,,felicita”, non ancora realizzata “te qui in un

ee

me@ntaggio.

a

ALESSI

Ai tempi del celebre contrasto sui disegni tecnici, mio zio era turbato, ma la volta successiva trovo il modo

di farsi perdonare, paragonando i disegni di Aldo a quelli di Morandi.

Aldo ne fu colpito, e da quel momento tra i due

nacque una grande passione, culminata nel progetto per la villa di mio cugino Stefano a Suna

(1995).

M ichael

Gr aves

€ With Alessi, tradition

extends to the idea offamily. As a designer you and your people are brought in and treated as member of a

family-it’ a very personal relationship of designer and manufacturer. This is what ties everything. » @ Gia nel gennaio del 1980, durante la nostra prima visita nel suo grande studio di Princeton, Michael Graves ci aveva dichiarato che da allora in poi almeno meta della sua attivita sarebbe stata destinata al design. Fu una

dichiarazione precisa, che corrisponde del resto alle sue

grandi potenzialita in questo campo. E dotato di un incredibile capacita di sintonizzarsi sul gusto del pubblico anche medio: non ama la teoria, ma una volta

mi ha confessato il suo desiderio di elaborare un “design americano”.

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Bree

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> || Bollitore con I’uccellino, del 1985, continua ad avere un enorme successo. E il

capostipite della “famiglia” di oggetti che Graves continua imperterrito a far crescere anno dopo anno, sviluppando la propria sensibilita verso un design meno intellettualizzato, piu soft rispetto a quello europeo. ALESSI

Nel personalissimo e ben riconoscibile inQueg formale di Graves si fondono suggestioni colte della tradizione europea, i! Déco, il

Pop americano, ricordi di culture precolombiane. Ha mostrato di saper affascinare il pubblico come pochissimi dei progettisti con cui ho lavorato. Penso che questo successo dipenda da un

approccio totalmente disinibito nei confronti della dimensione economica che quest’attivita inevitabilmente comporta, atteggiamento che gli permette di leggere le aspettative del pubblico con piu lucidita dei suoi colleghi europei.

__ servizio. diseghato per il progetto Tea & Coffee Piazza, Re contatto tra Graves ew ‘Alessi.

——

° i cogetidhla “famiglia

~ Graves” sono nati in modo oncentricg;-syiluppandosi intorno,al.Bollitore, che é

cchefierd. Poi é arrivato di rinforzo

Pelicano, la caffettiera per espresso.* il A Portafoto @i a

oggetti, come ad | t esempio le Oliere,| Graves ha

proposto pitdi una versione.

“ peas

i Sug.ar Down & Creamer, : faterdcaratieristice tpologie

-|americana, \sono ae / del Bollitore—

MICHAEL GRAVES

59 4 Cavatappi, Macinapepe, Tappo per champagne, Spargisale e Contaminuti: per Graves il concetto di “famiglia” si estende su un orizzonte di oggetti anno

dopo anno sempre pit! vasto, fino a comprendere anche oggetti di minuscolo formato.

A Tazzina, Mug, Burriera e

Caffettiera a pressofiltro: un look inconfondibile per oggetti ben protetti da reti d’acciaio e con manici di agevole e sicura impugnatura per allestire prime colazioni

per commensali ancora insonnoliti e malcerti (1989).

A Ritornano i manici in

poliammide anche per

'indispensabile Vassoio (1994)

e per la grande Caraffa da due litri (1991).

ALESSI

L'Orologio da cucina é l‘anello di congiunzione tra la famiglia “dell’uccellino” (che compare in cima alle lancette) e i colori vivaci della serie Euclid (1992).

> Con le sue rassicuranti © rotondita, ben appoggiate su “ cubiche basi, la Caraffa termica (1994) é diventata \‘oggetto-simbolo della serie Euclid: fra i colori disponibili compare EUS ibspate: blue”.

_—

- Olt chi con gli oggetti ‘ i di Twergi, Graves si é ntato con |’architettura jaturizzata dell’Orologio a pendolo, con il quadrante al “piano nobile” dell’edificio sorretto da robuste colonnine (1988):.

MICHAEL GRAVES

61

A La delicata bicromia gialloazzurra Caratterizza ‘uno dei due Servizi in porcellana disegnati da Graves. Dear Vera ha il nome della figlia di Aldo Rossi: l’orologio da tavola in due versioni é

stato infatti in origine disegnato come arredo dell’hotel di Fukuoka,

progettato da Uchida insieme a Rossi (1994).

¥ Affascinato dalle capricciose increspature di un vassoio in carta d’argento, Clotet ne ha riprodotto l'effetto modellando |’acciaio (1994).

GLI ALTRI AUTORI

> La ricerca sulla Caffettiera napoletana (1979-1987: ha vinto il XIl Compasso d’oro) é stata la pili lunga della nostra storia: ha prodotto negli anni un libro e pit di duecento

prototipi in latta, tutti funzionanti. Con il suo basco e l'abbigliamento da film neorealista, con il suo continuo rimuginare nuove

idee e nuove ipotesi di funzionamento, Dalisi non é stato un personaggio facile da gestire, ma questo progetto é stato per noi importantissimo. Ci ha permesso di aprire ancora di pit il nostro mondo industriale all’esperienza concettuale dell’artigianato, ci ha insegnato a stemperare le

nostre certezze in una vena fragile e poetica, spesso adeguata per lavorare intorno a rituali domestici antichissimi.

ALESSI

Massimo

Moro

Pasta set € un omaggio alla pastasciutta. Morozzi mi presento il progetto nell’estate del 1982, dopo un anno e mezzo di incontri. La

forma dell’oggetto era affascinante ma anche misteriosa. Cosi, abbiamo organizzato un’inchiesta: circa la meta degli intervistati non vi riconosceva una pentola per la bollitura, e ne dava le interpretazioni pill diverse. Abbiamo deciso comunque di

awiare la produzione, e abbiamo fatto bene. Pasta set é diventato popolare, tanto da influenzare profondamente il mercato: credo che nel mondo circolino almeno un centinaio di imitazioni. La ricerca @ continuata con il Vapor set (1990), studiato per la cucina a vapore.

GLI ALTRI AUTORI

69

Si chiama Pito il bollitore disegnato da Gehry,con manico-e tappo melodico in moagano (1992).

© Quando gli artisti e gli scultori che conosco lavorano,

ce sempre una componente di gioco. Si sperimenta, si prova. E un modo di fare

un po ingenuo e infantile, come dei bambini che giocano nel loro box. Anche gli scienziati lavorano cosi. E come lanciare via le cose e poi seguire le idee, piuttosto “3 cercare di prevedere dove si sta andando. »”

Paolo Portoghesi Gli archi incrociati della’) cappella di Achphat in| Armenia

e le linee sottili della moschea maghrebina di Tlemcen ispirano queste micro-architettuire, in cul

gli inconfondibili fasci dilinee di Portoghesi si concludono con la

magica luce di una candela (1988).

Le tipiche forme morbide e arrotondate e i colori vivaci di Sowden caratterizzano la calcolatrice da tavola con otto funzioni chiamata Dauphine (1997).

{t i i

contaminuti, George Sowden ha realizzato Alphonse/un timer elettronico-che;alla:

scadenza del tempe fissato,

emette un motivo musicale. + La melodia, appositamente~

composta da-Steve Piccolo, é diversa a seconda del colore.

| Contenitori in porcellana sono disponbili in bianco o con i decori di A. Fiorilli, N. du Pasquier 0 dello stesso Sowden.

GLI ALTRI AUTORI

Massimo

orl

Scolari

> Strumenti per leggere e

scrivere bene: al dilagare del mouse del computer Scolari (un destino nel nome!) propone nel 1998 una Matita in legno ebanizzato con punta in lega piombo-stagno e un Segnalibro-tagliacarte con

due nastrini

segnapagina, espressamente

dedicato a chi

ancora legge libri con le pagine da tagliare.

Parallela alla sempre piu

Rossi, Graves e Starck.

numerosa famiglia degli

“omini”, dal 1994 é comparsa anche la serie di Cestini, Portafrutta, Vassoi e Portagrissini di varia misura, traforati con un motivo a triangoli e rombi.

ALESSI

Il CSA e i giovani €€ Definire questa ‘Oficina’ non éfacile: fertile, sottile,

dove, come in una fiaba, tutto ti sembra possibile, ma dove non riesci a vedere un inizio e nemmeno a

prevedere una fine... y9

@ Il Centro Studi Alessi é nato nel 1990 con una duplice missione: elaborare

dei contributi teorici su temi legati all’ oggetto (da raccogliere poi nei nostri

libri) e coordinare il lavoro che intendevo iniziare con i giovani designer. Fino ad allora la Alessi aveva infatti

lavorato solo con i “grandi autori” e io sentivo una

certa responsabilita nei confronti del mondo del giovane design emergente.

Laura Polinoro, suggeritami | da Mendini, ha svolto

o

: $ ALESSI ; bh

FROCEDURES =X PRODUV Er lof &

L CSA E | GIOVANI Le immagini di questa pagina si riferiscono al workshop condotto alla Helsinki University of nalistia anc Applied Art nel 1996.

Laura ha portato in Alessi

Pintuizione e la formazione di semiologa acquisita alla scuola di Eco e di Fabbri. Spesso mi ricorda Marianne Brandt, la prima donna ché ha lavorato

negli anni venti nella Metallwerkstatt del Bawhaus:.Con lei & iniziato il faticoso processo per far uscire la Alessisdalle

remore della retorica in cui si beava un‘cérto, paludato design italiano., Tramite lei abbiamo introdotto\in

Alessi discipline'fino ad allora rimaste estranee, come !’antropologia e la

semiologia. Dopo’9 anni; nel 1998;.il'CSA da Milano. é.stato trasferito a Crusinallo, ; i V'attivita di design management del CSA si svolgesoprattuttotramite4 workshop; seminari di progettazione, sia con studenti; in collaborazione

con facolta di architettura, scuole d’arte e di design, sia . Gon/gfuppi di designer appositamente selezionati; Questa attivita si tiene praticamente in tutto il

mondo: abbiamo organizzato

' workshop in ‘Argentina, Inghilterra, Giappone,-Brasile; Costarica, U.S.A., Austtalia;

Francia, Germania,-Finlandia; Austria,... e perfindo-nelle isole Egee.

ALESSI

A partire dal 1990 anch’io sono stato reclutato per

questo compito, che svolgo con grande interesse: qui si vedono due fotografie del

workshop alla Miami University nel 1996. Ogni anno.cerco \di ricavare

almeno due moménti da destinare ai miei workshop

personali. Ho scoperto‘che mi. interessa cercare di insegnare qualcosa del mio

mestiere ai giovani, € poi sono Curioso. di capiré cosa

pensano di noi, ‘di quello che-sta facéndo Ja Alessi. Non’ va*poi dimenticato

che il fine dei’ workshop

none

solo didattico ma ha

un importante risvolto operativo, fino alla realizzazione di progetti

vefije propri e alla verifica,

della compatibilita con un eventuale produzione. E insomma un momento

molto interessante ‘nella

apertura della Alessi verso il concetto di metaprogetto e.la creazione di una struttura di-ricerca mentale.

+ }

IL CSA E | GIOVANI

A'te due foto’si riferiscono.., ai(progetti di Stella B68. (i bruciaprofunar Entia/e

Challenger) e.di-Christian Jurke (i) bollitore-elettrico Crisute Il),sviluppati durante il

workshop.condotto con

Andreas-Brandolini alla Hochschule der Bildenden Kunstedi Saarbricken

(1994-1995):

e E stato il primo metaprogetto coordinato dal CSA e rappresenta il momento di apertura della Alessi ai giovani designer; anzi, per la verita alle

giovani designer, dal momento che nella fase iniziale sono state invitate

sono le competenze

circa 200 progettiste

dell oggetto? Come nascono _ percezione, nell’uso? Come

nella loro forma, nella

donne under 30 da tutto il _o si trasformano gli oggetti mondo. Le domande che nel passaggio tra diverse

fa un oggetto a diventare soggetto culturale?

ci ponevamo erano: quali

Lesplorazione tipologica si riferiva agli archetipi della presentazione e della

culture? Che cosa cambia

“offerta” del cibo, legati alla memoria di una cultura o di

una esperienza personale. Questo progetto “creolo”, é una

clonazione in vitro di cid che, con tempi naturali,

avviene molto pit lentamente come risultato dell’ incontro fra culture diverse.

IL CSA E | GIOVANI

99 In piena azione /nneres Feuer, lo scaldavivande a lume proposto da Vera Purtscher (1997)

Tundra é@ i] poetico sottopentola con le renne disegnato da Kristiina Lassus (1995).

Nella pagina accanto, il Bicchiere bugnato di Anna Gili, il portaagrumi Helmut di Cecilia Cassina, la coppa centrotavola Chimu di Joanna

Lyle e il Cestino traforato di

Susan Cohn (1992-1994). Qui accanto, le tre scatole Kalisto di Clare Brass. Sotto, il Brasero, scaldavivande a lumi

disegnato da Maria Sanchez, affiancato da Tin man, barattolo con pomolo in legno di Constantin Boym (1992-1994).

ALESSI

Eieiay eit)

Progetto Biologico Protagonista del Progetto Biologico é il rapporto tra acciaio e vetro. Qui a lato, la

Seatola portadolci di /Pierangelo Caramiée il ‘ Dosatore per miele di Theo.

"Williams 1995),Sotte, trv Récipienti di Joanna Lyle. In

basso; sotto lacgrattugia@ Parmenide di Alejandro Ruiz (1994),.compare roqgeda dell’equifibrio, ur,set-per il la profumazionie fo Senne ae

ee

eS oo

eaten

\esplora un nuovo, filone di ‘ricerca: la scope ta dell’Es, in\un’idea primatia, di percezione, pitt legata alkintuizione e alla/capacita ricettiva che non all’espressione di diverse _ culture*attraverso Jingua;

stilistict. Lambizione éa scoprire nuovi rapporti tra la regola e il progetto: Poggetto vivo e vibrante supera il conflitto tra uomo

i]

IL CSA E | GIOVANI

101

® Questo metaprogetto é nato nel 1991 dalla intenzione di esplorare la struttura affettiva degli oggetti ancora pita fondo ° di quanto non avessimo fatto in precedenza. Ci interessavano le esigenze umane pit delicate, intime, sensoriali. Gli oggetti sono diventati cosi strumenti ludici, ricordano piccole fiabe, danno risposte accattivanti all’uso

comune, suggeriscono una mediazione con il gioco, sono un ponte verso il fantastico.

A La caffettiera Mix Italia @ stato uno degli ultimi progetti comuni del duo King-Kong (1993).

P Penguin Tea con

il suo sppoaito Happy E 99, per la forma allusiva e ‘istintivo senso di empatia e confidenza che esprime, é uno degli oggetti-simbolo di FFF. (1993).a a teen alla ooo anche gli oggetti di Venturini e Giovannoni raccolti nell‘immagine in alto.

ALESSI

eevee anc

a ps

Per EEE ci siamo riferiti al~ pensiero di Winnicott sugli

“oggetti transizionali” e alla teoria dei “codici affettivi” di Franco Fornari. Videa di

partenza era di riprodurre il processo di creazione e di animazione dell’ oggetto comune al mondo dei bambini e alle culture primitive.

> Protagonisti di queste pagine sono i divertenti diavoletti Apribottiglie di Biagio Cisotti (1994), le creaturine ridenti di

Mattia Di Rosa (Tappi, Portatovaglioli, Barattoli, il Bimboveloce dell’alzata per

torte),il Cuoricino portafoto di Enrica Zanzi (1996) e; in alto, la

versione in resina colorata*della storica Zuccheriera Con i piedini di Christopher Dresser (1864).

IL CSA E | GIOVANI

103

> Altro prodotto-personaggio

di FFF, entrato in produzione nel 1998, é@.il Folpo (in

dialetto veneto é il polpo, come lasciana intendere |

tentacolida piccola piovra

addomesticata) frullinomisuratore’in vetro disegnato da Marta Sansori.

& ee

ALESSI

> Al ludico filone ispirato al mondo dei‘cartoni animati si legala recente dotazione per'la cucina compostada Grembiull, Guantoni-da forno e Servizi all‘americana con disegni-di Javier Mariscal, Massimo Giacon e Sergio Cascavilla (1997).

f

(c¢

a

;

Ma chi 2 questo Michael Graves? Lui non & mica un eT designer! yy

® Progettista metanoico per eccellenza, e anche vagamente somigliante a un orsacchiotto scuro, dietro a un physique du réle

che sembra opposto a quello di un designer di grido Stefano nasconde uno dei talenti pit esplosivi che mi sia mai capitato di

incontrare. Non gli va git di essere classificato da noi

come “uno dei giovani”, si sente destinato all’Olimpo del design e lo vuole spartire da subito con i miei “maestri”. E ci arrivera, non ci sono

dubbi, anche se é un po’ brontolone e impaziente.

4 Le scatole portadolci Mary biscuit e la bilancia da cucina Molly (1995) parlano una lingua morbida e arrotondata: con queste presenze cosi discrete e amabili, sono convinto che tutti gli oggetti di Giovannoni ci guardino affettuosamente con il sorriso misterioso e caldo della Gioconda: “...quel sorriso collegato al sentimento della bellezza che nell’eta adulta commuove il cuore umano, che per tutti noi, nell‘innamoramento come nella visione di una cosa bella, sembra collegarsi alla intensa relazione visiva con il volto della madre,

costituita come rappresentante della beatitudine intrauterina”, (Frontori, 1986). ALESSI

| sottopentola della serie Coins simulano grosse

monetone con esplicite iscrizioni.

Un‘approfondita ricerca di Marco Migliari e Marco Millozza sui tipi e i caratteri delle spezie (in polvere, in foglie, in

frammenti, in grani) ha portato alla nascita di un giardino botanico da tavola: i Portaspezie di Giovannoni ricordano, sui coperchi, i rispettivi contenuti: noce

moscata, chiodi di garofano, peperoncino, prezzemolo, origano, alloro, basilico...

STEFANO GIOVANNONI

107

P Lilliput (1993) é l‘originalissimo servizio da sale € pepe inventato da Giovannoni: i due contenitori hanno piedini magnetici e si possono posare sulla base. Lo schiaccianoci Nutty the cracker (1993) é un esempio

di come Giovannoni lavori in presa diretta con i “codici affettivi”, in particolare quelli

della mamma e del bambino.

ALESSI

Fruit Mama: un‘accogliente manona che sorregge la frutta oppure un “nuovo albero” delle mele? Certamente un personaggio non anonimo nella casa che Giovannoni vuole animare con mille presenze di ogni natura (1993).

Ueffetto cartoon raggiunge il culmine con il ben noto Merdolino. Senza tentennamenti, Giovannoni

affronta un oggetto indispensabile ma “vietato”, lo scopino per il W.C., trasformandolo in uno snello vasetto da cui spunta un lungo, allusivo, invitante arbusto (1993).

Guido Venturini Guido é@ un convinto

esploratore della “zona d’Ombra”. I suoi oggetti sono dei personaggi molto

espressivi: stralunati, certo fuori dalla norma, spesso vagamente mostruosi ma

mai minacciosi, anzi a me danno limpressione di cercare il nostro aiuto.

Guido si interroga molto sul ruolo del designer nella societa di oggi ed éanche consapevole delle molte

contraddizioni del nostro

lavoro: mi piace vedere la :

SEU

sua opera come quella di

un contestatore gentile.

i —

Dai Guido, che se non ot perdi andremo -lontano!

’ || robustissimo Antonio mostra-i-suoi possenti muscoli

da appendiabiti culturista (1997),

‘cose cattive, b1

nte, che pero per natura che hanno diventano liberatorie. Il design s normalmente non present queste OCcasioni...

9 ALESSI

E con il sale. Ueora geared

=

Vaccendigas si chiama Firebird;-alias “Uc¢cello di

\

) | Fuoco”,/ma il nomenon é un\ | omaggio a Stravinskij} si AN} | tratta; in, assoluto;distino dei q] Personaggi pits espliciti e

“coraggiosi-di tutto il catalogo . Alessi; *riférimento ironico al

"eodice erotico”...(1993)._

GUIDO VENTURINI Lo spremiaglio Nonno di Antonio e il termos Fred Worm del 1997:L’effetto antropomorfizzante dei progetti di Guido-é talmente potente che altro giorno ci é|afrivato-un-e-mail da Dallas, Texas: un ‘certo Fred Worm-ci-chiede di pagargli idiritti per lo sfruttamento del suo nome...

\< Gino Zucchino } @ uno spargizucchero, ma

| in\Alessi 6 ormai talmente

popolare da essere

una specie di nanetto da.

giardino (1993)

}

Anonimo Considerando la storia

delle arti applicate, specie dei piccoli oggetti per la casa, mi sorprende sempre la sostanziale fissita dei

modelli tipologici: una co ppa, un ee

Masco tO

cucchiaio sono il frutto di

un progetto virtuale im progress portato avanti, in millenni di storia dell’ umanita, da qualche centinaio di progettisti, per lo pit

anonimi. Quasi tutti gli

oggetti di cui ci occupiamo hanno origini

antichissime e sono fortemente influenzati dai rituali, dalla memoria e dall’ immaginario

collettivo. Questo capitolo raccoglie appunto alcuni

di questi progetti del passato, testimonianze significative di momenti

creativi, di epoche storiche o prototipi di autori importanti nel nostro specifico campo.

Pompeiano

Con I’aiuto di architetti e

archeologi napoletani, nel 1997 abbiamo ricostruito nelle

dimensioni reali e in acciaio il vassoio di questo bronzetto romano del | secolo d.C., che

rappresenta un burlesco venditore¢ ambulante di focacce, trovato negli scavi : della Casa dell’Efebo a 3 Pompei e conservato nel Museo

Archeologico di Napoli.

LE RIEDIZIONI STORICHE

113

> Protagonista della svolta in

chiave moderna della cultura dell’oggetto e dell‘architettura finlandese, Eliel Saarinen (1873-1950) aveva una visione organica e unitaria del design: utilizzando forme eometriche semplici (adatte, ra l’altro, alla lavorazione industriale) si € spinto molto in avanti nel concetto di domestic landscape. || Servizio da té con samovar in argento, da noi prodotto nel 1987, é considerato uno degli archetipi del design americano.

i

Per la loro linearita funzionale gli oggetti di Dresser sembrano preconizzare lo spirito del Bauhaus.

A.Christopher Dresser @ stato,

un grande esempio di quella “Trasgressione Moderata” che tanto cerco nel design

suoi

progetti dimostrano che conosceva le tecniche della” produzione in metallomeglio

Questo non gli ha impedto di non accettare mai tecnica come un punto di arrivo, ma di metterla

continuamente alla prova, rielaborandola costantemente alla ricerca di risultati

di quallinquée designer che

costruttivi ed espressivi pit

oggetti che abbiamo deciso di

triangolare con le-zampette,

abbia varcato |e soglie della. Alessi. Non a caso alcuni degli

“ripubblicare” ‘si prestano con” naturalezza ad essere prodotti. Oggi in acciaio inossidabile.

__alti, con. esiti perfino inquietanti come la Tejera

snesso di inaudita apertura jntellettuale e professionale, e di grande speranza.

ALESSI

@ Fondato da Walter Gropius a Weimar nel 1919 come scuola di arte e

arte applicata, poi diretto da Hannes Meyer e da Mies van der Rohe, il Bauhaus é uno dei laboratori storici nella cui mission JAlessi pit si riconosce. Le riedizioni di questa pagina sono di

Hans Przyrembel, Marianne Brandt, Otto Rittweger

e Josef Knau.

| progetti illustrati in queste

Pagine sono stati creati nella Officina Metalli del Bauhaus tra il 1924 e il 1930, prevalentemente sotto la uida di Lazi6 Moholy-Nagy nella foto con Marianne Brandt). Prodotti dietro licenza del Bauhaus Archiv di Berlino, sono stati scelti perché sono dei buonissimi esempi del clima di tensione progettuale in Cui sono stati creati e perché ci sono sembrati singolarmente coerenti con la tecnologia e con lo spirito del

nostro tempo.

A |n un autoritratto fotografico rimasto celebre, Marianne Brandt, autrice di tutte le opere riprodotte in questa pagina e, insieme a Helmut Schulze, del Servizio per prima colazione qui a

fianco, “indossa” oggetti di metallo come preziosi gioielli.

ALESSI

> Progettate nel 1938 e presentate (in argento) alla Triennale del 1940, le posate della serie Caccia, splendido esempio di “classicismo lombardo” nel design, vennero lodate da Gio Ponti per il magistrale equilibrio fra un‘immagine ancora

artigianale e il futuro industriale del casalingo.

Alessandro Mendini ha

studiato |’allestimento espositivo per diverse mostre Alessi: nella pagina accanto, in

basso, i vasi 100% Make up fra le muraglie della Fortezza da Basso a Firenze; qui sotto,

l‘organismo polimorfo per le novita nello show room di Milano. Hans Hollein é invece l‘autore degli allestimenti per il progetto Tea & Coffee Piazza (qui sopra) con |l’ormai celebre arco spezzato, e per la grande mostra “Paesaggio casalingo”, che presentava la produzione Alessi dal 1921 al 1980, aperta alla Triennale di Milano nel

dicembre 1979, con successive edizioni a Linz e a Berlino nel 1980.

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PAESAGGIO | PATRIZIA SCARZELLA

CASALINGO

IL BEL METALLO

soe Roe UU Dolce Stil Novo (della

TACINTURA DI ORIONE